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POLITICA 19 Ottobre Ott 2015 1930 19 ottobre 2015

Lega, per Salvini un autunno caldissimo

Teme sondaggi, magistrati e Forza Italia. Che può boicottare la kermesse della Lega a Bologna. Anche se alla fine Berlusconi un salto nella città felsinea potrebbe farlo.

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Il leader della Lega Nord Matteo Salvini.

Matteo Salvini serra i ranghi in vista della manifestazione dell'8 novembre a Bologna.
Il leader della Lega Nord ha radunato il consiglio federale in via Bellerio a Milano per fare il punto della situazione, ma soprattutto per affrontare nel migliore dei modi un autunno che potrebbe rivelarsi molto caldo per il suo movimento.
Da un lato la magistratura con il fiato sul collo della regione Lombardia amministrata da Roberto Maroni, dall'altro il cantiere aperto dentro il centrodestra e il dialogo a corrente alternata con Silvio Berlusconi, quindi i sondaggi che danno la Lega in caduta libera (Tecnè per Porta a Porta ha certificato la perdita di mezzo punto in un mese, ndr) e infine un partito che ribolle: il consiglio nazionale del Veneto che doveva nominare il nuovo segretario regionale è stato spostato di nuovo, questa volta a gennaio.
LE FRIZIONI COL CAV PER LA MANIFESTAZIONE. C'è molta carne al fuoco, forse troppa, per l'unico partito di opposizione al governo Renzi. E Salvini ha deciso di chiedere uno sforzo a tutti i segretari regionali di portare più gente possibile alla manifestazione bolognese.
Non sono ammessi flop di presenze. Ci si gioca il tutto per tutto. Le regole sono chiare. Si cerca di aprire la kermesse a più persone possibili, di tutte le estrazioni politiche e sociali.
Per questo motivo non ci saranno simboli di partito sul palco, neppure sui volantini. «Liberiamoci», (il nome nuovo della manifestazione), nell'idea 'dell'altro Matteo', dovrà essere un evento laico, aperto a tutti quelli che non vogliono più Renzi al governo.
Per questo motivo, dal palco, parleranno soprattutto le associazioni di consumatori, le famiglie e chi «soffre la crisi economica».
Ma le insidie sono all'ordine del giorno. E Salvini lo ha fatto presente dopo il federale ai microfoni di Radio Padania: «Ho sentito che Forza Italia l'8 novembre, in concomitanza con la nostra manifestazione a Bologna, vuol farne una a Firenze. Sbagliano e sbaglia Berlusconi se ci va. Bologna è aperta a tutti e in primis a Fi. Ma se vogliono vedere chi porta più gente in piazza facciano...».
A quanto pare non si tratta di una vera e propria manifestazione targata Forza Italia, ma dell'inizio di un tour che il Cavaliere ha deciso di avviare per sondare un po' i territori.
Alla villa di Artimio in provincia di Prato incontrerà in serata gli eletti azzurri in Comuni, Province e Regione.
Sarà un modo anche per fare la quadra dopo le mosse di Denis Verdini, in costante movimento da Nord a Sud. Il Cav è atteso in serata, per questo motivo, tra i berlusconiani di ferro c'è chi dice che alla fine un salto a Bologna potrebe pure farlo per salutare Salvini: le città non sono così distanti.
PREOCCUPAZIONI IN VENETO, PIEMONTE E LOMBARDIA. Oltre alla manifestazione, il leader del Carroccio ha anche altre gatte da pelare. Dopo che Davide Boni, di Mantova, è diventato segretario provinciale di Milano, si teme che in Veneto non riesca a spuntarla per la segreteria regionale il fidatissimo europarlamentare Lorenzo Fontana.
Da Verona a Treviso la base leghista ribolle, per questo motivo si è deciso di rinviare tutto a gennaio. In Piemonte, invece, è previsto per la fine di novembre il congresso che potrebbe incoronare Riccardo Molinari, attuale vicesegretario che dovrebbe sfidare Gianna Gancia, la moglie del colonnello Roberto Calderoli: anche da queste parti si temono malumori.
Infine, ultimo capitolo, riguarda la regione Lombardia. A quanto pare durante il federale sarebbero emerse diverse preoccupazioni sulla tenuta della giunta che martedì 20 ottobre deve affrontare la mozione di sfiducia del Partito Democratico.
Maroni non sarebbe così tranquillo dell'inchiesta su Mario Mantovani, il vicepresidente sospeso, in carcere per l'ennesimo scandalo nella sanità lombarda.
Dall'altro lato l'ex ministro dell'Interno non vede l'ora di affrontare il processo del primo dicembre, dove è rinviato a giudizio per presunte pressioni esercitate per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due ex collaboratrici.
Dicembre, un mese di fuoco quando si capiranno pure le strategie di centrosinistra e centrodestra sulle cCmunali milanesi.
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