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POLITICA 6 Ottobre Ott 2015 2016 06 ottobre 2015

Unioni civili, tensione per l'utero in affitto

Giovanardi: «Il ddl introduce la pratica in Italia». Il Partito democratico: «Fuori tema, non c'è alcuna relazione». L'associazione ProVita denuncia: «100 mila euro per avere un bimbo».

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Il disegno di legge sulle unioni civili è in esame in commissione Giustizia al Senato.

Spunta un nuovo ostacolo sul già difficile cammino parlamentare del disegno di legge per le unioni civili, attualmente in esame in commissione Giustizia al Senato. Forza Italia e i centristi di Area Popolare hanno accusato il Partito democratico di voler introdurre nell'ordinamento la pratica dell'utero in affitto per le coppie gay e, come contromossa, hanno presentato alcuni emendamenti che prevedono l'introduzione del reato universale di «surrogazione di maternità». L'affitto dell'utero, tuttavia, è già vietato in Italia dalla legge 40, che regola la procreazione medicalmente assistita.
LA DENUNCIA DI PROVITA IN PROCURA A MILANO. Illegale non vuol dire inesistente. Mentre in commissione partiva l'offensiva dei cattolici, l'associazione ProVita con una conferenza stampa in Senato rendeva noto di aver presentato un esposto alla procura di Milano. Al centro della denuncia ci sarebebro un medico statunitense e un presunto «intermediario» italiano, che avrebbero proposto la pratica dell'utero in affitto a single, coppie eterosessuali e coppie omosessuali al prezzo di 100 mila euro per ogni bambino da generare. «Per la nostra denuncia», ha affermato Francesca Poleggi di ProVita, «abbiamo ricevuto anche minacce di morte».
«LISTINO PREZZI PER AVERE UN BAMBINO». Alcuni membri dell'associazione si sarebbero di fatto trasformati in detective, presenziando a una delle riunioni organizzate nel capoluogo lombardo dal medico statunitense: «Costui illustrava una sorta di listino prezzi, in cui era indicato nel dettaglio il costo per acquistare seme, ovociti o un utero in affitto. Si indicava come riferimento una clinica americana e si consigliavano donne statunitensi disposte alla pratica dell'utero in affitto. Il prezzo medio per avere un bambino in questo modo era intorno ai 100 mila euro».
«EUGENETICA E GARANZIE LEGALI». Ma ci sarebbe ancora di più, addirittura crudeli forme di eugenetica. «Se il feto, attraverso i successivi esami medici, non avesse risposto ai canoni prestabiliti, la donna in affitto avrebbe abortito. Si prevedeva anche la possibilità di scegliere il sesso del nascituro, scartando dunque gli altri eventuali embrioni, e si offrivano anche garanzie legali». Secondo Poleggi, le coppie italiane che hanno avuto in questa maniera dei bambini all'estero, «poi fatti entrare in Italia», sarebbero «decine».
GIOVANARDI: «CON LE UNIONI CIVILI ANCHE UTERO IN AFFITTO». Il senatore Carlo Giovanardi è partito all'attacco: «Con le unioni civili si introduce la pratica dell'utero in affitto. Qui si tratta di dire chiaramente 'giù le mani dai bambini'. Diritti sì, discriminazioni no. Ma qui parliamo di ben altro, di scenari terrificanti». Il collega Sacconi ha quindi spiegato che gli emendamenti verranno ripresentati in Aula, in caso di superamento in commissione. L'obiettivo è rendere l'utero in affitto un «reato universale», ovvero un atto sempre e comunque perseguibile in Italia, anche se commesso all'estero in uno Stato che non lo considera tale. Secondo la senatrice Eugenia Roccella la legge 40 non basta. «Ha bisogno di essere rafforzata e l'occasione è proprio il testo sulle unioni civili».
Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri ha concluso: «Chiediamo di mettere nella legge sulle unioni civili una norma di salvaguardia, per ribadire un divieto già previsto».
CANTINI: «SENATORI FUORI TEMA». A gettare acqua sul fuoco delle polemiche ci ha provato la senatrice del Partito democratico Laura Cantini: «Non c'è alcuna relazione tra la legge sulle unioni civili e la pratica dell'utero in affitto. Il gruppo di senatori di Ap-Fi è palesemente fuori tema, agitano infatti una materia estranea al ddl per precostituire un altro problema al riconoscimento dei diritti per le coppie gay».

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