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MANOVRE ELETTORALI 9 Ottobre Ott 2015 2048 09 ottobre 2015

M5s, rebus Di Battista per il sindaco di Roma

Frongia, De Vito, Raggi e Stefàno i nomi caldi. Ma il web invoca il parlamentare. Che non può candidarsi per regolamento.

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Il deputato pentastellato Alessandro Di Battista.

Non potrà essere Alessandro Di Battista. È questa, al momento, una delle due certezze sul candidato sindaco di Roma del Movimento 5 stelle. In tanti vorrebbero vedere il deputato al Campidoglio, ma a impedirlo è una regola a cui Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio non hanno alcuna intenzione di rinunciare: un cittadino eletto non può dimettersi per candidarsi ad altro incarico.
L'altra è che il nome del papabile sindaco grillino uscirà, come sempre, dalla Rete, con il solito voto online, e che questo si farà il prima possibile per permettere al prescelto di avviare in anticipo la sua campagna elettorale.
CONVINTI DI POTER VINCERE. I Pentastellati hanno fatto tanto per rovesciare Ignazio Marino, ha spinto per le sue dimissioni, ha presentato (con Fratelli d'Italia) l'esposto sulle spese del sindaco, e ora non può farsi trovare impreparato al grande appuntamento. Vuole prendersi Roma ed è convinto di poterlo fare.
Tanto che, hanno fatto sapere dal Movimento, persino Grillo non mancherà di impegnarsi in prima persona. Una scelta strategica molto diversa da quella del 2013, quando il leader restò a margine della campagna elettorale.
Elettori e simpatizzanti ci credono: «A Beppe... pjamoce Roma, adesso si può», ha scritto uno di loro sul profilo Facebook dell'ex comico, mentre sui social è già iniziato il tam-tam pro Di Battista.
Su Twitter campeggia l'hashtag #DiBattistasindaco. Su Facebook già proliferano i gruppi di sostegno: 'Di Battista sindaco di Roma' (oltre 5.047 membri) è il più seguito, poi ci sono le pagine, quasi tutte con lo stesso nome, a raccogliere centinaia di like.
DI BATTISTA: «NON MI CANDIDO. NON SIAMO IL PD». Un sogno grillino destinato a infrangersi. A confermarlo sono le parole del diretto interessato: «Non ho intenzione di candidarmi», ha scritto sul suo profilo rispondendo agli inviti degli ammiratori, «Vi chiedo di rispettare la mia scelta e soprattutto le regole del M5s, regole che se deroghi una volta deroghi sempre. E diventi il Pd senza nemmeno rendertene conto. Pensateci e votate un programma, non un nome».
Le regole non si cambiano, insomma, nemmeno per uno come Di Battista, uno che potrebbe davvero portare il M5s in Campidoglio. Ma Grillo e Casaleggio sono convinti di potercela fare anche con un nome meno noto sostenuto dalla Rete. Potrebbe essere uno dei quattro consiglieri comunali: Daniele Frongia (blogger e volontario di Emergency), Marcello De Vito, Virginia Raggi, Enrico Stefàno. A meno di uno strappo alla regola...

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