Renzi, Verdini? Fa scelta utile a Italia
POLITICA 19 Ottobre Ott 2015 1737 19 ottobre 2015

Ala, Verdini inizia la campagna acquisti al Nord

Getta le reti in Lombardia, Veneto e Piemonte. Per portare gli scontenti di Ncd, Fi e i ciellini in Ala. E rinforzare l'asse con Renzi. Anche in vista delle Comunali.

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Il Mino Raiola della politica, ovvero il senatore di Ala Denis Verdini, detto anche 'il taxista', da sempre berlusconiano di ferro e ora sostenitore del governo di Matteo Renzi, ha iniziato da mesi la sua campagna acquisti al Nord, dove non ha ancora referenti politici mentre al Sud può già contare su una pattuglia consistente di uomini.
Lombardia, Veneto e Piemonte sono le aeree dove l'ex macellaio fiorentino si muove con abilità, forte di contatti e proposte convincenti, per tutelare l'esecutivo (e le poltrone di deputati e senatori fino al termine della legislatura) con uno sguardo sulle prossime elezioni amministrative del 2016.
LA CORTE A MANTOVANI PRIMA DELL'ARRESTO. Non è un segreto che tra i suoi primi tentativi di acquisto ci sia stato l'ex senatore di Forza Italia Mario Mantovani, ora vicepresidente sospeso di regione Lombardia, finito in carcere lo scorso 13 ottobre, con l'accusa di corruzione aggravata, concussione e turbativa d'asta.
Mantovani ha sempre potuto vantare un numero impressionante di preferenze sul territorio lombardo, ras del consenso, l'ex sceriffo di Arconate aveva uomini sul territorio e nelle aziende municipalizzate. Ma il primo sondaggio di Verdini non è andato a buon fine. Eppure, dopo l'arresto, qualcosa si è mosso.
A tanti non è sfuggito come il caos creato dalle parole di Mariastella Gelmini («Ci vuole più sobrietà») sull'ultimo scandalo nella sanità lombarda abbia innescato le dimissioni da coordinatore provinciale di Forza Italia di Luca Squeri, mantovaniano di ferro. E Squeri, insieme con Luca Romele, il senatore Sante Zuffada e Lionello Marco Pagnoncelli, ora in forza a Conservatori e Libertari di Raffaele Fitto, fa parte di quel giro berlusconi che Verdini vedrebbe di buon occhio sotto la sua Ala.
GLI OCCHI SUGLI SCONTENTI DI NCD. Ma Denis lavora a tutto campo. E si muove anche tra le maglie ormai logore del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, oltre a essere sempre in contatto con Fitto.
La mossa di Gaetano Quagliariello di dimettersi da coordinatore ha dato il via al liberi tutti. E il pezzo grosso della partita, per Denis, sono i parlamentari e senatori nordisti di Ncd.
Stiamo parlando di Roberto Formigoni, di Maurizio Lupi, di Raffaello Vignali, in sostanza quel gruppo vicino a Comunione e liberazione, come i mantovaniani, collettore di migliaia di voti in Lombardia e sopratutto a Milano.

La pesca tra esponeti di Fi caduti in disgrazia

Il movimento fondato da Don Giussani ha sempre portato bene al duo Renzi-Verdini, sin dal 2008, quando parteciparono insieme al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione.
Il capoluogo lombardo, che andrà al voto nella prossima primavera per sostituire Giuliano Pisapia, è un crocevia fondamentale per il governo Renzi. Il premier rottamatore lo sa. E lo sa anche Verdini, che vuole evitare scossoni all'esecutivo. A poco a poco, in città, si sta dipanando la matassa per il candidato sindaco di centrosinistra.
Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo, su cui continua il pressing anche della borghesia milanese, potrebbe però trovarsi senza l'appoggio di Rifondazione Comunista e Sinistra e Libertà. Ma proprio qui potrebbe intervenire Denis, con un soccorso azzurro, una lista civica in appoggio, formata anche dallo stesso Lupi.
NEL FRATTEMPO CL TEMPOREGGIA. Comunione e Liberazione resta alla finestra. Del resto i suoi uomini sono smistati un po' dappertutto, basti pensare che l'europarlamentare Massimiliano Salini e il senatore Mario Mauro ora sono con Silvio Berlusconi in Forza Italia.
Altro giro, altro contatto. Un altro possibile acquisto di Verdini potrebbe essere Laura Ravetto, deputato azzurro, un tempo in amore con Dario Ginefra, parlamentare del Partito Democratico. Le cronache rosa dicono che tra i due il rapporto sia finito. Ma a preoccupare di più la Ravetto, a quanto pare, sarebbe il nuovo vento aziendale che starebbe portando Berlusconi nel partito, ovvero un ricambio totale della classe dirigente azzurra. Non solo. Sarebbe anche invisa al cerchio magico berlusconiano in rosa. È una situazione in cui si ritrovano in tanti dentro Forza Italia. E su questo gioca le sue carte Verdini, promettendo ricandidature, ammiccando futuro Partito della Nazione.
L'ALLEANZA CON NINO CAIANIELLO. La pesca di Denis è importante. Il prossimo anno si vota anche nel Comune di Varese. E qui il leader di Ala può contare su un uomo forte come Nino Caianiello, detto 'il Mullah', ex coordinatore provinciale del Popolo della Libertà, ma soprattutto animatore dell'associazione varesotta Agorà.
Il centro studi di Caianiello si riconosce in Forza Italia ma valorizza soprattutto l'area laica riformista e cattolica. È diventata negli ultimi tempi un crocevia di incontri di livello, tra forzaitalioti, esponenti del Partito democratico, fittiani e chi più ne ha più ne metta.
Sabato 17 ottobre ha messo allo stesso tavolo Fitto e Lara Comi, europarlamentare che fu eletta nel 2014 con quasi 84mila preferenze, in buoni rapporti anche con il presidente del Consiglio.
Voti, preferenze, malumori contro l'ex Cavaliere: gli ingredienti perfetti per un tentativo di approccio da parte del tassista Denis.

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