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MISSIONE 16 Ottobre Ott 2015 2215 16 ottobre 2015

Afghanistan, Renzi: «Forse rimaniamo un altro anno»

Il premier dopo il rinvio del rimpatrio Usa: «Valutiamo se restare». Sono 750 i militari italiani tra Kabul e Herat.

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Matteo Renzi in visita al contingente italiano a Herat nel giugno 2015.

A Camp Arena, il quartier generale dei militari italiani ad Herat, non è ancora tempo di fare gli zaini. La missione italiana in Afghanistan, che sarebbe dovuta finire ad ottobre, poi a dicembre, sembra destinata a protrarsi ancora per molti mesi. «L'Italia è un grande Paese, stiamo valutando in queste ore la richiesta americana di proseguire per un altro anno», ha detto a Venezia il premier Matteo Renzi.
DECISIONE SULLA SCIA DI QUELLA USA. Il presidente del Consiglio parla all'indomani della difficile decisione di Obama di rinviare il rimpatrio dei soldati Usa da Kabul. «Se la missione americana in Afghanistan prosegue, penso sia giusto anche da parte nostra ci sia un impegno. Stiamo ragionando sull'ipotesi di proseguire nel nostro impegno», ha detto Renzi. «Stiamo discutendo la richiesta dei nostri amici e partner americani. Avete sentito tutti cosa ha detto il presidente Obama».
Poche ore prima infatti, il Commander in chief americano aveva dato a malincuore l'annuncio che i 9.800 soldati Usa attualmente di stanza in un Afghanistan ancora troppo lontano dalla pacificazione rimarranno nel Paese fino a quasi tutto il 2016. Nel 2017, poi, quando Obama lascerà la Casa Bianca, sul terreno resteranno ancora 5.500 soldati.
750 MILITARI ITALIANI TRA KABUL E HERAT. E la sorte del nostro contingente, fin dall'inizio di questa lunga missione - una missione difficile, costata all'Italia in dieci anni 54 morti e molti feriti - è sempre stata legata alle mosse del principale alleato. I militari italiani in Afghanistan sono oggi circa 750, di cui una sessantina nel quartier generale di Kabul di Resolute Support - il nome che dallo scorso gennaio ha assunto la missione Isaf, ora solo di addestramento e non più combat - e il resto ad Herat, nell'Ovest del Paese.
Si tratta di un contingente costituito da una componente logistica, una task force per la sicurezza della base, una componente di elicotteri (la task force Fenice) e un centinaio di addestratori: carabinieri e uomini dell'Esercito che assistono le forze armate e di sicurezza afgane. L'Italia ha il comando di quello che ora si chiama Train advise assist command West, una forza multinazionale che si occupa solo di addestramento.
FORZE AFGHANE ANCORA TROPPO DEBOLI. Secondo i piani originari, il rimpatrio per fine missione sarebbe dovuto avvenire in questi giorni, ad ottobre. Ma già all'inizio dell'anno, quando cominciava a profilarsi una prima possibile extension dell'impegno americano, anche l'Italia ha cominciato ad attrezzarsi. «Dobbiamo riflettere nell'impegno in Afghanistan oltre le scadenze che ci eravamo dati», aveva detto Renzi pochi giorni prima di incontrare Obama alla Casa Bianca.
Un incontro che ha di fatto sancito la permanenza dei soldati italiani fino a dicembre, in sintonia con la decisione Usa di lasciare inalterato il proprio contingente di diecimila uomini per tutto il 2015, anziché dimezzarlo, come in un primo tempo era previsto. Con il passare dei mesi, però, lo scenario è ulteriormente cambiato. Le forze di sicurezza afgane sono ancora troppo deboli per poter camminare da sole e i Paesi della Nato hanno cominciato a ragionare sulla possibilità di mantenere le loro truppe nel Paese.
59 MILIONI PER FIANZIARE LA MISSIONE FINO A DICEMBRE. Qualche giorno fa, a Bruxelles, il ministro della Difesa Pinotti ha ricordato che alcune nazioni hanno già dato la loro disponibilità e che l'Italia «valuterà». Valutazione che, stando alle parole di oggi di Renzi, è ormai giunta alle battute finali. Per la missione militare italiana, attualmente finanziata con quasi 59 milioni fino al 31 dicembre, la fine non sembra più dietro l'angolo. La smobilitazione di Camp Arena per il momento viene sospesa e non sarà la brigata 'Aosta' di Messina - subentrata giusto un mese fa agli alpini della 'Julia', con un mandato che scade teoricamente a metà marzo - a consegnare le chiavi della grande base agli afgani.

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