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PERSONAGGIO 5 Ottobre Ott 2015 1146 05 ottobre 2015

Roma, l'assessore Stefano Esposito imbarazza Renzi

Gaffe sulla Juve. Modi diretti. Bestemmie. Adesso vuole 30 milioni per la metro. Profilo di un politico sopra le righe. Che invece di sostenere il sindaco lo affossa.

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Stefano Esposito.

Se fosse per lui, la soluzione ideale sarebbe tirar giù Roma e rifarla da un’altra parte.
Bella, moderna e efficiente.
Modello new Town a L’Aquila.
E chi se ne frega di secoli di storia, millenarie passioni, cultura, Vaticano, romanità fatta di luci e ombre.
Perché Stefano Esposito da Moncalieri, provincia di Torino, senatore dem part time e (almeno a parole) assessore a tempo pieno ai Trasporti del Comune di Roma, è così: non conosce le mezze misure.
UN CUORE BIANCONERO. Del resto uno che amministra la Capitale avendo un cuore bianconero (essendo tifoso della Juventus e anti-romanista per costituzione) non può che avere una visione ultra terrena della città eterna, dove le contraddizioni sono la sua stessa essenza.
Roma o la si ama o la si odia, tertium non datur, dicevano i latini: non è ammessa una terza possibilità.
«OK AI SOLDI PER LA METRO». Vallo a spiegare a Esposito che giusto domenica 4 ottobre, ospite dell’arruffapopolo Massimo Giletti, conduttore de L’Arena su RaiUno, ha infilato un'altra uscita imbarazzante per Campidoglio e governo: «C’è una necessità, e cioè i lavori per rimettere a posto la metropolitana di Roma», ha detto l’assessore-senatore, «ho parlato con il presidente del Consiglio, gli ho fatto il quadro della situazione, mi ha detto che capisce, si rende conto e che il governo ha intenzione di mettere le risorse. Io ho detto a lui: “nomina un commissario sotto la tua responsabilità”. Entro martedì-mercoledì mi ha promesso una risposta».
«30 MILIONI DA SPENDERE». Che è un po’ come quelle classiche risposte che danno agli aspiranti attori e scrittori: «Grazie le faremo sapere».
E uno aspetta, inutilmente. E non saprà mai nulla.
Il perché è presto detto: «Io ho trovato una situazione molto delicata», spiega ancora l’assessore Esposito, «ho posto un problema di 30 milioni da spendere prima del Giubileo».
E dove li trova, ora, 30 milioni il governo? Per giunta a poche settimane dall’inizio del Giubileo?
SPOT POCO EDIFICANTE. Detta come l’ha detta l’assessore significa che la metropolitana di Roma sarebbe da chiudere per inagibilità.
Non solo. Se servono così tanti lavori vuol dire che la sicurezza è davvero un optional e non una garanzia.
Un bello spot per la città eterna in vista dell’evento tanto caro a papa Francesco.

Un uomo «pragmatico» che rischia però di far crollare tutto

Stefano Esposito, senatore del Pd a favore della Tav.

L’uomo che doveva risolvere i problemi del trasporto romano, l’assessore che doveva ridare vigore all’azione del governo capitolino, il senatore che doveva rimettere in moto il Pd della Capitale, sta davvero rischiando di far crollare tutto.
D’altro canto il senatore dem non è «un intellettuale», come egli stesso riconosce, ma «un uomo pragmatico», dal carattere deciso e irruento.
DA VELTRONI A ORFINI. Nei Ds e poi nel Pd ha attraversato tutte le fasi: sosteneva la Sinistra per Veltroni, poi è diventato un bersaniano convinto.
Dopo l’ascesa di Renzi, è stato un 'Giovane turco' vicino a Matteo Orfini.
Si è occupato di lavoro (ha seguito la tragedia degli operai morti alla Thyssen), di temi ambientali e di trasporti.
LA TAV COME FISSAZIONE. L’Alta velocità (Tav) e la costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione sono diventate il suo cavallo di battaglia.
Il primo incarico politico lo ottenne alla Provincia di Torino nel 2004 come consigliere e capogruppo dei Ds.
Esposito è stato eletto alla Camera dei deputati nel 2008.
DAL 2013 AMICO DI MARINO. Dal 2013 è passato al Senato, dove ha conosciuto Ignazio Marino: fra i due è nata una forte amicizia.
In Campidoglio lo ha portato Orfini, convinto che fosse l’uomo giusto al posto giusto.
Si sa, non tutte le ciambelle riescono con il buco.
USCITE DISCUTIBILI. Non a caso il romanzo d’appendice che invece appassiona tanto i romani, ma non solo, riguarda le uscite discutibili dell’assessore-senatore (in pratica rappresenta l’anticipazione del Senato che verrà) che non perde occasione per farsi notare.
Anzi, per superare il muro del suono della decenza.
Perché se a meno di due mesi dal Giubileo ti scappa una bestemmia in Aula Giulio Cesare, in pieno Consiglio comunale, vuol dire che in Campidoglio hanno un problema serio.

La bestemmia? «Mi scappa se mi aggredisce un fascista»

Piazza San Pietro in Vaticano.

Esposito ha pronunciato una frase blasfema durante un forte diverbio in una seduta sui trasporti con il consigliere di opposizione Dario Rossin di Forza Italia.
Quest’ultimo si era alzato e avvicinato allo scranno dell’assessore, che ha quindi sbottato.
«Chiedo scusa per la bestemmia scappata in assemblea capitolina», ha scritto poi Esposito su Twitter, «purtroppo quando un fascista mi aggredisce, perdo un pochino la testa».
«IL SENATO FA PEGGIO». Una giustificazione peggiore del male, a dire il vero.
Aggravata dalla versione dell’assessore: «Rossin è venuto al mio scranno con tono minaccioso, io mi conosco, mi è scappata. Bisognerebbe evitare di perdere la testa. Però, insomma, niente di che, al Senato vediamo cose peggiori».
Ecco, almeno su questo ha perfettamente ragione.
E andarne fieri non depone certo a suo favore.
Ma Esposito è così. È uno che non si tiene. Anzi, non si contiene.
«CHI NON COLLABORA...». Per dire, ancora: «Mi ritengo un duro, ma partirò morbido. Però chi non collaborerà se ne accorgerà», disse al suo esordio in Campidoglio, mettendo subito in mostra il carattere sanguigno e la fama di essere uno che va dritto al punto.
E, volendo esagerare, di essere una vera “testa calda”, tanto da minacciare licenziamenti a destra e a manca, provvedimenti hard e pugno di ferro.
LITIGI E POLEMICHE. Tanto che nelle sue prime 48 ore da assessore non ha deluso nessuno: ha litigato su Twitter con il consigliere della Lista Marchini, Alessandro Onorato, è stato criticato per non aver rinunciato alla carica di senatore, ha preso le distanze dal sindaco Marino sulla sospensione dell’autista dell’Atac per la sua video-denuncia (anzi, si è scattato un selfie insieme).
JUVE, CHE SCIVOLONE. Infine la perla. Ospite della trasmissione La Zanzara, su Radio 24, Esposito ha confessarto di avere avuto un passato da ultrà della Juventus: «Tante volte ho cantato 'Roma merda'», ha ammesso.
«Facevo le trasferte e mi è capitato di fare delle risse, però non ho mai tirato sassi». Insomma, “odio” nei confronti dei giallorossi, che non riguarda però Francesco Totti: «Mi è estremamente simpatico», ha chiosato Esposito, «e poi è nato nella Roma e finirà nella Roma». Lui sì. Esposito chissà...

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