Papa Cuba 20Settembre 150920200357
MAMBO 14 Ottobre Ott 2015 1052 14 ottobre 2015

Con i cattolici alla Socci la Chiesa diventa più sola

Odiano l'apertura al mondo di Francesco. Preferiscono isolarsi. E ricadere nei loro vizi.

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Francesco bacia una bambina sollevata dalla folla.

Voi cattolici perdonerete l’ingerenza se torno a parlare di ciò che accade attorno a papa Francesco. Ancora oggi su Libero l’ayatollah all'amatriciana Socci pronuncia la sua quotidiana scomunica verso Bergoglio e i bergogliani a nome di cardinali e vescovi definiti rispettosi della dottrina.
Se avete voglia di leggere l’articolo troverete frasi contro il papa di una durezza incredibile, che puntano tutte sull’idea che l’apostasia abbia colpito il successore di Pietro.
Si dirà che Socci è un ex giovane ormai attempato, e sempre sudato, particolarmente commosso e appassionato di dottrina e altrettanto particolarmente reazionario.
Non mi infilo in queste questioni di dottrina, avendo sempre alte le difese culturali verso chi si proclama difensore della purezza e incrollabilità di esse, forma mentis che ha prodotto le peggiori tragedie dell’umanità e, in ogni caso, tutte quelle derivanti da scontri religiosi.
PURE FERRARA TRA GLI ANTI-FRANCESCO. Solo che in soccorso di Socci è sceso in campo quella mente lucida di Giuliano Ferrara, inconsolabile orfano di papa Ratzinger, che non usa gli stessi toni di Socci verso Bergoglio: dice infatti di non essere cattolico quindi è difficile che possa decidere lui se il papa è cattolico, ma se la prende con una figura retorica che definisce il «Giornalista Collettivo», cioè quel gruppo di commentatori che solidarizzano e amano papa Francesco.
Sentimenti considerati inopportuni mentre erano considerati giusti quando erano rivolti verso il papa precedente, testa fine e, a sua insaputa, capofila della destra mondiale e della frontiera anche armata contro l’Islam. Insomma una specie di Oriana Fallaci vaticana.
Insisto nel dire che la questione tutta intera appartiene al dibattito dei cattolici. Rivendico il diritto di noi né cattolici né credenti di giudicare questa discussione. Anche a rischio di essere inserito nella categoria del Giornalista Collettivo.
BERGOGLIO PARLA AL MONDO. Il primo punto che viene alla luce è che le parole di Bergoglio parlano al mondo, quelle dei seguaci di Ratzinger parlano a una parte ristretta della Chiesa. Scrivo ristretta perché non mi è sembrato che il papa teorico abbia avuto tanti consensi. Li ebbe il papa guerriero perché fu l’autore della crociata contro il comunismo che aiutò a farlo crollare anche se le fondamenta dell’impero erano già fragili e sarebbe caduto per implosione. Comunque Giovanni Paolo II gli dette una bella botta.
Il papa attuale si confronta con il mondo che c’è e ci sarà, con il linguaggio del pastore, sguardo lungo e misericordioso, con riaffermazione di principi, utilizzando la distinzione - ricordare Giovanni XXIII? - fra errore ed errante con quel passetto in più nel rivedere il concetto di errore.
Questo dibattito è della Chiesa e del suo popolo, ma svolgendosi nel mondo è anche nostro.
IL CATTOLICESIMO SE SI CHIUDE È FINITO. Stia tranquillo Giuliano Ferrara che nessuno vuole leggere le vicende interne al cattolicesimo con lo schema destra-sinistra, ma ci lascerà il diritto di sentirci più in armonia con certe idee e più spaventati da altre. Le altre le vediamo girare per il mondo non occidentale da tempo, ma anche in quello occidentale nei luoghi del fanatismo religioso, qualsiasi sia il culto. E non ci piace.
Forse Socci scomunicherà Bergoglio ed eleggerà un papa cattolico fra i cardinali più conservatori (si può dire?), ma sempre con questa parte di mondo in cui siamo noi deve dialogare.
Se chiudete le porte, sarete soli.
In parte già lo siete, il papato Ratzinger lo ha dimostrato. E più siete soli, più cadete nei vostri vizi: le risse vaticane, gli scandali sessuali, la repellenza del mondo che non vi capisce.
Scegliete la dottrina che preferite, ma soprattutto scegliete se questo mondo vi appartiene, dico questo mondo intendendo il mondo in cui i Socci non si parlano fra di loro, al massimo fanno dibattiti con Ferrara, ma tengono conto di chi non crede. E non crede anche perché c’è gente come Socci.

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