Salvini Maroni Lega 151012200822
RESA DEI CONTI 12 Ottobre Ott 2015 2028 12 ottobre 2015

Lega, a Salvini sta sfuggendo di mano il partito

Tensione con Maroni. Leadership discussa. E fedelissimi bocciati ai congressi. Salvini incassa la fiducia ''di facciata'' in via Bellerio. Ma è sempre più debole.

  • ...

Luca Zaia, Roberto Maroni e Matteo Salvini.

Sulle alleanze decide lui.
Matteo Salvini, leader della Lega Nord, esce vincente dalla segreteria federale di via Bellerio che doveva mettere un punto sulle elezioni amministrative di Roma e Milano.
Da chiarire c'era la posizione del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, l'organizzazione della manifestazione di novembre a Bologna e infine le date dei congressi regionali.
CORTEO ''LIBERIAMOCI''. Sul primo punto non è stato deciso nulla, sul secondo c'è che il corteo dell'8 novembre ha cambiato intestazione: doveva essere 'Blocca Italia', è diventato 'Liberiamoci', con tanto di sito internet ad hoc.
Sul terzo, le date dei congressi di Piemonte e Venetto sono slittate di un mese (dovevano essere a fine ottobre), segno di debolezza, perché Salvini ha preso ancora un po' di tempo per poter imporre i suoi uomini che non sono così amati dalla base e rischiano di uscire sconfitti.
INCOMPRESIONI CONGELATE. In ogni caso, dopo le polemiche con il governatore della Lombardia Roberto Maroni, il consiglio federale di lunedì 12 ottobre è servito a mettere la parola fine alle cosiddette 'incomprensioni' sulla linea politica comparse sui giornali.
È stato proprio Bobo, l'ex ministro dell'Interno, a parlare in conferenza stampa di «sintesi unanime» e di «riconoscimento a Matteo Salvini per quello che ha fatto, con l'impegno a sostenere la sua leadership nel movimento».
PIÙ CHE PACE, SOLO TREGUA. Pace? Più una tregua, spiegano gli spifferi di via Bellerio, dal momento che i due se le danno di santa ragione da mesi.
Del resto, c'è chi fa notare che si tratta di un fatto inedito dentro il movimento padano quello di un segretario che deve farsi riconosce la leadership: Umberto Bossi, il vecchio Capo, non aveva mai dovuto chiedere una ratifica dei suoi poteri.
IN DIFFICOLTÀ SUL TERRITORIO. Ma questa è la Lega a trazione salviniana, con un segretario che se da un lato trova la quadra con Maroni - a cui qualcuno ha fatto notare che «deve occuparsi solo della regione Lombardia» - dall'altro si ritrova in difficoltà sul territorio in vista dei congressi nazionali, cioè quelli regionali: in Lega le regioni sono considerate nazioni.

Sconfitta cocente a Milano: Boni l'ha spuntata contro Bolognini

Davide Boni.

Salvini ha già incassato una sconfitta cocente nella sua città, a Milano, dove domenica 11 ottobre a spuntarla come segretario provinciale è stato Davide Boni.
A quanto pare Salvini aveva chiesto al cowboy padano, ex assessore della giunta Formigoni, di fare un passo indietro per lasciare spazio al suo uomo Stefano Bolognini, già assessore provinciale. Nulla da fare.
Boni ha tirato dritto vincendo, a Bolognini è andato il ruolo di vice.
MANCANO LE FIRME. Il problema, però, come spiegano in via Bellerio, è che mancano gli uomini e soprattutto le firme per i candidati di Salvini.
Sta capitando la stessa cosa in Piemonte, dove, dopo aver convito l'ex governatore Roberto Cota a farsi da parte, a candidarsi è stata Gianna Gancia, ex presidente della provincia di Cuneo nonché moglie dell'ex ministro Roberto Calderoli.
Il leader leghista preferirebbe Riccardo Molinari e avrebbe chiesto alla Gancia, come a Boni, di farsi da parte.
Nulla da fare neanche questa volta.
BORDATE AI GIOVANI PADANI. Ma il guaio qui è più ampio perché sono arrivate proprio dalla Gancia le bordate contro i Giovani padani, i salviniani di ferro, corrente che la moglie di Calderoli vorrebbe abolire.
In Veneto va ancora peggio.
Salvini sta cercando di imporre come segretario regionale Lorenzo Fontana, europarlamentare, ex fedelissimo del sindaco di Verona Flavio Tosi.
Ma non c'è trippa per gatti. Gianantonio Da Re, colonna veneta e uomo molto vicino al governatore Luca Zaia, è il più gettonato.
SALVINI PRENDE TEMPO. E in più bisogna capire quali sono le intenzioni del sindaco di Padova Massimo Bitonci che potrebbe ambire alla segreteria. In sostanza Salvini prende tempo, ma il partito gli sta sfuggendo di mano.
E prima o poi bisognerà prendere posizione sulle elezioni amministrative di Milano o Roma. Il tempo sta finendo.

Correlati

Potresti esserti perso