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PROFILO 22 Ottobre Ott 2015 1650 22 ottobre 2015

Tangenti all'Anas: chi è Luigi Meduri, l'ex sottosegretario arrestato

Le manette per gli appalti Anas. Ma anche i presunti contatti col boss Lampada. E le ombre sull'omicidio Fortugno. Ritratto dell'ex Dc. Sospeso dai democratici.

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Luigi Meduri.

Un «oscuro faccendiere» e «l'interfaccia politica» di Antonella Accroianò, la «Dama Nera» delle tangenti dell'Anas.
Così lo hanno definito gli inquirenti che hanno scoperchiato il sistema di corruzione della controllata statale e condotto l'indagine che ha portato all'arresto di dirigenti e funzionari della direzione generale di Roma, imprenditori e titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche.
E nonostante una carriera politica di primo piano e lunga 40 anni, la storia personale di Luigi Meduri, anche lui finito in manette con le accuse di associazione a delinquere e voto di scambio, non è esente da macchie e ombre giudiziarie.
L'UOMO DI GAVA E ANDREOTTI. Ex militante della Democrazia cristiana, Meduri iniziò la sua parabola nel 1975 quando venne eletto consigliere comunale Reggio Calabria dove rappresentava la corrente che faceva capo prima ad Andreotti e poi a Gava e Scotti.
Dopo 15 anni a Palazzo San Giorgio (Genova), dove è stato anche assessore alla Pubblica istruzione e alla Cultura sempre con la Dc, nel 1990 Meduri si guadagnò la poltrona di consigliere regionale.
E poi venne nominato assessore al Lavoro, alla Formazione professionale e alla Pubblica istruzione.
ATTRAVERSO LA TANGENTOPOLI REGGINA. Nel 1992 la prima grana con la giustizia.
Fu arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla «tangentopoli reggina», scaturita dalle dichiarazioni del sindaco Titti Licandro. Al termine del processo, però, venne assolto.
In seguito all’inchiesta Mani Pulite e allo scioglimento della Democrazia cristiana, Meduri aderì al Partito popolare italiano.
PRESIDENTE DELLA CALABRIA NEL 1999. Nel 1999 arrivò persino alla presidenza della Regione Calabria grazie a un ribaltone che costrinse alle dimissioni l'allora governatore di centrodestra Giuseppe Nisticò e favorì la formazione di un governo regionale appoggiato dall'Ulivo.
SOTTOSEGRETARIO NEL PRODI II. In occasione delle consultazioni regionali del 2000 risultò nuovamente eletto consigliere.
Lasciò la carica nel 2001, quando entrò alla Camera dei deputati nelle liste dell'Ulivo attraverso il collegio uninominale di Locri (Rc).
Ritentò la scalata al parlamento nel 2006, questa volta al Senato, con la Margherita: non fu eletto, riuscendo ciononostante a ottenere il ruolo di sottosegretario alle Infrastrutture, nel secondo governo guidato da Romano Prodi.

Membro dell'assemblea nazionale del Pd: ora sospeso

Matteo Renzi alla Direzione del Partito democratico.

Erano gli anni in cui si iniziava a pensare a un Partito democratico e alla sua nascita Meduri aderì subito alla nuova formazione politica diventando componente dell'assemblea nazionale.
La stessa assemblea che ora, in seguito all'inchiesta Anas, lo ha sospeso: «La commissione nazionale di garanzia del Partito democratico», si legge in una nota, «a seguito dei provvedimenti disposti dalla magistratura nei confronti di Luigi Meduri e applicando le norme previste dal proprio Regolamento, ha deciso di sospenderlo dall’albo degli iscritti e degli elettori e dagli organismi di cui fa parte con provvedimento immediatamente esecutivo».
I PRESUNTI RAPPORTI COL BOSS. Negli ultimi anni il nome dell'ex sottosegretario è spuntato in altre inchieste.
Come quella denominata 'Saggezza' in cui la Guardia di finanza lo ha intercettato al telefono con Bruno Bova (esponente politico di primo piano della jonica reggina, consigliere comunale ed ex sindaco di Ardore condannato in primo grado a 10 anni di carcere) che aveva chiesto l’aiuto del sottosegretario per la nomina di presidente della Comunità Montana.
Qualche anno fa Meduri ha partecipato a un incontro, davanti all’hotel Excelsior di Reggio Calabria, con il boss Giulio Lampada, con Mario Giglio e l’avvocato Minasi, tutti indagati dalle procure di Milano e Reggio Calabria nell’inchiesta su come la cosca Condello riciclava i soldi in Lombardia.
OMICIDIO FORTUGNO, SPUNTÒ IL SUO NOME. Nel 2005, inoltre, Gigi Meduri finì nelle carte dell'indagine sull’omicidio dell'ex vice presidente del Consiglio regionale della Calabria Franco Fortugno, ammazzato nell’ottobre di 10 anni fa a Locri, davanti a Palazzo Nieddu del Rio a pochi metri dal seggio elettorale per le primarie dell'Ulivo.
In particolare, l’ex sottosegretario era stato intercettato con l'ex consigliere regionale Mimmo Crea, candidato nella lista della Margherita dopo un passato nel centrodestra che entrò in Consiglio, come primo dei non eletti, solo dopo l'omicidio di Fortugno.
Crea qualche anno più tardi è stato arrestato e condannato nell’inchiesta 'Onorata Sanità' al centro della quale c’era la vicenda dell’accreditamento della sua clinica privata “Villa Anya” e i rapporti con soggetti legati alla ‘ndrangheta.

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