Mugabe Presidente Zimbawe 151023163337
CONTRADDIZIONI 24 Ottobre Ott 2015 1500 24 ottobre 2015

Mugabe e gli impresentabili 'pacifisti'

Tiranno dello Zimbawe. Anti-gay. Ma Mugabe vince il 'Confucio'. Come Putin. Mentre il siriano Assad vorrebbe il Nobel vero. Quando il premio è assurdo.

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Il dittatore Robert Mugabe ha 91 anni, è presidente dello Zimbawe dal 1987 e premier dal 1980.
Una vita a lottare contro i diritti degli omosessuali, escluso dal Commonwealth e «persona non grata» nell'Unione europea e negli Usa.
È stato appena insignito in Cina del premio Confucio, il Nobel della Pace dei non allineati.
Sia chiaro, la nomenclatura non è ideatrice né sponsor del riconoscimento privato assegnato per «promuovere la pace da una prospettiva orientale».
ISTITUITO NEL 2010. Da anni smentisce qualsiasi connessione con esso, molto prudente a non mischiarsi con gli istitutori dell'Organizzazione cinese delle arti indigene.
Però il premio Confucio è nato nel 2010 proprio in reazione al Nobel della Pace al dissidente cinese Liu Xiaobo, malvisto dal governo di Pechino.
E anche se nel 2011 il ministero alla Cultura tentò anche di bandirlo, l'Organizzazione cinese delle arti indigene che lo ha istituito vi è registrata e alcuni suo finanziatori hanno legami con il dicastero.
PREMIATI I TIRANNI. Perché tanta ritrosia nel metterci la faccia?
Probabilmente perché la giuria non brilla per serietà e anzi, anno dopo anno, sta spiccando per accontentare chi beffardamente si candidano al Nobel, ma che mai lo otterrebbero.
Nel 2015 per esempio, tra i nominati in quota taoista c'era il segretario generale dell'Onu Ban ki-Moon, in gara anche con il discusso presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbayev.
Ma alla fine ha prevalso Mugabe, probabilmente il peggiore.

Assad e Putin vorrebbero il Nobel come Obama

Bashar al Assad e Vladimir Putin.

Ci manca solo Bashar al Assad a ricevere il premio Confucio.
Dopo essersi impegnato, con la Russia e con gli Usa, al disarmo chimico mai del tutto completato, nel 2013 il presidente siriano esclamò: «Avrebbero dovuto darmi il Nobel per la Pace», quell'anno andato all'Agenzia per la proibizione delle armi chimiche (Opac) che lo controllava.
CANDIDATO PURE VLADIMIR. D'altronde nel 2014 al Nobel sarebbe stato candidato il suo protettore del Cremlino, Vladimir Putin, da un oscuro gruppo, la mai identificata Accademia internazionale per l'Unità spirituale e la Cooperazione delle persone nel mondo, proprio per il valore della mediazione tra Stati Uniti e Siria, che portò all'accordo con Assad, sventando una nuova guerra americana in Medio Oriente.
«SE L'HA PRESO OBAMA...». Due anni dopo è stato il presidente russo a sganciare bombe in Siria e in Iraq.
E se Barack Obama, i cui droni in Yemen e in Afghanistan uccidono anche civili, ha ottenuto il Nobel per la Pace, argomentano i supporter di Putin, perché mai il premio non dovrebbe andare anche allo “zar” russo, stabilizzatore della Siria e crociato dell'anti-terrorismo?
Nel 2011, guarda un po', la seconda edizione del Confucio insignì proprio Putin.
I CONFUCI SNOBBATI. Ex agente segreto, il leader del Cremlino era tra i nominati con Angela Merkel, Bill Gates e Kofi Annan (vincitore un anno dopo) e la commissione scelse lui «perché capace di aver coronato il suo sogno da bambino di entrare nel Kgb» e per «essersi opposto all'intervento Nato in Libia», ma anche per la «sua durezza in Cecenia, che portò sicurezza e stabilità alla Russia».
Putin ha snobbato la statuetta di Confucio («ho sentito la notizia alla stampa, ma non conosco quel premio»).
Il líder maximo cubano, Fidel Castro, idealista socialista ma guerrigliero e non proprio un fiore di campo, ha mandato uno studente cubano in Cina a ritirare il suo Confucio del 2014.
E nel 2015 neanche Mugabe, padre-padrone dello Zimbawe, è andato a ricevere il Nobel-farlocco.
Troppo impegnato a denigrare i gay all'Assemblea generale delle Nazioni unite.

Confucio a Mugabe, Nobel a Kissinger

Henry Kissinger.

Amnesty international accusa Mugabe di «deliberate violazioni dei diritti umani».
Ma al contrario del sudanese Omar al Bashir, ricercato dal Tribunale dell'Aja per crimini di guerra e contro l'umanità, - recentemente riabilitato dall'Ue e pure degno del Nobel, per i suoi accoliti, «per aver posto fine al conflitto in Sud Sudan» -, il satrapo può parlare all'Onu e per gli organizzatori del Confucio è un «indefesso costruttore della stabilità politica ed economica del suo Paese», motore del «panafricanismo e del rinascimento africano».
NOBEL SPORCHI. Qualche componente della Commissione aveva delle perplessità.
Solo 36 membri su 76 avrebbero votato per Mugabe, «al potere da così tanto tempo da essere etichettato come tiranno».
Ma tant'è: per chi s'indigna sul Confucio, tra i Nobel più contestati c'è quello alla Pace, del 1973, a Henry Kissinger, insignito per la sua dottrina delle «guerre limitate» (ripresa anche da Obama) e il disimpegno dal Vietnam.
Lo storico consigliere per la Sicurezza e segretario di Stato americano fu però anche spregiudicato sostenitore del golpe cileno di Pinochet, della guerra sporca argentina e di altre operazioni contro-rivoluzionarie coperte, non solo in America Latina.
E BERLUSCONI? Meglio un Nobel a Kissinger o un Confucio a Mugabe o Putin?
Anche Silvio Berlusconi sarebbe tagliato per il riconoscimento fake: diversi comitati l'hanno candidato (invano) al Nobel per la Pace, ormai è «allineato con l'amico Putin», sull'Ucraina lo ha difeso dalla Nato.
Nel 2016 il Confucio potrebbe essere suo.

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