Ignazio Marino 150922181819
MAMBO 8 Ottobre Ott 2015 1519 08 ottobre 2015

Per il dopo Marino ora Renzi punti su Mister X

Per il Pd si fanno i nomi di Veltroni e Rutelli. Ma potrebbe spuntare un Giuliani capitolino.

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Ignazio Marino.

Ora che Ignazio Marino si è dimesso, pensiamo al dopo.
Il commissario di governo potrebbe essere l’attuale prefetto di Roma, Gabrielli, o un altro prefetto. Quest’ultimo dovrebbe accettare di commissariare Roma con poteri diminuiti in virtù di come sono aumentati quelli di Gabrielli.
Si tratterebbe allora di un prefetto di non primissima fascia. Non va bene. La qualità del commissario è legata alla data del voto che dipende anche da quando i partiti si sentiranno pronti a competere fra loro. Vediamo una piccola rassegna di candidature.
PER LA DESTRA IN CAMPO MELONI E MARCHINI. La destra e la Lega possono confluire su Giorgia Meloni. La ragazza è romana doc, combattiva, estrema nelle idee e nel porgerle, non sembra avere però un carisma adatto ad allargare il proprio campo. Per quanto faccia sforzi per farlo dimenticare, è stata ministra di alcuni governi senza luccichii e quindi non può presentarsi con il marchio della purezza anti-politica. Una buona campagna di propaganda avversa potrebbe metterla in difficoltà. Altre candidature di destra non ve ne sono. A meno che…. A meno che il centrodestra non sponsorizzi Alfio Marchini.
Marchini ha preparazione e amore per la città. Ha una storia familiare di sinistra ma lui se ne è distaccato da tempo. Se fosse candidato autonomo su cui confluisse il centrodestra dovrebbe non commettere l’errore di farsi sponsorizzare da Salvini e, direi, dalla stessa Meloni. Sarebbe il bacio della morte. Alcuni cronisti politici vicini a Renzi scrivono che il premier sta pensando anche lui a Marchini, per sottrarlo alla destra e avere un romano doc alla guida della città. Sarebbe una cosa intelligente.
Sul fronte del Pd si parte avendo il vento contrario. La sindacatura di Marino è stata un disastro. Un disastro è stato anche il coinvolgimento di suoi uomini e sue strutture nella vicenda Mafia capitale.
Inoltre il commissariamento del partito cittadino non ha fatto fare un salto di immagine ai dem.
PER IL PD TORNANO I NOMI DI RUTELLI E VELTRONI. In questa area i sindaci possibili sono, tuttavia, parecchi. C’è, ma l’elenco non è in ordine di forza elettorale, in primo luogo il deputato Giachetti che conosce Roma, è renziano, ha lavorato in amministrazione. Non si sa se avrebbe la capacità di catalizzare voti. Il ministro degli Esteri Gentiloni ha sicuramente capacità da sindaco ma anche lui non è molto popolare. Lo sono gli ex sindaci Veltroni e Rutelli. Difficilmente Veltroni si farebbe coinvolgere in una avventura così incerta. Più disponibile potrebbe essere Rutelli che avrebbe il vantaggio di non essere più il “già visto”, visto che i romani hanno misurato bene i disastri dei suoi successori.
Poi c’è Mister X, che potrebbe venire da un mondo di personalità con esperienza manageriale in grado di dare alla città la certezza della buona, dura ed efficiente amministrazione.
Una specie di Giuliani con meno attitudini sbirresche. Quel che è certo è che Renzi non può perdere né Roma né Milano.
Tutti dicono che il Movimento 5 Stelle ha buone possibilità di vincere. Non c’è dubbio, i fallimenti altrui lo hanno rilanciato. C’è un ma…
Se la sua candidata è la deputata Lombardi, che si è offerta di fare il sindaco, Grillo ha già perso. La signora porta addosso una tale immagine di antipatia che annienterebbe anche il grillismo più accanito.

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