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TRASLOCHI 23 Ottobre Ott 2015 1724 23 ottobre 2015

Galan e i sanitari portati via dalla casa sequestrata

L'ex presidente della Regione Veneto avrebbe portato via anche termosifoni e lavandini dalla casa ceduta al Demanio come saldo del patteggiamento per la vicenda Mose. La Procura di Venezia ordina la restituzione.

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Giancarlo Galan davanti a Villa Rodella.

Giancarlo Galan, coinvolto nella vicenda Mose, ha scritto alla Procura della Repubblica di Venezia dicendo che è pronto a restituire quanto ha prelevato da Villa Rodella, la sua ex casa sequestrata per saldare il conto da 2,6mln di euro frutto del patteggiamento.
Galan, che ha traslocato in questi giorni in un'altra abitazione sempre sui colli euganei nel padovano, nel lasciare Villa Rodella - come scrivono i quotidiani locali - avrebbe portato via anche alcune suppellettili che non avrebbe potuto toccare.
Termosifoni, lavandini, sanitari: prima di levare le tende l'ex presidente della Regione Veneto si è premurato di levare anche il resto.
L'AVVOCATO: 'MISUNDERSTANDING'. Tutti oggetti che avrebbero dovuto rimanere sul posto per non deprezzare lo stabile.
L'avv. Antonio Franchini, uno dei legali di Galan, ha detto all'Ansa che l'ex governatore nella lettera alla Procura si è detto disponibile fin da subito a fare un sopralluogo con gli uomini dell'Agenzia del Demanio per capire cosa va restituito e per provvedere immediatamente al ripristino di Villa Rodella.
Per Franchini un 'misunderstanding' incolpevole, dettato dal fatto che Galan non avrebbe avuto cognizione di causa su ciò che poteva prendere e non.
Il 4 novembre la posizione di Galan sarà sentita dal Giudice di sorveglianza al quale verrà richiesta l'assegnazione ai servizi sociali o all'assistenza di migranti per il fine pena della condanna a 2 anni e 10 mesi che ora sta trascorrendo ai domiciliari.

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