Magdalena Martullo Blocher 151019123413
POLITICA 19 Ottobre Ott 2015 1210 19 ottobre 2015

Chi è Magdalena Blocher, la Marine Le Pen svizzera

Anti-europeista, populista snob e animata dall'odio per l'establishment e dal rifiuto dei migranti. Ritratto dell'ereditiera figlia del leader storico dell'Udc/Svp e volto nuovo della politica elvetica.

  • ...

Magdalena Martullo-Blocher.

Cantoni animati da uno spirito anti europeista e anti-immigrati. Alimentato da una martellante campagna elettorale incentrata sull'emergenza profughi e certificato dall'esito delle urne il lato destrorso e populista della Svizzera è emerso con chiarezza dal voto di domenica 18 ottobre.
Alle elezioni per il rinnovo delle due camere che compongono l’assemblea federale (il parlamento elvetico) il grande vincitore è stato il Udc-Svp - il partito trasmigrato dalle posi­zioni cen­tri­ste e iper­li­be­ri­ste del debutto fino ad assumere un ine­so­ra­bile deriva verso l'ultradestra xeno­foba - che, superando se stesso, ha toccato il 29% delle preferenze occupando così undici seggi in più rispetto alle elezioni del 2011.
Un trionfo che ha una faccia nuova e un cognome noto, quelli di Magdalena Martullo-Blocher. Figlia del leader storico del partito, Christoph Blocher, e già definita la 'Le Pen svizzera', la 45enne grigionese era candidata al Consiglio Nazionale nella lista del Cantone ed è stata eletta con quasi 19 mila voti.
EREDITIERA INDUSTRIALE TRAPIANTATA IN POLITICA. Industriale di successo più che maestra d'eloquenza, Magdalena presiede il gruppo chimico Ems-Chemie, la principale impresa del Cantone. Per la sua ascesa politica ha fatto leva su una vecchia filastrocca comunicativa: il buon imprenditore è un toccasana per una regione in crisi.
E benché il Canton Grigioni non stia esattamente patendo i morsi della recessione e il suo tasso dei disoccupazione sia tra i più bassi del Paese (sotto il 2%) la sua economia vacilla.
Il turismo subisce la forza del franco e l'edilizia sente gli effetti dell'iniziativa sulle residenze secondarie.
In un contesto simile chi meglio della numero uno del fiore all'occhiello dell'economia locale, potrebbe salvare la situazione? «Basta guardare quello che ha fatto per l'economia cantonale. È lei la più qualificata per parlare delle conseguenze del franco forte», ha detto di lei Livio Zanolari, l'ex portavoce di papà Christoph.

Copia conforme del padre. Ma con meno carisma

Magdalena col padre Christoph Blocher, leader storico del Ucd elvetico.

Dal punto di vista economico l'ereditiera ha fatto tutto quanto ci si attendeva.
Prese in mano le redini dell'azienda nel 2003, quando suo padre entrò in Consiglio federale e sviluppò l'impresa, promuovendo nuovi prodotti e ampliandosi nei mercati più lucrativi. La Ems-Chemie, specializzata nei materiali polimeri di cui sono piene le automobili, ha realizzato cifre record nel 2014 con un utile di 420 milioni su una cifra d'affari di 2 miliardi. Il gruppo impiega 2.900 persone, di cui 1.000 in Svizzera.
Politicamente invece, se non una marionetta nelle mani dell'ingombrante genitore, Magdalena Martullo-Blocher ne è di sicuro una copia quasi conforme. Stessi messaggi populisti, stessi slogan ad effetto, stesso odio per l'establishment e lo Stato tentacolare. Anche se del padre non possiede l'identico carisma.
«DEMOCRAZIA IN UE? INUTILE SE FINANZIARIAMENTE NON SOSTENIBILE». In una recente intervista rilasciata al quotidiano svizzero in lingua tedesca Tages Anzeiger ha lasciato trapelare una cultura politica inquietante, in particolare elogiando la Cina e le competenze economiche dei suoi dirigenti. Ma quando le si chiede se questo è un modello di democrazia, risponde: «A che serve la democrazia in Europa, dove i politici fanno delle promesse che non sono finanziariamente sostenibili?»
Rispettata ma anche temuta, Magdalena non ha molti amici nei Grigioni. Il suo stile di management molto ruspante è temuto da molti. Come pure il suo fare da prima della classe. Quando incontra il governo cantonale non perde occasione per sottolineare le lacune nella politica economica. E anche il suo rapporto coi media è tutt'altro che idilliaco.
SNOBISMO INVISO A MEDIA E AVVERSRI POLITICI. I suoi avversari politici le fanno pesare il suo snobismo. Malgrado la sua azienda sia a Domat/Ems, nei Grigioni, la sua residenza è a Meilen, nella zona più 'in' della riviera zurighese. Inoltre, dirige la sua impresa dagli uffici di Herrliberg, nella hollywoodiana villa paterna.
«I Grigioni sono un cantone alpino con bisogni specifici di un' agricoltura di montagna, del turismo e della sua diversità culturale, di tutto questo lei non conosce praticamente nulla», ha dichiarato la Consigliera nazionale socialista Silva Semadeni.
«I suoi avversari hanno paura di lei, per questa aura da impresario di successo che si è creata. Nessuno osa dire che è stata proprio l'Udc a nuocere maggiormente all'economia grigionese con l'iniziativa contro l'immigrazione di massa», è il profilo che di lei ha tratteggiato il quotidiano Südostschweiz.
IL «FENOMENO BLOCHER» INCENTRATO SUL RIFIUTO DEGLI STRANIERI. Il presidente dell'Udc/Svp Toni Brunner ha spiegato la vittoria del suo partito evocando «l'ondata migratoria che preoccupa la gente».
A fare da sot­to­trac­cia al voto fede­rale c'è proprio la pro­po­sta avan­zata dal par­tito di Blo­cher di espel­lere gli stra­nieri che si ren­dano respon­sa­bili di qual­che reato e, soprat­tutto, di rive­dere in senso restrit­tivo le poli­ti­che in mate­ria di asilo. «Non abbiamo niente con­tro i rifu­giati, ma non abbiamo più alcun posto per i rifu­giati eco­no­mici», ha tuo­nato il lea­der della nuova destra svizzera Christoph Blocher.
E per quanti avver­sari abbia tro­vato nella poli­tica e nella società sviz­zera, il «feno­meno Blo­cher», che Magdalena ha già trovato ideale prosecuzione genealogica, ha ormai assunto i con­torni di una sorta di ber­lu­sco­ni­smo in salsa elve­tica, sep­pure ancor più cen­trato sui temi dell’identità nazio­nale e del rifiuto degli stra­nieri.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso