AMBIENTE 19 Ottobre Ott 2015 0700 19 ottobre 2015

Napoli avvelenata, le ecoballe di Renzi e De Luca

Taverna del Re, in Campania. La più grande discarica a cielo aperto d'Europa. Renzi e De Luca: «In tre anni si smaltisce». Ma servono 700 milioni. Possibile?

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Lugubri, maleodoranti, velenose.
E intrise di percolato, il liquido prodotto dalle discariche, che sgorga viscido tra le coltivazioni.
Sulle lenzuola di cellophane - sudari squarciati dal vento e dai morsi dei randagi - gabbiani e mosche fanno Pasqua e Natale.
Qui le zanzare assaltano in branco, fameliche.
E l’umore acre dei maiali morti nel marciume dà la nausea.
Taverna del Re, Comune di Giugliano in Campania, Napoli: 130 mila ettari di terra massacrata (foto).
DISCARICA A CIELO APERTO. È la fotografia - dicono - «di quel che di più orrido è capace di combinare l’essere umano».
E aggiungono: «Se un cittadino conservasse per anni in casa l’immondizia verrebbe rinchiuso in manicomio. Invece qui impazza la più estesa discarica a cielo aperto d’Europa e nessuno trova niente da ridire».
A guardarla, suscita angoscia.
PRESE IN GIRO DA 15 ANNI. È un’infinita sequenza di rifiuti accatastati su colline di ecoballe, cilindri di grosse dimensioni che arrivano fino al cielo, solenni come sepolcri fra le distese di fragole e di pesche, albicocche e mele annurche che un tempo erano le più succose del Mediterraneo.
Valle dell’Immondizia, la sfottono da 15 anni.
Cioè da quando - per colpa della mancanza di impianti di smaltimento - sei milioni di tonnellate di rifiuti sono state depositate qui, come in un cimitero improvvisato in attesa di “tumulazione”.
ALMENO 30 ANNI PER SMALTIRE. Hanno calcolato che per smaltire una tale quantità di immondizia (che non è stata mai trattata, contrariamente a quanto per molto tempo è stato lasciato credere) ci vorranno almeno 30 anni.
Per altri, il lasso di tempo necessario sarebbe addirittura di 50 o di 70 anni.
Oltre ai sei milioni di tonnellate “custodite” a Taverna del Re, infatti, sono da smaltire in qualche modo altri due milioni di tonnellate di rifiuti (mai trattati) attualmente in deposito nelle aree attrezzate (si fa per dire) di Aversa, Villa Literno, Castelvolturno, Marcianise, Bacoli, Giugliano, Caivano, Acerra.
Allarme, avvilimento, desolazione.
Chi ha detto che l’emergenza rifiuti è finita?

Multa di 120 mila euro al giorno dall'Unione europea

Vincenzo De Luca e Matteo Renzi.

C’è da chiedersi: ci si libererà mai di una così assurda mole di monnezza?
E come andrà a finire con l’Unione europea che, dopo aver inferto all’Italia una multa da 20 milioni di euro per la mancata realizzazione di un decente piano di smaltimento rifiuti in Campania, ha imposto il pagamento di 120 mila euro per ogni giorno di mancata applicazione delle norme europee che tutelano la salute degli abitanti?
Problema da marziani, l’immondizia di Napoli.
Risultati zero, finora. E nessun cantiere avviato.
LA MAGIA RENZIANA. Ma ecco che - come accade nelle favole - tutto all’improvviso appare finalmente risolto: del dramma rifiuti in Campania «non si avrà più notizia nel giro, al massimo, di tre anni».
Entro tale lasso di tempo, infatti, il premier Matteo Renzi e il governatore della Campania Vincenzo De Luca hanno intenzione di liberare «il territorio dalla ingombrante presenza delle ecoballe».
Sei milioni, anzi otto, di tonnellate di immondizia «scompariranno una volta e per sempre».
CENTRI DI STUDIO PESSIMISTI. Tre anni. Ma al massimo, eh! Con buona pace del centro di ricerca Rifiuti Zero Italy (che sostiene che, col metodo proposto da De Luca e Renzi, c’è bisogno di almeno otto anni per smaltire) e di tutti coloro che hanno sempre avvertito che il problema delle ecoballe in Campania non si sarebbe risolto «in un lasso di tempo inferiore ai 30 anni».
Tre anni contro 30: come è possibile? Qualcuno ha raccontato frottole. Anzi, balle.
BOOM DI TUMORI INFANTILI. Chi è stato a mentire? Le istituzioni, che hanno finora parlato di tre decenni per poter risolvere l’annoso problema?
O il premier Renzi e il governatore De Luca, che giurano che in tre anni ci si libererà di ogni imbarazzo?
Capirlo - secondo gli esperti che osservano il terribile trend di tumori infantili riscontrato negli ultimi 10-15 anni nella cosiddetta Terra dei fuochi - «può voler dire la possibilità o no di salvare molte migliaia di vite umane».

