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FENOMENO 27 Ottobre Ott 2015 1200 27 ottobre 2015

Germania, cresce la destra xenofoba: polizia in allarme

Bombe incendiarie nei centri profughi. Sindaci accoltellati. Cellule neo naziste. Un rapporto sulla sicurezza agita Merkel: il terrorrismo anti-immigrati è in casa.

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da Berlino

Manifesti elettorali di Henriette Reker, la candidata sindaco di Colonia accoltellata.


L'allarme della polizia criminale non poteva essere più chiaro.
L'estrema destra in Germania è cresciuta, alimentata dall'emergenza profughi, ed è diventata più radicale e violenta.
Era un universo frastagliato, e in buona parte lo è rimasto, ma la xenofobia le ha offerto un terreno ideologico comune che, saldandosi con i timori identitari di una parte dei cittadini, le ha creato oggi anche un ambiente sociale favorevole. Non dappertutto, ma in molte aree del Paese.
Un sentimento politico che supera i confini, come dimostra la vittoria della destra nazionalista in Polonia.
SPUNTANO NUOVE SIGLE. Questo mondo composito è uscito allo scoperto, è sceso per strada, organizza cortei come nel caso delle manifestazioni di Pegida e delle tante altre sigle spuntate qua e là.
O si organizza con scopi criminali in gruppi più ristretti, che nottetempo attaccano con bombe incendiarie i centri di accoglienza.
CANDIDATA ACCOLTELLATA. Ha già colpito con un lupo solitario, un esaltato sobillato dalla propaganda che ha accoltellato Henriette Reker, la candidata sindaco di Colonia il giorno prima del voto, mandandola in coma prima che gli elettori (ma solo il 40% degli aventi diritto) la mandassero a guidare il municipio.
Colpisce, con cadenza quotidiana, le strutture dedicate all'arrivo dei profughi: quasi 500 attacchi nei primi 6 mesi del 2015, il doppio di quelli registrati in tutto il 2014.
AGITAZIONI IN CRESCENDO. L'estrema destra è un pericolo sempre più reale, dice la polizia in un rapporto che doveva rimanere riservato e che invece i giornalisti della Süddeutsche Zeitung hanno rivelato, vuole intensificare le agitazioni, colpendo ancora politici e quanti si prodigano nell'accoglienza, anche i gestori dei centri per migranti.
Sono possibili atti di violenza contro chiunque assomigli fisicamente a un profugo e non sono da escludere forme di protesta nuove, come blocchi alle vie di comunicazione, autostrade e linee ferroviarie, per ostacolare l'arrivo di altri disperati.

È terrorismo, ma guai a chiamarlo così

Heidenau, manifestanti anti-immigranti protestano contro Angela Merkel.

Nessuno ha ancora il coraggio di pronunciare il nome terrorismo.
Sul versante politico si tenta ancora la carta del confronto diplomatico, almeno con quella fascia di cosiddetti «cittadini preoccupati» che è il serbatoio del malcontento, ma che potrebbe ancora essere recuperata a un rapporto di fiducia con le istituzioni e, in fondo, con la democrazia.
CELLULA SMANTELLATA. Eppure la recente retata della polizia a Bamberga e nel Nord della Baviera, con 13 arresti e sequestro di materiale esplosivo, e con l'eliminazione di un gruppo che dalla politica (il partito neonazista 'La destra') si stava tramutando in cellula decisa a compiere attentati contro due centri di accoglienza della zona, dimostra che il limite è forse stato oltrepassato.
PURE MERKEL NEL MIRINO. Che il pericolo fosse concreto, lo aveva lasciato intendere la stessa Angela Merkel all'indomani della contestazione subita a Heidenau, a settembre, quando venne accolta con fischi e slogan offensivi da un gruppo di manifestanti di fronte a centro profughi che stava visitando.
Si corre il rischio di una radicalizzazione del fenomeno, aveva detto.
E forse chi la stava ascoltando aveva sottovalutato l'allarme. Ora ci siamo.
PEGGIO CHE NEGLI ANNI 90. In Germania sono diventati esperienza quotidiana atti violenti che neppure all'inizio degli Anni 90 si erano succeduti con tanta frequenza, quando un'altra ondata xenofoba attraversò il Paese dopo il crollo del blocco Est-europeo e l'esodo dai Balcani per la guerra civile nell'ex Jugoslavia.
Oltre agli incendi dei centri di accoglienza - in particolare di quelli ancora da riempire, che vengono così resi inutilizzabili - ci sono le minacce ai sindaci.
ELETTA MENTRE ERA IN COMA. Henriette Reker è stata accoltellata il giorno prima del voto, mentre nel pieno centro di Colonia visitava uno stand della Cdu, uno dei partiti che ne sosteneva la candidatura da indipendente.
Il giorno dopo è stata eletta, mentre era ancora in coma.
Si è salvata, ma ha firmato l'accettazione della carica dal letto del reparto di terapia intensiva.
Non si sa quando potrà riprendere la sua attività.

Sindaci al patibolo per colpa dell'accoglienza

La protesta dei neonazi contro il sindaco Markus Nierth.

Il sindaco di Lipsia, Burkhard Jung (Spd), ha denunciato lettere minatorie, giunte in forma cartacea al Comune e in forma digitale al suo indirizzo di posta elettronica.
Ignoti hanno disegnato su un container nella città vecchia un patibolo, aggiungendovi la scritta: «Jung, ti veniamo a prendere».
MINACCIA DI FORCA. Il primo cittadino di Lipsia è un uomo dinamico di 57 anni che guida la sua città da quasi 10 ed è uno dei sindaci più amati della Germania.
Non uno sconosciuto, insomma.
Minacciano di appenderlo alla forca per aver accompagnato a livello locale la politica di accoglienza voluta dal governo.
DIVISIONI POLITICHE. Il suo collega socialdemocratico di Magdeburgo, Lutz Trümper, ha invece lasciato il suo partito (ma si è tenuto il posto) per divergenze sul tema dei profughi: vuole che sia messo un limite all'accoglienza, ma da tempo riceveva minacce da estremisti di destra.
A marzo 2015 Markus Nierth, indipendente vicino alla Cdu, si era dimesso da sindaco di Tröglitz, cittadina della Sassonia-Anhalt, dopo aver ricevuto minacce per aver accettato l'arrivo di 60 profughi.
È stata la prima volta che nella Repubblica federale tedesca un sindaco eletto democraticamente abbia dovuto fare le valigie per salvare la pelle.
POLIZIA RINFORZATA. Ora il governo ha deciso di correre ai ripari e di rinforzare gli organi preposti alla sicurezza democratica del Paese.
Più uomini per la polizia criminale, più personale negli uffici dell'agenzia per la difesa della costituzione.
Non lo chiamano terrorismo, ma comincia ad assomigliargli.

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