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SCONTRO 27 Ottobre Ott 2015 1853 27 ottobre 2015

Lega-Forza Italia, scintille sulla manifestazione di Bologna

Salvini teme il flop in piazza l'8 novembre. Vuole Berlusconi presente. Anche per ribadire che a destra comandano i lumbard. Il Cav fiuta la trappola. Se diserta, è strappo. La replica del Carroccio.

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Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

Non solo pesano i 'no' di pezzi da novanta dello stato maggiore di Forza Italia, come Giovanni Toti, Mariastella Gelmini e Paolo Romani.
Ora Silvio Berlusconi deve anche vedersela con la rivolta che sta scoppiando tra gli azzurri in Emilia Romagna contro la sua partecipazione l’8 novembre a Bologna alla manifestazione leghista.
SALVINI VA IN PRESSING. Matteo Salvini vuole il Cav sul palco a tutti i costi.
L'ha presa come una sfida, per cercare evidentemente di dimostrare che il leader di Fi, reduce dagli incontri con i big europei al congresso del Partito popolare europeo (Ppe), in Italia di fatto si piega alla sua linea anti-Ue.
E secondo i maligni, l’obiettivo di Salvini sarebbe anche quello di far numero, dal momento che non è semplicissimo riempire Piazza Maggiore.
PULLMAN ORGANIZZATI. Neppure Umberto Bossi, quando era ancora ministro e padre-padrone della Lega Nord, anni fa ci riuscì.
Non a caso, narrano a Lettera43.it fonti di Forza Italia molto autorevoli sul territorio, «tutti i nostri coordinatori provinciali stanno ricevendo telefonate dai leghisti che li invitano a partecipare e a mandare i militanti azzurri sui loro pullman».
Con tanto di rassicurazione: «Li andiamo a prendere a casa noi, non si devono scomodare neppure a prendere la macchina».
FI: «COMPRIMARI? NO». Tutto questo ha fatto drizzare le antenne ai vertici forzisti dell’Emilia che stanno facendo un grande pressing su Berlusconi perché l’8 novembre non vada da Salvini. Si fiuta una trappola.
Il Cav sta ricevendo telefonate su telefonate da Bologna soprattutto.
In una di queste conversazioni gli è stato detto: «Lei presidente andrebbe mai a fare il comprimario? Perché deve andare a una manifestazione decisa da altri con parole d’ordine e programma non concordate con noi?».
PERICOLO CENTRI SOCIALI. E ancora: «Lei, presidente Berlusconi, ha idea della piazza di Bologna, dove è molto prevedibile che si scateneranno i centri sociali?».
Infine: «Parlerebbe mai davanti ai militanti di CasaPound se Salvini li invitasse?».
Berlusconi avrebbe risposto così ai dubbi e alla rivolta emiliana: «Mi viene sempre meno voglia di andarci...».
Se ne dovrebbe riparlare giovedì 29 ottobre in una riunione di Fi.

Emilia, terra di vecchie ruggini Lega-Forza Italia

Il manifesto elettorale della Lega Nord per Alan Fabbri presidente della Regione Emilia Romagna. Ma in foto c'è solo Matteo Salvini.

Ma al di là di come andrà a finire, è diventato un caso che sta scatenando sempre più le scintille tra gli azzurri e il Carroccio in una terra come l’Emilia, «dove la Lega fa da tempo l’arrogante e noi non possiamo più subire», si sfogano i dirigenti emiliani di Fi.
È evidente che pesano vecchie e più recenti ruggini.
CANDIDATI DEBOLI. Nel 2010, per esempio, la Lega impose come candidato sindaco di Bologna Manes Bernardini che però non arrivò neppure al ballottaggio.
Ma la ferita che brucia ancora di più è l’ultima scelta di candidare un altro leghista nel maggio 2014 alla presidenza della Regione: Alan Fabbri, salviniano di ferro, che fece pure lui flop, non arrivando neppure al 40%, fermo al 37.
MATTEO NEI MANIFESTI. Di più: in apertura della campagna elettorale Fabbri neppure apparve nei manifesti.
Al posto suo c’era solo la facciona del leader leghista.
E peggio: sotto compariva il simbolo della Lega e non quella di Forza Italia, nonostante appoggiasse lo stesso candidato.
DURA REAZIONE DI TOTI. Reagì duramente Toti, che rimarcò l’opposto comportamento leale da parte degli azzurri in Liguria, di cui fu eletto governatore.
Il manifesto con Salvini al posto del candidato bolognese fu ritirato.
Ma intanto una parte significativa della campagna elettorale era già stata fatta.
E l’incidente ancora incendia gli animi.
IL CARROCCIO STENTA IN CITTÀ. Se la Lega è davanti a Fi ovunque in Emilia, il Carroccio che ha sfondato soprattutto nei piccoli Comuni stenta però a penetrare tra i moderati dei grossi centri urbani, in città come Bologna.
Qui non a caso alle ultime elezioni regionali gli azzurri riuscirono a mantenere un onorevole 10%.
E questo in una terra storicamente 'rossa'.
Probabilmente scegliendo la piazza di Bologna Salvini ha voluto lanciare due sfide insieme: quella al Cav sulla leadership del centrodestra, cercando di dare dal palco l’immagine anche plastica di chi comanda ora davvero, e quella per sfondare tra i moderati.
«PRES, SONO DEGLI ARROGANTI». Partita ad altissimo rischio. Tanto più se Berlusconi decidesse alla fine di dare retta al suo partito che dal territorio gli dice: «Presidente, questi sono degli arroganti, e noi siamo stanchi di regalare l’Emilia alla Lega, che non riesce neppure a vincere». Insomma, un regalo inutile.

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