Gustavo Dinosauri 121218155821
BATTAGLIA 26 Ottobre Ott 2015 1501 26 ottobre 2015

Italicum, rivolta a suon di ricorsi

Iniziativa contro la legge elettorale nelle corti d'Appello. Tra gli aderenti Zagrebelski, Ferrajoli e i girotondini. Oltre alla minoranza Pd. 

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Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky.

L'offensiva all'Italicum è stata lanciata la mattina del 26 ottobre.
In una quindicina di corti d'Appello, sparse per l'Italia, sono stati presentati ricorsi contro la nuova legge elettorale. L'operazione è stata organizzata dal Coordinamento democrazia costituzionale, nato a febbraio del 2015, per lottare contro una revisione costituzionale «trattata come un decreto legge che il parlamento deve ratificare», «riscritta da un parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale» e imposta con «una marcia a tappe forzate».
«APRIRE IL DIBATTITO AI CITTADINI». Il coordinamento, si legge sul suo sito, vuole promuovere un dibattito sulla riforma della Costituzione che consenta la partecipazione di tutti i cittadini.
Ma intanto ha iniziato a portare avanti la battaglia nelle aule giudiziarie.
All'iniziativa, la cui presentazione ufficiale è prevista per il 29 ottobre a Montecitorio, aderiscono costituzionalisti, 'professoroni' lo chiamerebbe il premier Matteo Renzi, ex girotondini, diversi esponenti della minoranza del Pd. E una lunga serie di associazioni, politiche e non: da Libera ai comitati di Libertà e Giustizia, da Articolo 21 alla Fiom.
DAI PROFESSORI AL PROFESSORE. Tra i sostenitori c'è un'intera generazione di giuristi italiani: il costituzionalista Gustavo Zagrebelski, Luigi Ferrajoli, insigne giurista e allievo di Norberto Bobbio e il decano Gianni Ferrara.
Ma ci sono anche il costituzionalista Massimo Villone e l'avvocato socialista Felice Besostri, che già aveva impugnato il Porcellum: entrambi condividono l'esperienza di una legislatura come senatori dell'Ulivo.
La maggioranza degli aderenti viene dalla lunga storia degli ex Ds. Ex parlamentari, ex protagonisti della sinistra che fu.
Basta scorrere i nomi: l'ex ministro Cesare Salvi, Antonio Falomi, vice presidente del gruppo diessino in Senato che lasciò nel 2004 per aderire a Rifondazione comunista, o Vincenzo Maria Vita, che fu sottosegretario alle Comunicazioni nei governi Prodi, D'Alema e Amato.
Dai professori agli uomini del Professore, dunque, uniti contro l'Italicum renziano.
PARLAMENTARI CIVATIANI E BERSANIANI. C'è poi la professoressa di teoria politica alla Columbia University, Nadia Urbinati.
E anche la giornalista ed ex parlamentare Sandra Bonsanti, presidente di quei comitati Libertà e Giustizia che sono stati una costola fondativa dell'Ulivo.
Sempre dal mondo del giornalismo e della politica viene Raniero La Valle, direttore di Avvenire ai tempi del Concilio Vaticano II.
Tra i parlamentari che siedono attualmente a Montecitorio e Palazzo Madama spiccano il bersaniano Alfredo D'Attorre e l'ex ministro del governo Prodi ed ex vice presidente del Senato, Vannino Chiti, e i civatiani Lucrezia Ricchiuti, Corradino Mineo e Walter Tocci.
CONTRO CAPI LISTA E BALLOTTAGGIO. Il 17 ottobre lo stesso comitato ha presentato in Cassazione due quesiti referendari per abrogare parte della legge elettorale. Il primo chiede la cancellazione dei capi lista bloccati. E il secondo l'abbandono del pemio di maggioranza alla lista che ottiene il 40% dei voti e del ballottaggio.

L'immagine dei promotori pubblicata sul sito del Coordinamento democrazia costituzionale. Di seguito le associazioni che aderiscono:

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