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SCHEDA 1 Ottobre Ott 2015 1604 01 ottobre 2015

Riforma del Senato, cosa cambia con l'approvazione dell'articolo 1

L'Aula di Palazzo Madama sancisce la fine del bicameralismo perfetto. Poteri del Senato ridimensionati. Addio alla navetta parlamentare.

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Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi.

Il Senato ha approvato l'articolo 1 del disegno di legge Boschi, modificato dall'emendamento Cociancich, con 172 sì, 108 no e tre astenuti.
La riforma di Palazzo Madama, su questo punto, può quindi considerarsi definitiva e sancisce il tramonto del bicameralismo perfetto, architettura del potere legislativo italiano dal 1948 fino ai giorni nostri. Ecco cosa cambia.
FUNZIONE LEGISLATIVA SOLO ALLA CAMERA. Camera e Senato non avranno più la stessa importanza in base alla Costituzione. Soltanto la Camera, i cui deputati rimarranno 630, sarà titolare del rapporto di fiducia con il governo ed eserciterà la «funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del governo». L’emendamento Cociancich prevede che il Senato, oltre a fare da raccordo con le istituzioni territoriali, eserciterà anche «funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica». Palazzo Madama, inoltre, rispetto a quanto era stato deciso dalla Camera, recupera la facoltà di «valutare le politiche pubbliche» e «l’attività delle pubbliche amministrazioni», e verificherà «l’impatto delle politiche dell’Unione europea sui territori». Infine, l'assemblea concorrerà «ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato».
SCOMPARE LA 'NAVETTA PARLAMENTARE'. Dal momento che la funzione legislativa spetterà però soltanto alla Camera, scomparirà il fenomeno della 'navetta parlamentare', cioè il passaggio di un testo legislativo da un'Aula all'altra, determinato dall'obbligo di una doppia approvazione delle leggi. Il Senato cambia di fatto natura, assumendo le funzioni di ente di rappresentanza territoriale composto da sindaci e consiglieri regionali.
IL NODO DELL'ELETTIVITÀ DEI SENATORI. Il nodo riguarda però l’elezione dei futuri senatori, materia regolata dall'articolo 2 del disegno di legge Boschi.
Il governo vorrebbe che fosse indiretta e stabilita all’interno dei consigli regionali. Le opposizioni e la minoranza del Partito democratico vorrebbero invece che fossero i cittadini a eleggere i senatori. Le trattative degli ultimi mesi hanno portato a un compromesso, che prevederebbe un apposito listino da votare alle regionali per consentire ai cittadini di scegliere i consiglieri destinati al Senato. I consigli regionali, in seconda battuta, avrebbero il compito di ratificare tale scelta.
La soluzione ha ricompattato il Partito democratico. Adesso, però, occorre votarla. L’esame dell’articolo 2, in particolare per quanto riguarda alcune proposte di modifica al comma 5, prevede il voto segreto: un passaggio potenzialmente rischioso per la maggioranza parlamentare.

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