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CINA 22 Ottobre Ott 2015 1719 22 ottobre 2015

Le nuove regole del Partito Cinese: basta golf e amanti

Nuovo codice comportamentale per il Pcc. I funzionari dovranno rinunciare agli atti ritenuti 'immorali'. Vietati adulterio e golf. Imposte nuove norme a tavola.

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Il ChuiWan, l'antico golf cinese.

Gli alti papaveri del Partito comunista cinese dovranno rinunciare a quelli che nel Paese sono privilegi rarissimi e accessibili solo a pochi.
Il sesso fuori del matrimonio, i lauti banchetti con decine di portate, le lunghe partite di golf nei club esclusivi dei nuovi ricchi sono diventati 'peccati capitali'.
Queste attività sono, infatti, indicate come inappropriate in una nuova serie di regole dettate dal Comitato centrale del Partito.
Purtroppo, sono anche molto care a un gran numero di funzionari, soprattutto nella sterminata periferia cinese, dove mantenere una giovane amante e offrire agli ospiti stranieri banchetti sontuosi per poi invitarli a una partita di golf (sorti come funghi in tutto il Paese) è considerato simbolo di successo e di potere.
NUOVO DECALOGO COMPORTAMENTALE. Il nuovo decalogo di comportamento per gli 88 milioni di iscritti al Partito è stato varato in una riunione tenutasi il 12 ottobre e le cui decisioni sono state rese note il 22 dai media cinesi.
L'agenzia Nuova Cina sottolinea che il divieto di «abitudini stravaganti nel bere e nel mangiare» e quello di giocare a golf non erano contenuti nella precedente versione del decalogo.
Nuova anche la norma che condanna l'adulterio e impone ai militanti del Partito di «gestire delle famiglie armoniose».
Non solo: i membri del Partito devono evitare di impegnarsi in «relazioni sessuali improprie». L'accusa di adulterio o di praticare il libertinaggio sono frequenti nei processi per corruzione che sempre più frequentemente vengono celebrati in tutto il Paese.
IL PARTITO CONTROLLA I FUNZIONARI. In Cina non esiste un organismo statale addetto a combattere la corruzione, attività riservata alla Commissione Centrale per le Ispezioni di Disciplina(Ccid), un organo del Pcc.
La temuta Ccid è presieduta da Wang Qishan, un alleato del presidente Xi Jinping, che tre anni fa ha intrapreso una lotta senza quartiere alla corruzione che, ha sostenuto, costituisce una grave minaccia per la sopravvivenza del Pcc.
«I membri del Partito devono separare gli interessi privati da quelli pubblici, mettendo quelli pubblici al primo posto», afferma tra l'altro il nuovo decalogo.
«EVITARE STRAVAGANZE». Inoltre, aggiunge Nuova Cina, essi devono «praticare la semplicità ed evitare le stravaganze». Venendo a temi più politici, il nuovo decalogo impone ai militanti di non formare 'cricche' con l'obiettivo di spaccare il partito o di cercare di ottenere delle posizioni di potere e di ricchezza per i propri familiari.
Secondo Ma Huaide, vicepresidente dell'Università cinese di scienze politiche e legge, «il problema più grande delle attuali regole di disciplina», che risalgono al 2013, è che «non indicano un confine preciso tra la disciplina di partito e le leggi».
Dalle nuove regole, ha aggiunto Ma, sono stati cancellati alcuni articoli nei quali si parlava di corruzione, di mazzette e di omissione nell'applicazione delle leggi, proprio perché questi reati sono puniti dalla giustizia, e non dal partito.

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