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PROFILO 3 Ottobre Ott 2015 2212 03 ottobre 2015

Charamsa, l'uomo che sfida il papa e imbarazza il Sinodo

Chi è il sacerdote polacco che ha fatto coming out.

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Krzysztof Charamsa, monsignore e teologo omosessuale.

Il Sinodo che si apre il 4 ottobre avrebbe fatto volentieri a meno dell'intervista di monsignor Kryzstof Charamsa. Commentando le parole del sacerdote polacco, che ha raccontato al Corriere della Sera di essere felicemente gay, il Vaticano ha parlato di «indebita pressione» sull'assise dei vescovi dedicata al tema della famiglia e ha tolto tutti gli incarichi a Charamsa.
FULMINE SUL SINODO DEI VESCOVI. L'assemblea sinodale è stata messa così in forte imbarazzo su alcuni punti fondamentali: il posto degli omosessuali nella dottrina della Chiesa cattolica, il voto di castità dei sacerdoti e il celibato, «una disciplina disumana» per Charamsa.
All'ordine del giorno c'è anche il tema delle unioni gay, una delle questioni più calde insieme alla comunione per i divorziati risposati.
E il sacerdote ha sfidato anche papa Francesco, che avrà pure incontrato una coppia gay negli Usa, ma finora non ha visto trasformarsi le sue aperture ai gay dalle parole ai fatti.
TEOLOGO CONTRO L'OMOFOBIA. Il monsignore polacco, da 10 anni in Vaticano, è un teologo che insegna in due università pontificie (la Gregoriana e la Regina Apostolorum); nonostante i suoi soli 43 anni è già Segretario aggiunto della Commissione Teologica Internazionale. Ma soprattutto è officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, il dicastero 'custode' degli insegnamenti della Chiesa. Quello che una volta con timore era chiamato Sant'Uffizio. E il prelato polacco lo chiama ancora così quando dice che «è il cuore dell'omofobia della Chiesa cattolica». Della sua conferenza stampa non ha detto nulla al suo 'capo', il cardinale Gerhard Mueller, tra i più strenui difensori della dottrina sul matrimonio e la famiglia nello scorso Sinodo straordinario. E anche il papa lo ha saputo dal Corriere della Sera.
NUOVO LIBRO IN USCITA. Charamsa, insieme al compagno («l'uomo che amo»), ha chiamato la stampa internazionale per gridare alla Chiesa la sua condizione di omosessuale, sua e di «tantissimi» sacerdoti, anche dentro il Vaticano. E ne ha approfittato anche per fare pubblicità al suo libro in uscita nel quale «metterò a nudo - dice testualmente - la mia esperienza».
Ha messo in conto che dovrà cambiare vita fin da subito. Ma ha già le idee chiare, perché vuole diventare «avvocato, se mi vorranno, delle famiglie omosessuali, con i loro cuori, i loro figli e soprattutto le loro sofferenze». La Chiesa è avvisata.

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