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PARLAMENTO 3 Ottobre Ott 2015 1214 03 ottobre 2015

Riforme, via libera all'emendamento Finocchiaro

Senatori eletti tra i consiglieri regionali. Licenziato l'accordo interno al Pd. Votano sì anche Tocci e Mineo.

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Anna Finocchiaro, senatrice del Pd.

Hanno vinto tutti o non ha vinto nessuno? Difficile capirlo, ma il punto è che anche l'articolo 2 è andato. Il giorno dopo la grande bagarre per il gestaccio di Lucio Barani, prosegue il lavoro del Senato sulle riforme costituzionali, e sabato 3 ottobre Palazzo Madama ha licenziato l'emendamento Finocchiaro che recepisce gli accordi interni al Pd e nella maggioranza, sulla legittimazione popolare dei futuri senatori-consiglieri regionali.
CASSON NON VOTA. I sì sono stati 169, otto in meno dei 177 con cui il primo ottobre il governo ha ottenuto il suo record da quando è in carica, ma anche 73 più della somma di no e astenuti. E tra questi 169 voti, due sono particolarmente pesanti: Walter Tocci e Corradino Mineo, tra i più tenaci esponenti della minoranza del Partito democratico, hanno dato il loro via libera all'emendamento. Non ha invece preso parte alle votazione Felice Casson, altro senatore critico del Pd.
I dem, insomma, sembrano aver rimesso insieme i loro cocci e aver ricomposto, almeno per il momento, una frattura che rischiava di pregiudicare la sopravvivenza stessa dell'esecutivo.
LA MINORANZA PD RIVENDICA LA VITTORIA. Tutti esultano davanti a un accordo che qualche mese fa sembrava impossibile. «C'è un fatto che non può essere disconosciuto», hanno affermato in una nota i senatori Federico Fornaro, Miguel Gotor, Doris Lo Moro e Carlo Pegorer, fautori dell'elettività di Palazzo Madama, «nel testo della riforma approvato dalla Camera i cittadini non avevano alcun ruolo nell'elezione del nuovo Senato; ora, invece, grazie anche alla determinazione della minoranza Pd, gli elettori potranno scegliere i senatori-consiglieri regionali in occasione delle elezioni regionali».
Anche per la prima firmataria dell'emendamento, Anna Finocchiaro, l'approvazione della proposta di modifica «non è una sconfitta di una parte», cioè di quanti proponevano il Senato delle garanzie.
MANDATO COINCIDENTE CON QUELLO DI CONSIGLIERE. L'articolo 2 stabilisce che i Consigli regionali eleggeranno i futuri senatori tra i propri membri, e che «la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti». L'emendamento di Anna Finocchiaro aggiunge che l'elezione dei senatori da parte dei Consigli regionali deve avvenire «in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge» elettorale che dovrà essere successivamente varata. L'approvazione è stata salutata da un lungo applauso della maggioranza.

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