Agente ferito, Alfano convoca Comitato
LEGGI 12 Ottobre Ott 2015 2057 12 ottobre 2015

Unioni civili, Alfano: «No ad adozioni»

Il ddl Cirinnà frenato da Ncd. Che si oppone alla step child adoption.

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Non si chiamino nozze, ma unioni civili. E meglio non dire 'coppia', è preferibile 'conviventi di fatto'. Ma soprattutto, è bene ribadirlo, no alle adozioni, pure nella forma blanda alla tedesca, quella che permette a una persona omosessuale di diventare legalmente genitore del figlio del partner.
«NESSUNA FRETTA». In un governo in cui centrosinistra e parte del centrodestra vanno d'accordo praticamente su tutto, i diritti Lgbt continuano a dividere. Il ddl Cirinnà è una priorità assoluta per il Partito democratico (frondisti esclusi), ma il Nuovo centrodestra, l'azionista di minoranza del governo con potere di veto, non ha fretta e predica calma. E ancora di più pone il suo veto sulla questione della stepchild adoption.
Area popolare «farà una battaglia leale e coerente sui nostri principi: sì al riconoscimento di diritti individuali patrimoniali, no all'adozione dei bambini», ha affermato il ministro dell'Interno Angelino Alfano al termine della riunione a Palazzo Chigi con il premier Matteo Renzi. «Il tema delle adozioni è un tema che oggi ci divide molto».
RIUNIONE IL 13 OTTOBRE. Il partito ha deciso di riunirsi martedì 13 ottobre per decidere le azioni da mettere in pratica, ma la linea era già apparsa chiara il 6 ottobre, quando il senatore Carlo Giovanardi aveva puntato il dito contro la legge accusandola di introdurre in Italia la pratica dell'utero in affitto. Circostanza immediatamente smentita dal Pd.
Anche i dem hanno in programma un incontro per lo stesso giorno ma, come ha spiegato il senatore Luigi Zanda, si tratta solo di decidere «se portare la legge sulle unioni civili alla capigruppo di domani sera e chiedere di incardinare il testo in Aula prima della legge di stabilità».
UNA LEGGE INVOCATA DALL'UE. Con Ncd, ha proseguito Zanda, «non c'è né strappo né mediazione, c'è un problema di sostanza e uno di calendario». Perché a imporre l'urgenza non è solo il Pd, non sono solo le coppie omosessuali che da troppo tempo attendono invano di veder riconosciuti i loro diritti. A invocare la legge è l'Unione europea.

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