Ministro Della Giustizia 150119101010
GIUSTIZIA 24 Ottobre Ott 2015 1536 24 ottobre 2015

Governo e magistrati, chi giudica chi?

Alfano all'attacco: «Serve autocritica». Le toghe: «Su corruzione critiche fondate». 

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Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Botta e risposta continuo tra governo e Associazione nazionale magistrati. Non è piaciuto all'Anm il commento del ministro della Giustizia Andrea Orlando. «Penso che quei toni e qualche accento acuto siano un tentativo di tenere insieme la Magistratura in un momento in cui ci sono scontri significativi al suo interno», ha detto il guardasigilli a margine di un convegno a Expo, riferendosi alle critiche arrivate dal congresso dei magistrati sul diverso peso dato dall'esecutivo ai nodi intercettazioni e lotta alla mafia.
«LE TOGHE NON FACCIANO L'ERRORE DELLA POLITICA». «L'Anm», ha aggiunto il ministro, «non faccia gli stessi errori che in passato ha fatto la politica, cioè pensare che chiunque critica e chiunque chieda un cambiamento debba essere visto come un nemico».
Più aggressivo il ministro dell'Interno Angelino Alfano: «Credo che ci voglia coraggio e una certa faccia per attaccare questo governo. Invece dell'autocritica, per quanto successo a Palermo, arrivano gli attacchi. È un modo ottimo per sviare l'attenzione ma nessuno si illuda che non ce ne siamo accorti», ha affondato il titolare del Viminale. E la replica dal congresso dell'Anm in corso a Bari è arrivata rapida.

I magistrati: «Chiediamo risposte forti sulla corruzione»

Rodolfo Sabelli, presidente dell'Associazione nazionale magistrati.

«La magistratura è unita e lo è sempre stata nel richiedere strumenti idonei a dare risposte forti alla richiesta di legalità del Paese. Chiediamo che la politica sia con noi e non ci siano più messaggi di divisione», è stata la risposta delle toghe alle dichiarazioni del guardasigilli.
«In questi mesi abbiamo avuto più volte il confronto con il ministro: non c'è litigiosità, non c'è voglia assolutamente di fare polemica, chiediamo prima di tutto gli strumenti», ha spiegato il segretario generale dell'Anm Maurizio Carbone. «Non facciamo paragoni con il passato. Chiediamo riforme concrete e risposte forti e questo non sempre è accaduto sulla corruzione». «Ci ribelliamo», ha concluso, «al tentativo di delegittimazione della magistratura».
SABELLI AD ALFANO: NO A POLEMICA DISTRUTTIVA. Ad Alfano, invece, ha risposto il leader dell'Anm, Rodolfo Sabelli: «Bisogna distinguere tra il confronto critico tra magistratura e istituzioni e la polemica distruttiva, a cui ci sottraiamo». «Spiace che si pensi che la magistratura voglia sottrarsi con le polemiche alla riflessione su quanto accaduto a Palermo», ha precisato Sabelli, cioè alla vicenda che ha visto finire sotto indagine cinque magistrati, in gran parte delle misure di prevenzione del tribunale.
Mentre il presidente della sezione di Palermo dell'Anm, Matteo Frasca ha ribadito che «da subito abbiamo chiesto chiarezza perchè l'opacità può ledere l'immagine della magistratura:se qualcuno ha fatto scempio delle regole, lo accerteranno gli organi competenti».
A smorzare le polemiche è stato nel pomeriggio l'intervento proprio del ministro Orlando al congresso di Bari. «Lo scontro non c'è; c'è una dialettica con posizioni diverse, come è fisiologico che sia. Non credo ci si stata ieri un'aggressione al governo, né oggiun'aggressione alla magistratura», ha detto il Guardasigilli, «La dialettica può essere accesa, l'importante è che ci sia pieno rispetto».

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