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GELO 23 Ottobre Ott 2015 1901 23 ottobre 2015

Usa-Israele, spionaggio incrociato sul nucleare iraniano

Obama e Netanyahu si monitoravano a vicenda. Divisi dall'accordo atomico con Teheran. Le rivelazioni del Wall Street Journal.

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Barack Obama e Benjamin Netanyahu.

L'accordo sul nucleare iraniano firmato a Vienna il 14 luglio 2015 non ha cambiato solo le relazioni tra Stati Uniti e Iran, ma anche quelle tra l'America e il suo tradizionale alleato/protetto Israele.
Dopo aver lavorato insieme per quasi un decennio per tenere l'Iran lontano dalla bomba atomica, i vecchi amici hanno talmente acuito le diffidenze reciproche che negli ultimi anni hanno iniziato a spiarsi a vicenda.
GELO OBAMA-NETANYAHU. È quanto riferisce il Wall Street Journal, il quale sostiene che i due Paesi si sono rivolti alle proprie agenzie di spionaggio per scoprire «le cose non dette», dopo che è diventato evidente che sull'accordo sul nucleare iraniano i due governi avevano visioni diametralmente opposte.
Il gelo tra Barack Obama e Benjamin Netanyahu, con il secondo invitato al Congresso dai repubblicani per cercare di boicottare le trattative, è la certificazione più palese del cambiamento nelle relazioni.
«INGANNO RECIPROCO». Secondo il Wsj i due hanno usato l'inganno «non solo contro l'Iran, ma anche l'uno contro l'altro».
Nel 2012 gli Usa hanno monitorato da vicino le basi militari di Israele e intercettato comunicazioni segrete nel timore di un attacco al sito nucleare iraniano di Fordo.
VISIONI OPPOSTE SULL'IRAN. L'accordo con il regime degli Ayatollah è sempre stato uno dei principali obiettivi di Obama, e la paura che Gerusalemme potesse boicottarlo ha spinto il presidente a usare mezzi solitamente non impiegati tra alleati.
Netanyahu non è stato a guardare. L'Iran è sempre stato il nemico per definizione, forse secondo solo ad Hamas.
Dall'altra parte, si contano svariate dichiarazioni dei vari leader di Teheran (Ahmadinejad in testa) in termini di distruzione e annientamento del popolo ebraico.
«QUALCOSA DA NASCONDERE». Scrive il Wsj che «entrambi i Paesi, coltivando nel tempo una sfiducia reciproca, hanno qualcosa da nascondere».
Gli ufficiali americani hanno tentato di contenere l'opposizione d'Israele per più tempo possibile mentre i negoziati con l'Iran proseguivano.
Nel frattempo Gerusalemme tentava di boicottarli.
RELAZIONI DETERIORATE DAL 2009. Più un accordo sul nucleare con Teheran si avvicinava, meno le amministrazioni di Obama e Netanyahu comunicavano tra loro.
Ed è qui che subentrano le relative agenzie di spionaggio (Cia e Mossad) incaricate di scoprire il “non detto” e le intenzioni dell'alleato.
«Le frizioni personali tra il presidente Obama e il primo ministro Benjamin Netanyahu emersero fin dal primo incontro nello Studio ovale risalente al 2009», riporta il Wall Street Journal.
«Da allora le divergenze si sono accumulate negli anni, portando alla crisi tra i due Paesi».
Ora che l'accordo tra Washington e Teheran è andato in porto, le due amministrazioni sostengono ufficialmente che conviene a entrambe collaborare per farne rispettare tutti i termini.
«SITUAZIONE SEMPRE PIÙ COMPLESSA». Non è chiaro, tuttavia, quale sarebbe la risposta della Casa Bianca a una azione segreta israeliana contro il programma nucleare iraniano.
«Se ci accorgiamo di sforzi da parte del Mossad contro l'Iran, abbiamo il dovere di avvertire Teheran?», ha dichiarato al Wsj Michael Hayden, ex-direttore della Cia, «data l'intimità dei rapporti con Israele, la situazione diventerà sempre più complicata».

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