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ALLE URNE 19 Ottobre Ott 2015 1213 19 ottobre 2015

Canada, elezioni tra corruzione e crisi economica

Svolta al voto. Vince la sinistra di Trudeau. I conservatori di Harper sconfitti. Dopo tre mandati pagano lo scandalo rimborsi e la caduta del Pil. 

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Stephen Harper, premier canadese uscente e leader dei conservatori.

Alle urne con l'ombra della depressione. Economica, s'intende.
Il Canada lunedì 19 ottobre è chiamato al voto per scegliere il nuovo premier alle elezioni federali 2015.
E la recessione sembra alle porte.
È L'ORA DI CAMBIARE? Dopo tre mandati dell'attuale primo ministro conservatore (centrodestra) Stephen Harper, questa volta i canadesi sono propensi a cambiare linea politica preferendo i liberal (centrosinistra) di Justin Trudeau.
Oltre a loro, gareggiano altri due candidati: Thomas Mulcair, alla testa del Nuovo partito democratico (Npd), ed Elizabeth May dei Verdi.
VANTAGGIO DI 4 PUNTI. A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale, secondo i sondaggi il centrosinistra di Trudeau avrebbe un censenso del 34,1%, il centrodestra uscente il 29,9% , i Verdi il 6,4% e il Nuovo partito democratico il 24,1%.
Harper è diventato primo ministro del Canada per la prima volta nel 2006, quando i conservatori sconfissero i liberal dopo 13 anni di governo.
SCANDALO CORRUZIONE. La vittoria arrivò anche grazie a una serie di scandali che avevano colpito il Partito liberale e all'immagine di un partito politico nuovo, severo contro la corruzione e in grado di rilanciare l’economia canadese.

La crescita del 2011 e l'attuale declino

La città di Ottawa, sede del parlamento canadese.

Nel 2006 e nel 2008 Harper ha vinto due elezioni anticipate riuscendo a formare un governo di minoranza, mentre nel 2011 la spuntò ancora ottenendo la maggioranza assoluta in parlamento.
PRIMATO NEL G7. Nel corso degli anni il governo Harper ha portato l’economia del Canada a una rapida ed evidente crescita: nel 2011 il Canada è stata la nazione che ha 'corso' di più tra i Paesi del G7, quelli con la ricchezza netta maggiore al mondo (assieme a Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti) e il suo mercato azionario è stato uno dei più floridi del momento.
CROLLO DEL PETROLIO. Tuttavia, le cose da allora sono cambiate: il crollo del prezzo del petrolio ha pesato, il Prodotto interno lordo (Pil) è sceso per cinque mesi consecutivi da gennaio a maggio 2015 e la Banca centrale ha dovuto abbassare il costo del denaro due volte per sostenere l’economia.
Questo peggioramento ha reso difficile per Harper mantenere una delle sue più importanti promesse elettorali: portare il bilancio in pareggio entro il 2015.
NEI GUAI CON I RIMBORSI. Il premier si era presentato come un riformatore che avrebbe ridotto la spesa pubblica e contrastato la corruzione.
Negli ultimi mesi, però, il suo partito si è ritrovato al centro di uno scandalo legato ai rimborsi di senatori nominati da lui stesso, dimostrando che anche i conservatori non sono immuni da quel tipo di politica che avevano promesso di combattere.
TRUDEAU, FIGLIO D'ARTE. Il Partito liberale, invece, ha improntato tutta la campagna elettorale sul cambiamento e si presenta con un cadidato 'puro sangue', Justin Trudeau, leader del partito.
Il 43enne Justin è figlio dello storico leader dei liberal Pierre Trudeau, primo ministro del Canada per 15 anni dal 1968 al 1984.
GIOVANE, MA INESPERTO? Se venisse eletto diventerebbe il più giovane primo ministro della storia del Paese.
È stato bersaglio da una feroce campagna di discredito da parte di Harper, che lo ha presentato come troppo giovane e senza l’esperienza necessaria per guidare la nazione.

Il centrosinistra vuole cambiare la legge elettorale e introdurre il voto online

Un manifesto di Justin Trudeau, candidato dei liberali.

Il centrosinistra di Trudeau propone di aiutare la classe media; vuole formere un governo aperto e onesto con i cittadini, ma soprattutto cambiare la legge elettorale: «Siamo impegnati a garantire che quella del 2015 sia l'ultima elezione federale condotta sotto la first past the post (l'uninominale maggioritario secco, ndr)».
E ancora: «Convocheremo una commissione parlamentare con tutti i partiti per rivedere una vasta gamma di riforme come per esempio la possibilità del voto online».
TROPPI SOLDI AI PARTITI. Altro punto chiave nel programma è il finanziamento ai partiti.
Secondo il leader dei liberal la legge ha molte lacune da colmare, e nonostante sia stata rivisitata dai conservatori, sembra che abbia lasciato aperta una scappatoia che permette ai partiti una spesa illimitata nel periodo che precede le elezioni, creando forti disparità tra i competitor.
Tra gli altri temi caldi anche una riforma sanitaria e l'attenzione sul diritto allo studio.
IL NPD CHIEDE «PULIZIA». Thomas Mulcair del Nuovo partito democratico si è impegnato per una migliore cura dei bambini a prezzi accessibili; vuole rafforzare il sistema sanitario pubblico, garantire un ambiente più pulito e punire i responsabili dell'inquimaneto.
Nel programma anche il rilancio dell'economia e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Il Npd ha intenzione di chiedere alle aziende più redditizie di investire nella cura dei bambini e l'assistenza sanitaria; di bloccare l'evasione fiscale e di adottare misure per il contenimento della povertà.
Ma soprattutto ha posto l'accento sulla necessaria «pulizia» della gestione Harper che si è «dimostrata corrotta e senza trasparenza».

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