Corrado Lorefice, nuovo arcivescovo di Palermo (a sinistra)
CHIESA 27 Ottobre Ott 2015 1818 27 ottobre 2015

Lorefice e Zuppi: chi sono gli arcivescovi nominati dal papa

Giovani e vicini ai poveri. Andranno a Palermo e Bologna. Un altro segnale di rottura da parte di Francesco.

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Due figure tanto lontane dai riflettori quanto vicine agli ultimi. Una scelta nel segno della discontinuità quella di Papa Francesco che, chiuso il Sinodo sulla famiglia, ha ufficializzato oggi le nomine di monsignor Corrado Lorefice a nuovo arcivescovo di Palermo e di monsignor Matteo Zuppi a nuovo arcivescovo di Bologna, due tradizionali cattedre cardinalizie. Due arcivescovi con l'odore delle pecore, come li ha definiti affettuosamente il direttore di Civiltà Cattolica padre Antonio Spadaro ricordando la metafora di Bergoglio, accomunati dall'idea debba essere povera e a servizio dei più umili, in sintonia con la filosofia del Pontefice.Vanno a prendere il posto dei cardinali Paolo Romeo e Carlo Caffarra, da due anni dimissionari per raggiunti limiti di età.
DUE NOMI 'GIOVANI' E VICINI AGLI ULTIMI. La scelta dei due nuovi arcivescovi rappresenta una novità sotto diversi punti di vista: sono giovani rispetto al ruolo cui sono stati chiamati (Lorefice ha 53 anni, Zuppi 60) e sono preti di strada, che non ha paura di confondersi con i più poveri. Forte la distanza con i loro predecessori: il cardinale Caffarra, 77 anni, è un intellettuale, un teologo nominato da Giovanni Paolo II a Bologna nel dicembre 2003, appartenente al fronte dei conservatori più intransigenti nel Sinodo appena concluso; il cardinale Romeo, anche lui 77enne e conservatore, era stato scelto da Benedetto XVI nel dicembre 2006. Tre anni fa Romeo era stato sfiorato dallo scandalo Vatileaks. Insomma, con la mossa di oggi il Papa continua il suo lavoro per cambiare il volto della Chiesa italiana alla vigilia del Convegno ecclesiale di Firenze dove è in programma un suo intervento il 10 novembre.

Lorefice, una vita contro la mafia

Corrado Lorefice, nuovo arcivescovo di Palermo (a sinistra)

Nato a Ispica nel ragusano, figlio di un maestro elementare, Corrado Lorefice è stato finora parroco a Modica, in provincia di Ragusa, e vicario episcopale per la pastorale della diocesi di Noto.
È laureato in teologia con una tesi sulla Chiesa conciliare e sulla relazione sulla povertà che nel 1962 è stata presentata al Concilio Vaticano II.
Monsignor Lorefice è autore di un libro che testimonia la sua visione della Chiesa: Dossetti e Lercaro: la chiesa povera e dei poveri. Suo anche il volume La compagnia del Vangelo. Discorsi e idee di don Pino Puglisi a Palermo, dedicato al sacerdote ucciso dalla mafia. In più occasioni è stato in Africa e in Sudamerica dove ha avuto modo di conoscere l'allora cardinale Bergoglio. Attivo contro la mafia, il suo nome era conosciuto ma solo in ambito locale.
A sostenere la sua nomina sarebbero stati don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, e monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana.

Zuppi, il prete dei poveri

Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna

Matteo Zuppi, assistente ecclesiastico della Comunità di Sant'Egidio dal 2000 succedendo a monsignor Vincenzo Paglia, è stato vescovo ausiliare per il settore centro della diocesi di Roma.
Ex parroco di Santa Maria in Trastevere, di lui è nota l'attività a favore dei più poveri, degli immigrati, dei rom. Nel 1990 ha svolto, insieme a Andrea Riccardi, Jaime Goncalves e Mario Raffaelli il ruolo di mediatore nelle trattative che hanno portato il 4 ottobre 1992 alla firma degli accordi di pace di Roma che ha sancito la fine delle ostilità in Mozambico dopo 17 anni di guerra civile.
Per questo motivo Zuppi e Riccardi sono stati nominati cittadini onorari del Paese africano.
Tra le nuove responsabilità che lo aspettano c'è la gestione degli utili della Faac, la multinazionale dei cancelli automatici, ereditata dalla diocesi di Bologna dall'industriale Michelangelo Manini.

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