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POLITICA 13 Ottobre Ott 2015 1830 13 ottobre 2015

Governo e Pd a tavola con gli imprenditori per illustrare il Def

ESCLUSIVO. Cena a Milano, il 14 ottobre, tra i manager dell'appello pro-Renzi e uomini del governo. Per spiegare le riforme economiche. Organizza De Carolis.

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La pagina del Corriere comprata dai 108 sostenitori di Matteo Renzi.

Erano 108 a ottobre 2014, la data del primo endorsement pubblico a Matteo Renzi.
Sono diventati il doppio nel giro di pochi mesi.
Lo scorso agosto, 209 tra professionisti, consulenti, manager, banchieri, avvocati d'affari avevano pubblicato un nuovo appello sul Corriere della Sera – pagina comprata con una spesa di 140 euro a testa - per ribadire la loro fiducia all'esecutivo, che «in soli 18 mesi ha realizzato ciò che nessuno era riuscito a fare prima e senza i soliti compromessi al ribasso», ed esortare il premier ad accelerare il percorso delle riforme, concentrandosi sul fisco, sulla burocrazia, su tagli alla spesa improduttiva.
A CENA CON RAPPRESENTANTI DEM. Il 14 ottobre, alcuni dei firmatari si ritroveranno a cena a Milano per un momento di «confronto con esponenti del governo». Un modo per illustrare alla borghesia produttiva del Nord le riforme approvate e quelle che verranno, i «contenuti del Def», spiegano fonti democratiche, e le misure per sostenere la ripresa economica.
La cena è stata organizzata da Adrio Maria de Carolis, ad di Swg e presidente della società editoriale del Pd, Eyu, il veicolo con il quale i dem hanno riportato in edicola l'Unità, insieme al costruttore Pessina, e che ora sta lavorando ai nuovi progetti editoriali.
PRESENTI TADDEI, DI MAIO E BONIFAZI. Il partito milanese, pur confermando la presenza di rappresentanti dem, precisa che «non è una cosa organizzata dal Pd ma dai privati».
A tavola con i manager siederanno Filippo Taddei, responsabile economia e lavoro del Partito, che è stato tra i principali artefici del Jobs Act; il deputato Marco Di Maio, membro della commissione Finanze della Camera e di quella Affari Costituzionali, il tesoriere Francesco Bonifazi, Luigi Marattin, consigliere economico di Palazzo Chigi, e alcuni esponenti del Pd locale.

La borghesia del Nord e le elezioni a Milano

Il premier Matteo Renzi.

Chicco Testa, che aveva sottoscritto l'appello sul Corriere, dice che non ci sarà per un «impegno preso da tempo», e sui nomi di chi ha dato la propria adesione vige il più assoluto riserbo.
Tra i firmatari dell'appello agostano c'erano anche Roberta Furcolo, ex dirigente di Intesa SanPaolo e moglie di Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca; il decano dei banchieri d'affari milanesi, Guido Roberto Vitale, il cui studio Vitale&associati sta facendo da advisor al governo per la costituzione del fondo salva-imprese; l'ex banchiere Giovanni Tamburi; l'imprenditore Giulio Zambeletti, tra gli ideatori dell'iniziativa.
TRA I FIRMATARI VITALE E PALOMBA. E ancora: Andrea Casalini, amministratore delegato di Eataly Net, società di e-commerce del gruppo Farinetti; Clarice Pecori Giraldi, della società internazionale di aste Christie’s; Federico Schlesinger, manager di Intesa SanPaolo; Vannozza Guicciardini, membro del Fai; Auro Palomba, consulente esperto di comunicazione finanziaria.
Un pezzo importante dell'èlite industriale e finanziaria del paese, che potrebbe tornare utile al Pd renziano anche in vista delle prossime elezioni amministrative a Milano.

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