ISTITUZIONI 13 Ottobre Ott 2015 1845 13 ottobre 2015

Ddl Boschi passa al Senato: ecco cosa cambia

Palazzo Madama licenzia la riforma che lo depotenzia. E lo trasforma in camera delle Regioni. Le leggi si faranno solo a Montecitorio. Ma dopo il referendum.

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Stop al bicameralismo perfetto. Un Senato con meno poteri legislativi e composto da 95 senatori eletti dai Consigli regionali (21 sindaci, uno per ogni regione più le Provincie autonome di Trento e Bolzano, e 74 consiglieri), ma con legittimazione popolare.
Nuovo federalismo, con abolizione delle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni e alcune competenze strategiche riportate in capo allo Stato.
OK IN TERZA LETTURA. Sono i pilastri della riforma costituzionale che il Senato ha approvato il 13 ottobre in terza lettura (guarda le foto), quattro giorni dopo la conclusione del voto sugli emendamenti.
La riforma modifica e completa quella del Titolo V del marzo del 2001, che ha introdotto il federalismo. Ma per entrare in vigore dovrà superare altri passaggi: prima deve tornare alla Camera, poi dovrà esserci una nuova lettura sia a Palazzo Madamo che a Montecitorio e poi il referendum confermativo.
BISOGNA ATTENDERE ALMENO IL 2020. Per poter vedere un Senato completamente conforme alla nuova legge, bisognerà attendere almeno il 2020, forse addirittura il 2022. Perché prima che i senatori possano essere espressione della scelta degli elettori, bisognerà attendere le scadenze e il rinnovo degli attuali Consigli regionali. Nel periodo tra l'entrata in vigore della riforma e le nuove elezioni, le Regioni provvederanno a indicare i senatori senza il coinvolgimento degli elettori.

LE LEGGI LE FA LA CAMERA. Quella di Montecitorio sarà l'unica assemblea legislativa e anche l'unica a votare la fiducia al governo. I deputati rimangono 630 e verranno eletti a suffragio universale, come oggi.

SENATO DELLE REGIONI. Continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica, ma sarà composto da 95 eletti dai Consigli Regionali (21 sindci e 74 consiglieri-senatori), più cinque nominati dal capo dello Stato che resteranno in carica per sette anni. Avrà competenza legislativa piena solo su riforme costituzionali e leggi costituzionali. Potrà chiedere alla Camera la modifica delle leggi ordinarie, ma Montecitorio non sarà tenuta a dar seguito alla richiesta. Su una serie di leggi che riguardano il rapporto tra Stato e Regioni, la Camera potrà non tener conto delle richieste del Senato solo respingendole a maggioranza assoluta.

SENATORI LEGITTIMATI DAL POPOLO. È la novità introdotta in Senato su richiesta della minoranza Pd. Saranno i cittadini, al momento di eleggere i Consigli regionali, a indicare quali consiglieri saranno anche senatori. I Consigli ratificheranno la scelta.

21 SINDACI TRA I SENATORI. I 95 senatori saranno ripartiti tra le Regioni in base al loro peso demografico. I Consigli regionali eleggeranno con metodo proporzionale i senatori tra i propri componenti; 21 di loro saranno sindaci: uno per ogni regione, più quelli espressi dalle Province autonome di Trento e Bolzano.

IMMUNITÀ PER I SENATORI. I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati. Non potranno essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l'autorizzazione del Senato.

PROTEZIONE CIVILE IN CAPO ALLO STATO. Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e sistema nazionale di protezione civile. Su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, «quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale».

VOTO IN DATA CERTA. I regolamenti parlamentari dovranno indicare un tempo certo per il voto dei ddl del governo; vengono introdotti altri limiti al governo sui decreti legge.

QUIRINALE: SALE IL QUORUM. Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori (via i rappresentanti delle Regioni previsti oggi). Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende ai tre quinti; dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti (oggi il quorum è più basso, maggioranza assoluta degli aventi diritto dalla quarta votazione in poi).

CORTE COSTITUZIONALE: 1/5 ELETTO DAL PARLAMENTO. Cinque dei 15 giudici Costituzionali saranno eletti dal parlamento: tre dalla Camera e due dal Senato.

REFERENDUM: QUORUM RIDOTTO CON 800 MILA FIRME. Introdotto un quorum minore per i referendum sui quali sono state raccolte 800 mila firme anziché 500 mila: per renderlo valido dovranno votare la metà degli elettori delle ultime elezioni politiche, anziché la metà degli iscritti alle liste elettorali.

DDL DI INIZIATIVA POPOLARE: 150 MILA FIRME. Salgono da 50 mila a 150 mila le firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare. Però i regolamenti della Camera dovranno indicare tempi precisi di esame, clausola che oggi non esiste.

LEGGE ELETTORALE: ITALICUM IN PERICOLO. Introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera. Tra le norme transitorie c'è anche la possibilità di ricorso preventivo già in questa legislatura, quindi l'Italicum, se fosse approvato, potrebbe finire subito davanti alla Corte Costituzionale.

PROVINCE CANCELLATE DALLA COSTITUZIONE. Vengono cancellate dalla Costituzione, atto necessario per abrogarle definitivamente.

ADDIO CNEL. Abrogato il Consiglio nazionale economia e lavoro, organo costituzionale secondo la Carta del 1948.

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