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GUERRA 1 Ottobre Ott 2015 1851 01 ottobre 2015

Siria, i raid russi aprono la strada alle truppe di Damasco

Assad, Putin e Teheran si muovono velocemente contro l'opposizione siriana. E Washington sta a guardare.

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Esercito regolare, ribelli di matrice laica, brigate qaediste, curdi siriani, Isis e altre fazioni formano il calderone siriano.

Dopo settimane di movimenti e rimescolamenti nello scenario geopolitico siriano, il presidente Bashar al Assad ha svelato le sue carte.
IMMINENTE OFFENSIVA. Fonti libanesi collegate al potere di Damasco il primo ottobre hanno riferito di un'imminente offensiva delle truppe governative nelle regioni di Homs e Hama, le cui campagne sono costellate di sacche di resistenza di insorti locali.
Il piano di Assad prevede l'utilizzo di truppe regolari siriane e di milizie filo-iraniane/Hezbollah per l'attacco terrestre, e il supporto dei jet russi per i bombardamenti aerei.
I raid russi si sono concentrati proprio sulla zona citata come obiettivo, probabilmente per facilitare le truppe terrestri.

Un'immagine aerea di un bombardamento russo.

DAMASCO E MOSCA ACCELERANO. La sensazione è che il dittatore siriano e il suo ritrovato alleato Vladimir Putin stiano velocizzando le manovre militari per destabilizzare i sostenitori della linea anti-Assad.
Nel giro di due settimane la Russia ha schierato mezzi di terra, uomini e aerei, e senza neanche aspettare la chiusura dell'Assemblea generale dell'Onu ha iniziato a bombardare.
La velocità nelle decisioni e nelle azioni è ormai un marchio di fabbrica di Putin, che ci ha abituato a questa caratteristica della sua leadership dai tempi dell'annessione della Crimea.
Il presidente russo, al contrario dei suoi omologhi occidentali, non deve rispondere in patria delle sue scelte né deve concertare le azioni con i suoi alleati (Damasco esclusa).
ASSAD ATTACCA I “TERRORISTI”. Il quotidiano siriano al Watan, vicino al governo, ha fornito la mattina del primo ottobre un'analisi della situazione, ribadendo l'esistenza di un'intesa per cui «la Russia attacca dal cielo e l'esercito siriano attacca dal terreno», in quella che è stata definita «un'offensiva per bonificare la regione dai terroristi».
Il termine “terroristi” è da anni usato dal regime e dai media controllati da Damasco per indicare chiunque, armato o non, si sia schierato contro l'autorità del clan presidenziale degli Assad, al potere da quasi mezzo secolo e dal 2011 circondato da un Paese in guerra.

L'Iran, eterno protettore di Damasco

Mappa delle forze in campo in Siria.

La linea del regime di Assad è sempre stata chiara: lottare contro tutti coloro che insidiano il potere tradizionale.
Nella fattispecie, sia che siano estremisti islamici o ribelli moderati, si tratta di cittadini sunniti spesso finanziati da Paesi come Arabia Saudita, Turchia o Qatar.
Anche per questo, oltre che per un'alleanza decennale, l'Iran sciita è sempre stato in prima linea in Siria a proteggere il regime.
Sia che si tratti di milizie finanziate, di uomini di Hezbollah provenienti dal Libano o di reparti speciali iraniani, gli uomini di Teheran sono stati finora forse il motivo principale della resistenza del governo di Assad.
Secondo alcune fonti all'offensiva sono pronte a partecipare «centinaia di militari iraniani arrivati in Siria per unirsi agli Hezbollah».
L'Iran ha ufficialmente affermato di sostenere pienamente i raid russi «contro i gruppi terroristici».
DAMASCO-MOSCA-TEHERAN IN AZIONE. Ora che alla coppia Damasco Teheran si è aggiunta Mosca in forze, si profila sempre più nitidamente la creazione di un fronte forte nella guerra civile siriana.
Il terzetto sta sfruttando un momento di indecisione degli Usa sulla strategia da prendere in Siria. Anche per questo Obama si trova in difficoltà nel farsi valere dal punto di vista diplomatico.

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