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PERSONAGGI 18 Ottobre Ott 2015 1500 18 ottobre 2015

Usa, i candidati più pazzi in corsa per le elezioni

Visionarie spirituali. Geni rubati alla matematica. Teorici dell'ultra-liberismo. Da Joy Waymire a Derrick Michael Reid: i volti stravaganti del voto Usa.

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Donald Trump.

La corsa più pazza d’America.
Manca quasi un anno alle elezioni presidenziali Usa, Repubblicani e Democratici si avvicinano alle primarie con dibattiti che stanno già delineando un quadro dei papabili.
Tra i dem, in attesa del previsto trionfo di Hillary Clinton, vige il fairplay, nelle file del Gop si sta assistendo invece a una lotta a colpi di gaffe.
Uno dei concorrenti, il governatore del Wisconsin Scott Walker, che mesi fa sembrava avere delle chance, ha gettato la spugna dopo una serie di scivoloni che ne hanno messo in luce l’ingenuità.
“MAZEL TOV”. ANZI, “MOLOTOV”. Ha salutato una comunità ebraica dicendo “Molotov” e non “Mazel Tov”, ha paragonato i sindacati all’Isis, ha vagheggiato l’idea di costruire un muro al confine con il Canada (6.500 chilometri), ha dichiarato di avere dubbi sulla teoria dell’evoluzione.
Il prossimo che farà la stessa fine sarà il neurochirurgo in pensione Ben Carson che dopo l’ultima strage in un college ha criticato le vittime dicendo: «Io non sarei stato rimasto lì a farmi sparare addosso» e ha sostenuto che l’Olocausto non sarebbe mai accaduto se in Germania ci fosse stata la libera circolazione delle armi.
UN SOGNO NON SI NEGA A NESSUNO. Nonostante le gaffe, va ancora forte nei sondaggi il magnate Dondald Trump che ormai quotidianamente offende o una minoranza («Il Messico ci manda i peggiori», «Abbiamo un problema in questo paese e sono i musulmani») o un suo rivale («Guardate alla sua faccia! Ma chi mai la voterebbe?» parlando di Carly Fiorina).
Incredibile a dirsi, questi sono solo i front-runner, perché le presidenziali americane, oltre ai candidati più in vista dei due maggiori partiti, raccolgono anche un esercito di esponenti indipendenti o di movimenti minori che annunciano un’impossibile corsa e formalizzano la loro candidatura presso la Federal Election Commission. Nella terra delle opportunità a nessuno è negato il sogno.

Constitution Party, i principi sono quelli dei padri fondatori

Chuck Baldwin.

La più autorevole degli outsider sembrerebbe Jill Stein, medico di Chicago che si candida per il partito ecologista Green Party e che ha già corso nel 2012 ottenendo un non esaltante 0,36% (469 mila voti) e superando l’1% in tre stati.
La sua piattaforma? Combattere povertà, disuguaglianze e inquinamento allo slogan di “Power to the People”, potere alle persone.
In lizza anche il Constitution Party, una formazione che si rifà alla sedicente dottrina politica del “Paleoconservatorismo”, un’ideologia così conservatrice da aver adottato come simbolo il Mammut, per rispondere all’Elefantino dei Repubblicani.
KOPPIE, AGRICOLTORE IN PENSIONE. Il loro orologio è fermo ai tempi di George Washington e la piattaforma ideologica si basa sui principi dei padri fondatori e sulla Bibbia.
Il partito, che a oggi annovera come unico successo elettorale un seggio nella camera del Montana, propone come candidato di riferimento il pastore Scott Copeland, cittadino del Texas che vuole deportare tutti i messicani, abolire l’agenzia delle tasse, rinforzare l’esercito, cancellare l’aborto e liberalizzare a più non posso le armi.
In gara per la nomination del movimento anche l’agricoltore in pensione del Wisconsin Chad Koppie.
BALDWIN, VECCHIA CONOSCENZA DELL'ULTRADESTRA. Ma tra i papabili della formazione compare anche il predicatore e conduttore di un talk show radiofonico, Chuck Baldwin. È una vecchia conoscenza dell’estremismo di destra americano, un fanatico religioso che è un punto di riferimento di diversi movimenti suprematisti bianchi.
Il partito più eclettico è però senza subbio il Libertarian Party, una formazione fondata nel 1971 che ha una piattaforma basata sul laissez-faire.
LIBERTARI ALL'1% NEL 2012. Il programma è un libera-tutti ideologico in cui confluiscono ultra-liberisti, pacifisti, isolazionisti, anarchici e antiproibizionisti.
Il loro grande exploit è stato proprio il voto presidenziale del 2012 quando riuscirono a candidare per la Casa Bianca Gary Johnson, un fuoriuscito Repubblicano già governatore del New Mexico.
I Libertari raggiunsero l’1% dei voti a livello nazionale. Questa volta non sembra che abbiano un aspirante presidente altrettanto forte.

Joy Waymire si definisce una visionaria spirituale

John McAfee.

Nel novero dei papabili per la loro nomination compaiono attivisti e casi umani. Joy Waymire si candidò nel 2014 a governatore della California: si definisce una visionaria spirituale poiché fu avviata alla fede dalla sua amica immaginaria “Becky” che solo lei poteva vedere.
Oggi proclama la massima libertà possibile per gli individui e un governo federale limitato al minimo. Sul suo sito afferma di saper guarire i malati con la preghiera e di essere in grado di realizzare collane artigianali.
Stravagante, ma non quanto Derrick Michael Reid, anch’egli un aspirante alla nomination libertaria.
Reid si proclama un genio dello studio e millanta lauree in discipline scientifiche e umanistiche.
UN GENIO RUBATO ALLA MATEMATICA. Sostiene di aver passato anni a studiare 14 ore al giorno e di esprimersi male in inglese poiché la matematica è la sua prima lingua.
Predica il rilancio degli Usa, caduti vittima di una “democrazia totalitaria”. Si presenta addobbato in una divisa che ricorda quella dell’esercito nordista e per ingraziarsi sia gli ecologisti che i Tea Party ha anche come slogan “Tè verde”.
L’alternativa tra i libertari può essere anche Cecil Anthony Ince, originario del Texas, un attore dalla filmografia sconosciuta che in passato ha già affrontato una campagna elettorale in Missouri con un altro nome.
MCAFEE IN CORSA CON IL CYBER PARTY. Ma un nuovo partito si affaccerà alle elezioni 2016: è il Cyber Party fondato dall’ex-miliardario John McAfee.
Arricchitosi con il famoso antivirus per pc, ha lasciato il business ed è diventato poi celebre per le sue avventure rocambolesche e i suoi comportamenti eccentrici.
Nel 2012 è stato accusato di omicidio in Belize, è fuggito in Guatemala ed è stato espulso.
È tornato a vivere negli Usa dove ha già rimediato un arresto per detenzione di armi e ubriachezza. Ha spiegato alla Cnn che la sua campagna sarà unica e originale e tutta incentrata sulla libertà dalla sorveglianza del governo: «Sono convinto, e mia moglie e i miei consiglieri mi hanno confortato in questo, che vincerò. Al 100%».
Tutto è possibile, questa è l’America.

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