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POLEMICA 6 Ottobre Ott 2015 1028 06 ottobre 2015

Canone in bolletta, tutti i dubbi dell'authority

L'operazione non convince il Garante. Che annuncia battaglia. Ma non è il solo. Dai problemi giuridici al nodo morosità: tutte le criticità secondo Guido Bortoni.

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Matteo Renzi.

Proprio un anno fa Matteo Renzi alzava bandiera bianca e ammetteva: «Il canone Rai in bolletta è una bella idea, ma ci sono problemi tecnici».
Quindi meglio desistere. O almeno questa fu la scelta nel 2014, quando il premier - in prospettiva delle Europee - promise il dimezzamento del balzello, prendendosi non poche accuse di demagogia.
Ora si riparte, anche se con uno sconto minore.
IL MURO DELLE COMPAGNIE ELETTRICHE. Ma come allora Palazzo Chigi non dovrà fronteggiare soltanto le compagnie elettriche, che non hanno alcuna intenzione di trasformarsi in sostituti d'imposta o esattori per lo Stato. E che a ben guardare potrebbero anche cedere dietro un congruo 'risarcimento' (per esempio sull'infinita trattativa sugli stacchi o sulla rimodulazione degli incentivi per le rinnovabili).
Ci sono infatti sulla strada del governo una serie di pareri di organismi pubblici, che potrebbero finire per sostenere i ricorsi al Tar del Lazio o alla Consulta che le associazioni dei consumatori hanno già preannunciato.
L'AUTHORITY DICE NO. Innanzitutto dice no l'autorità di settore, quella per l'Energia e il Gas.
Secondo l'organismo guidato da Guido Bortoni il progetto dell'esecutivo contrasta con la struttura delle bollette elettriche, che in questi anni continuano a essere oggetto di restyling lessicali per essere resi più chiare e trasparenti.
Anche perché ogni centesimo viene legato a una specifica voce di incentivo e costo fisso.

Tivù e luce, regole diverse per la gestione della morosità

Guido Bortoni, presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas.

Non mancano poi problemi di natura più prettamente giuridica.
Il canone è una tassa di possesso estesa negli ultimi anni anche a chi ha un pc o un tablet per riprodurre contenuti.
La bolletta invece rappresenta soltanto una fattura per pagare un servizio primario come la fornitura elettrica.
BOLLETTE PIÙ SALATE DEL 20%. Per non parlare poi delle diverse regole per gestire la morosità, che per le utenze prevedono una riduzione del servizio prima del distacco.
Il Garante Bortoni aveva calcolato un aumento del costo della bolletta elettrica del 20%, facendo intendere l'introduzione di un meccanismo perverso non diverso nella sostanza da quello che grava sul prezzo di carburanti, alcoolici e tabacchi.
FICO: «COSÌ SI CREA IL CAOS». Non meno dura era stata la Vigilanza Rai, che si era soffermato sul fatto che era difficile scindere per il consumatore la parte da pagare per la luce e quella per la tivù. Oltre a paventare il rischio che si faccia pagare di più chi ha una semplice utenza elettrica e non possiede un televisore.
Tanto che il presidente, il pentastellato Roberto Fico, prese la palla al balzo e scavalcò a sinistra lo stesso Renzi. «Non sono d'accordo a mettere il canone Rai nella bolletta elettrica. Credo che crei molto scompiglio e molto caos. Credo che in questo momento dovremmo più che altro parlare di un canone ridotto ma per le fasce che sono più in difficoltà, magari per le giovani coppie. Parlerei di canone sociale e nell'anno che viene farei una riforma più ordinata, senza fretta. Penso che la fretta sul canone sia legata a uno spot molto popolare che il governo vuole fare». Concetti ribaditi in queste ore.

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