Niente nuovi termovalorizzatori né discariche

Soprannominata Valle dell'immondizia, esiste da più di 15 anni.

Ma, al di là dei (legittimi) dubbi, in che modo Renzi e De Luca intendono realizzare il mega-smaltimento?
Prima regola: niente nuovi termovalorizzatori, «che costano tanto, sono strategicamente superati e ci vuole troppo tempo a costruirli».
E niente nuove discariche.
OBIETTIVO DIFFERENZIATA. Per il governatore De Luca «bisognerà spronare Napoli e provincia a migliorare i dati sulla raccolta differenziata».
E poi: «Un terzo delle ecoballe andrà fuori Campania in impianti di vario tipo (con buona pace dell’opinabilità dei costi, contestano i critici, del principio di prossimità, dell’inevitabile impatto ambientale provocato dall’immondizia che viaggia), un altro terzo verrà trattato negli Stir (stabilimenti di tritovagliatura e imballaggio rifiuti, «da potenziare con una linea di trito-vagliatura dedicata») di Tufino e di Giugliano, l’ultimo terzo sarà risolto nello Stir di Caivano che pure dovrà essere potenziato».
RIFIUTI NELLE CAVE ABBANDONATE. I rifiuti, una volta inertizzati (trasformati da un processo che diminuisce il potenziale inquinante), «verranno stoccati nelle decine di cave abbandonate esistenti sul territorio».
Poco importa a Renzi e De Luca che qualificatissimi esperti di varie origini abbiano sconsigliato «l’uso degli Stir per smaltire il materiale custodito nelle ecoballe».
QUATTRO IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO. Nel piano, a quanto pare, non sono previste obiezioni, ma «quattro nuovi impianti di compostaggio, che la Regione Campania finanzierà con 100 milioni di fondi europei».
Il costo dell’operazione? Per De Luca «servono 600-700 milioni».
«E il governo», ha aggiunto, «deve darceli subito perché per liberarci delle ecoballe non esiste alternativa».

Secondo il premier sono disponibili 450 milioni, di cui 150 subito

Per smaltire la massa di rifiuti ci vorrebbero dai 30 ai 70 anni.

Dal canto suo, il premier Renzi ha fatto sapere che ci sarebbero disponibili «450 milioni» di cui «150 subito» e che comunque tutte le risorse necessarie «verranno individuate entro il 2015».
Dunque, nel giro di due mesi e mezzo.
ERA DAVVERO COSÌ FACILE? Insomma: visto come era facile liberarsi delle ecoballe campane?
«Ma se era così facile», si chiedono nella Terra dei fuochi, «perché per 15 anni tutti hanno fatto finta che occorresse chissà quale prodigio per risolvere il problema?».
De Luca ha spiegato anche che «un comitato di sorveglianza controllerà che tutto proceda con regolarità» e che «il trasporto delle ecoballe potrà essere affidato anche a ditte private purché abbiano ottenuto l’ok dell’Anac, l’agenzia guidata dal manager del’Anticorruzione Raffaele Cantone».
QUI COMANDA(VA)NO I CASALESI. Precisazione, questa, che dovrebbe tranquillizzare chi ben ricorda come per anni il sito di Taverna del Re dalla parte di Villa Literno sarebbe stato gestito - secondo il racconto fatto nel 2008 dal pentito Emilio Di Caterino - dal boss dei Casalesi Michele Zagaria.
Era lui, secondo il pentito, «a fornire il cemento per le piazzole».
Era lui «a trasportare in loco le ecoballe da ammassare».
AFFITTO DA 15 MILIONI L'ANNO. Un dato segna la dimensione del mega business: per un solo anno di affitto delle aree da ecoballe la Regione Campania ha stanziato 15 milioni di euro.
Meravigliarsi? E di che cosa? In zona, tra Giugliano e Villaricca, operano almeno una quarantina le discariche illegali gestite da chissà chi. O dai loro prestanome.

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