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ESTERI 2 Ottobre Ott 2015 1908 02 ottobre 2015

Spagna, elezioni politiche il 20 dicembre

Ultimi sondaggi: Popolari in testa (28%), seguiti da Psoe (25%) e Podemos (15%). Ma è Albert Rivera, leader di Ciudadanos, l'uomo nuovo in campo.

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Il premier spagnolo Mariano Rajoy.

La Spagna al voto pochi giorni prima di Natale: dopo settimane di esitazione il premier Mariano Rajoy ha fissato la data al 20 dicembre, ultimo termine utile per indire le elezioni politiche prima dello scadere della legislatura. Rajoy è sicuro di non poter rinnovare il successo del 2011, quando aveva conquistato la maggioranza assoluta in parlamento sconfiggendo un partito socialista indebolito dalla politica economica degli ultimi anni di potere di Josè Luis Zapatero, con il Paese sull'orlo del baratro economico.
Quattro anni dopo il quadro politico è completamente diverso. Il bipartitismo che ha pilotato il paese dalla fine del franchismo non esiste più. Accanto a popolari e socialisti si sono imposti i due partiti del 'nuovo': a sinistra Podemos, al centro Ciudadanos.
POPOLARI ANCORA PRIMI NEI SONDAGGI. Gli ultimi sondaggi, realizzati prima delle elezioni catalane di domenica 27 settembre, davano il Pp ancora in testa con il 28%, 3-5 punti davanti al Psoe. Poi Podemos e Ciudadanos, attorno al 15%. Sembra praticamente impossibile che qualcuno ora possa vincere conquistando la maggioranza assoluta dei seggi. E per Rajoy la crisi grave innescata dal presidente secessionista Artur Mas, che ha vinto le elezioni in Catalogna, fragorosamente perse dai popolari, può avere effetti disastrosi.
RAJOY PUNTA SULLA RIPRESA ECONOMICA. Il premier spera, tuttavia, di recuperare consensi nella Spagna profonda grazie al duro nazionalismo anti-secessionista che ha sviluppato nella campagna elettorale catalana. Il premier arriva al voto indebolito da tre anni di gestione lacrime e sangue della crisi ereditata da Zapatero. Spera nell'ultimo anno di ripresa economica e mette in guardia gli spagnoli, come il collega portoghese Pedro Passos Coelho, contro il rischio di ripiombare nella spirale della crisi se la sinistra dovesse tornare al potere.
MA IL LEADER PIÙ POPOLARE È ALBERT RIVERA. I 'nemici' del premier spagnolo adesso sono due: non solo il giovane segretario socialista Pedro Sanchez, ma anche (forse soprattutto) l'altrettanto giovane Albert Rivera, leader di Ciudadanos, l'uomo politico più popolare di Spagna. In Catalogna Rivera è arrivato secondo, con il doppio dei voti dei popolari. Chiunque vincerà il 20 dicembre dovrà quasi sicuramente allearsi con un altro partito. Il Psoe e Podemos, in perdita di consensi, hanno già fatto prove di alleanza a seguito delle comunali e delle regionali svoltesi a giugno. Il Psoe è pronto anche a fare accordi con Rivera, che sembra essere l'unico interlocutore potenziale per Rajoy dopo il 20 dicembre. A meno di una grande coalizione fra socialisti e popolari, di cui però per ora nessuno vuole parlare.

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