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Spin doctor 7 Ottobre Ott 2015 1018 07 ottobre 2015

In campagna elettorale lo staff conta più del leader

Un candidato deve saper delegare e avere una macchina organizzativa oliata.

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Un seggio in Emilia Romagna.

Uno dei problemi più ricorrenti nella preparazione di una campagna elettorale è la creazione dello staff al servizio del candidato, che troppo spesso vede concentrarsi su di sé tutti gli sforzi decisionali.
Tuttavia, il leader, deve risparmiare le energie per le decisioni più importanti e curare le attività prettamente strategiche.
La campagna elettorale è una macchina velocissima e complessa. È veloce perché in pochi mesi richiede la produzione di una quantità enorme di materiali e informazioni: la comunicazione, l’aggiornamento e il monitoraggio media quotidiano, i messaggi da condividere sui social media che devono essere costanti e tempestivi, per non parlare delle attività sul territorio, gli eventi e le apparizioni pubbliche.
Il tutto sotto il cappello di una strategia del messaggio basata sull’analisi dei dati, che va adattata alle esigenze dell’attualità politica.
IL CANDIDATO NON PUÒ DECIDERE TUTTO. Uno dei rischi è quello di demandare tutte le decisioni al candidato, creando un collo di bottiglia che impedisce l’azione: lasciare al candidato anche scelte minori significa infatti molto spesso penalizzare la macchina decisionale.
Per evitare questo scenario e massimizzare l’efficacia della comunicazione è necessario creare una macchina organizzativa oliata e ben strutturata.
Ma quali sono i ruoli chiave di uno staff elettorale? Di che risorse è necessario dotarsi? Ma soprattutto, come farle interagire in maniera integrata, in modo che non si sovrappongano e collaborino al successo della campagna?
SERVONO FIGURE SPECIFICHE. Ovviamente molto dipende dalle dimensioni stesse della campagna. In quelle più piccole, più compiti possono essere ricoperti da un’unica persona; viceversa, in quelle di maggiori dimensione il numero delle figure coinvolte per ogni funzione crescerà di conseguenza.
Tuttavia è possibile definire i ruoli indispensabili per ogni campagna elettorale.

Ecco le figure più importanti:

- Capo della segreteria / Campaign manager: si tratta di due ruoli fondamentali, in quanto responsabili di tutte le altre funzioni del team. Si assicurano che il candidato stia prendendo le decisioni necessarie e solo quelle necessarie. Fanno da filtro e coordinano lo staff. I due ruoli possono coincidere, ma non è obbligatorio. L’importante è individuare una figura responsabile dell’intera campagna e del coordinamento di tutta la macchina elettorale.

- Direttore comunicazione: responsabile dell’elaborazione della strategia di comunicazione e del rapporto con i media e la stampa, assicura che le operazioni di comunicazione rispettino la strategia stabilita, coordina la realizzazione della creatività della campagna e dei materiali relativi, dai manifesti elettorali ai banner online. In occasione di campagne di grande portata si tende a separare questo ruolo da quello del portavoce, a cui viene demandato il rapporto con la stampa.

- Direttore programma e negative campaign: è il diretto responsabile dell’elaborazione e comunicazione del programma elettorale, con la supervisione del team di esperti tematici e dello sviluppo dello storytelling. Si occupa inoltre di fare ricerca per individuare le possibilità di attacco all’avversario, che possono essere fatte trapelare alla stampa o far parte dello storytelling del candidato.

- Direttore della strategia: responsabile dell’analisi dei sondaggi e dei focus group, collabora anche alla definizione dei messaggi.

- Direttore digital: responsabile della campagna di comunicazione digitale, della gestione dei social media, della mobilitazione online e della raccolta fondi in rete

- Direttore field: responsabile della campagna a livello locale e territoriale, del database dei contatti con gli elettori, delle scadenze elettorali e degli allestimenti delle location.

- Direttore stakeholder e volontari: responsabile per l’organizzazione delle azioni sul campo con i volontari e gli attivisti, componenti chiave della campagna elettorale.

Si tratta di una definizione dei ruoli che ovviamente non tiene conto del valore politico che dipende, in ciascuna campagna, da chi li interpreta, dal loro grado di esperienza, di vicinanza al leader e di capacità di creare consenso all’interno dello staff. Da questi elementi dipende il peso specifico di ciascuna attività nella definizione del mix della campagna. Senza dubbio la comunicazione politica costituisce un ambito dove le conoscenze consolidate sono poche e dove molto dipende dalle doti professionali e umane del candidato e dei suoi collaboratori.

Gianluca Comin: professore di Strategie di Comunicazione, Luiss, Roma

Twitter: @gcomin

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