Renzi, via università da perimetro P.A.
FINANZE 20 Ottobre Ott 2015 0916 20 ottobre 2015

Legge di stabilità verso l'ok dell'Ue

Fonti europee, Bruxelles avalla la manovra. Renzi: «L'Italia è più solida, sta meglio».

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Un sottile vento di ottimismo soffia da Bruxelles. La legge di stabilità non dovrebbe essere rispedita al mittente dall'Unione europea, e il governo Renzi, continuamente sottoposto agli attacchi di opposizione e minoranza dem, è pronto a incassare una fiducia che sarebbe decisamente pesante.
«CLIMA BUONO». Fonti Ue hanno rivelato come ci sia «un clima buono» nella Commissione intorno alla manovra italiana. Un assist per il premier, che dopo un incontro di due ore al Quirinale col presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha risposto agli oppositori interni del proprio partito («c'è ormai una parte del Pd che, come dice Totò, si oppone a prescindere») senza entrare direttamente sui temi contestati: «L'Italia è più solida, sta meglio», ha rimarcato. E «se si buttano giù le tasse, il Paese torna ad essere leader in Europa», ha aggiunto sottolineando l'importanza del taglio di Imu e Tasi.
PADOAN: «BASTA PARLARE SOLO DI TASSE». Quello del taglio delle tasse è un capitolo che il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan vorrebbe chiudere il prima possibile: «Parlare solo di tasse sulla casa è francamente... puntini, puntini... mettete voi la parola», si è sfogato con i cronisti. Sulla questione il dicastero di via XX settembre ha registrato un punto a suo favore anche dall'Ue: secondo le indiscrezioni, la valutazione sull'eliminazione della Tasi «dipende se essa fa aumentare il rapporto deficit-Pil in modo sostanzioso» e, è stato spiegato, l'Italia «dovrebbe starci dentro».
NO A NUOVA FLESSIBILITÀ PER RIFUGIATI. Le fonti hanno precisato che «molto dipende dalle scelte del governo sulle spese per i rifugiati». Secondo una primissima valutazione, l'esecutivo non sarebbe disposto a riconoscere una «nuova flessibilità» dello 0,2%. Tuttavia le maggiori «spese aggiuntive», soprattutto per l'eventuale costruzione di centri di accoglienza, potrebbero rientrare nella flessibilità già accordata all'Italia anche se dovrebbero essere «provate».

Padoan: «Abbattiamo le imposte per tutti»

Per Padoan, al di là del 'dossier casa', la manovra ha un respiro ben più ampio: «Vede l'abbattimento delle imposte, di tutte le imposte e questo riguarda le famiglie, le imprese e il mercato del lavoro, con la decontribuzione per i nuovi assunti, e gli stimoli alla contrattazione di secondo di livello».
DAMIANO: «PUNTI DA CORREGGERE». Parole che non sembrano convincere la minoranza Pd. Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, promette battaglia e indica i punti da «correggere»: su tutti «un tetto alla cancellazione della tassa sulla prima casa»; «riportare l'uso del contante a 1.000 euro»; «flessibilità nella previdenza»; «prolungare a un triennio la durata degli incentivi del contratto a tutele crescenti del 2016 e mantenere, per il Mezzogiorno, la precedente normativa più favorevole».
FORZA ITALIA: «MANOVRA IN DEFICIT». Cambiamenti non da poco. Forza Italia boccia drasticamente la manovra. «Tutta la manovra di Matteo Renzi, da 27 miliardi (modello 'base') o 30 miliardi ('accessoriata'), è in deficit», ha sostenuto il capogruppo alla Camera Renato Brunetta lamentando anche il fatto che «ancora non è stato trasmesso un testo al parlamento» anche se già si prospettano emendamenti. «Renzi e Padoan sostengono di rispettare le regole europee», ha sottolineato, «ma aumentando il deficit pubblico, il governo contravviene a quanto previsto da Fiscal compact e Six Pack, e rinvia agli anni venturi il risanamento dei conti pubblici italiani».

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