Marino Roma 151026135552
FACCIAMOCI SENTIRE 26 Ottobre Ott 2015 1401 26 ottobre 2015

Marino, non è calcio: basta tifo, lasci Roma

I fan lo acclamano, ma la città è un disastro. La politica non può più essere questa.

  • ...

Ignazio Marino assieme ai suoi sostenitori.

La situazione venutasi a creare a Roma con le vicissitudini “scontrinal/politiche” del sindaco Ignazio Marino non sembra aver intrapreso la via di una rapida soluzione in linea con i martoriati interessi della città.
Il primo cittadino ha arringato la sua folla lasciando intendere «che non li deluderà» rispetto alla richiesta di ritirare le dimissioni e proseguire un improbabile percorso che possa portarlo sino alla fine del suo mandato.
Tutta la vicenda romana è indicativa del modo di fare politica nel nostro Paese.
E GLI INTERESSI SUPERIORI? Nessuno che si preoccupi o assuma come priorità i superiori interessi della città che deve confrontarsi, oltre che con i problemi tipici di ogni metropoli - nel caso specifico trascurati da troppo tempo per curare invece quelli privati di alcune enclave locali - anche con l’arrivo dell’Anno santo 2016.
Sembra di assistere da parte di tutte le forze politiche e da parte degli individui che le rappresentano a una sorta di “tanto peggio tanto meglio” con l’unico obiettivo di screditare gli avversari anziché perseguire con determinazione una soluzione di cui la città avrebbe estremo bisogno.
«Questa è la politica», diranno alcuni.
No! Questa non può essere la politica.
SERVE UN NUOVO MODO DI AGIRE. La politica, sia in maggioranza sia in opposizione, è fare gli interessi nel caso specifico della città di Roma.
La complessità della vita attuale a Roma e più in generale nel Paese, con l’aggiunta dell’organizzazione di un evento come il Giubileo (per non parlare della possibilità di organizzare anche l'Olimpiade) richiede un modo nuovo di fare politica.
Marino, pur avendone magari tutte le ragioni dal suo personale punto di vista, deve capire che la Città eterna vale di più della sua carriera politica.
E se anche lui stesse subendo una ingiustizia dovrebbe avere il coraggio di farsi da parte.
NON SI PUÒ FARE TIFO DA STADIO. Bisogna ricordarlo anche ai suoi sostenitori che lo hanno applaudito in Piazza del Campidoglio.
La politica non può essere intesa come tifo per un individuo o per una squadra come avviene nel calcio.
Se proprio non se ne può fare a meno, occorre tifare per i superiori interessi della città, con tutto il rispetto che merita Marino sul piano strettamente umano.
Come fanno i cittadini ad avere fiducia in questa politica? La stragrande maggioranza vuole che la città sia amministrata con competenza e che possa offrire servizi adeguati alla cittadinanza.
METRO E PULIZIA, UN DISASTRO. La metropolitana si ferma tre volte a settimana, la linea Roma Ostia è diventata una barzelletta se si potesse riuscire a ridere di una situazione tragica per gli utenti che la utilizzano.
Le strade sono nello stato che sappiamo e la pulizia pure.
In un contesto simile i partiti dovrebbero trovare una soluzione in 24 ore, come peraltro sono capaci di fare quando si tratta di decidere sul finanziamento pubblico dei partiti.
Ecco, i politici dovrebbero dare alla soluzione dei problemi di Roma lo stesso livello di priorità che hanno dato alla possibilità di finanziare le proprie attività con soldi pubblici.
Qualunquismo, populismo? Non è questo.
La politica deve cambiare il modo di percepire se stessa e di dare risposte nuove e più adeguate agli elettori.
OLIMPIADE? FACCIAMO UN REFERENDUM. Abbiamo visto che, quando vogliono, le soluzioni le sanno trovare.
Alcuni diranno: certo, ma se governassimo noi, per esempio, non ci candideremmo all'Olimpiade del 2024.
Bene, allora facciamo un referendum tra i cittadini romani e facciamo decidere direttamente a loro se vogliono o meno che la loro città sia sede di questo importante evento.
Io mi domando anche quali siano le motivazioni dei dipendenti della macchina pubblica romana ad alzarsi ogni mattina per andare al lavoro.
Quale azienda al mondo riuscirebbe a sopravvivere in un contesto del genere?
IL PESCE PUZZA DALLA TESTA... Degenerazione porta degenerazione e lo scandalo assenteismo nel Comune di Sanremo ne è una triste conferma.
Il pesce puzza dalla testa. Cambiando il paradigma si potrebbe dire che il buon esempio deve venire dall’alto.
Giovedì 22 ottobre 2015 ho lasciato il mio incarico di amministratore del gruppo Amplifon che ho guidato per 11 anni facendogli raggiungere (dicono gli altri) risultati record.
Ascoltando il mio ego e il mio interesse personale avrei continuato? Certo che sì!
Ho però ritenuto che nel rispetto dei superiori interessi dell’azienda fosse il momento di fare un passo indietro e di procedere a un rinnovamento che possa consentire all’azienda stessa di proseguire nei suoi successi in un’ottica di medio/lungo periodo.
NON SONO NÉ PANDA NÉ EROE. Una giornalista mi ha definito «un panda» per questa mia decisione.
Vi assicuro che non mi sento né un panda né un eroe, ma solo una persona responsabile che non ha rinunciato certamente a curare i propri interessi personali e che ha cercato di farlo assumendo come priorità il superiore interesse dell’azienda.
Lo so che citarsi non è mai elegante, ma la coerenza dei comportamenti si dimostra meglio con le esperienze vissute personalmente che con teorie che viceversa dovrebbero essere solo gli altri a dover applicare.
Tornando quindi a Roma c'è da augurarsi o che la politica cambi oppure, come ci insegna la storia, saranno altri che prima o poi cambieranno la politica.
Naturalmente non lo auspico, perché in questo secondo caso potrebbero essere dolori per tutti.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso