Cirinnà, unioni civili legge entro 2015
DIRITTI 13 Ottobre Ott 2015 2246 13 ottobre 2015

Unioni civili, testo incardinato al Senato

Il Pd accelera, ma l'esame slitta al dopo finanziaria. Approvazione nel 2016.

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Accelerata sì, ma non troppo. Nel giorno del via libera alle riforme in Senato, il Partito democratico la spunta anche sulle unioni civili, incardinando per il 14 ottobre il ddl Cirinnà-bis nell'aula di Palazzo Madama prima della finanziaria.
L'esame del testo, però, viene rinviato in attesa della sessione di bilancio, e l'approvazione potrebbe arrivare all'inizio del 2016.
AP: «FORZATURA IDEOLOGICA». Una corsa blanda, dunque, ma comunque sufficiente per fare infuriare gli alleati di Area popolare, che con Forza Italia avevano presentato una proposta di rinvio e che hanno parlato di «forzatura ideologica» e di scelta «di immagine e non di contenuti».
Poco male per il governo, che sulle unioni civili è stato capace di costruirsi un'altra maggioranza, fatta di Pd, Movimento 5 stelle, Alleanza liberalpopolare autonomie e Sinistra ecologia e libertà. Tra tutti, i più intraprendenti sono i grillini, che hanno addirittura proposto il voto finale sul testo entro giovedì 15 ottobre. Idea bocciata dall'Aula.
IL PD VOTA COMPATTO. La notizia migliore per Renzi, forse, è essere riuscito a ricompattare il Pd, vincendo le resistenze dei frondisti cattolici ribadendo l'assoluta libertà di coscienza sul tema delle adozioni, inviso anche ad Area popolare.
«Non si può dire 'o così o pomì'», ha detto il premier a Rtl 102.5, «non ci sarà una posizione del governo su alcuni punti che vengono lasciati alla libertà di coscienza». Quello che conta è che «sul 95%» della legge c'è «l'accordo di tutti».
Così rimane anche l'apertura all'emendamento dei dem cattolici, che vorrebbero trasformare la stepchild adoption in affido rafforzato. Una proposta che, per la componente cattolica del Pd, rappresenta «un'evoluzione» e un «buon compromesso» per trovare anche un ampio consenso.

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