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SCONTRO 28 Ottobre Ott 2015 2128 28 ottobre 2015

Boschi difende Bindi dopo le accuse di De Luca

Il ministro prende le distanze dal governatore. Tutte le accuse alla dem.

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Maria Elena Boschi difende Rosy Bindi dopo l'attacco a gamba tesa di Vincenzo De Luca a Otto e mezzo.
«Stimo De Luca e lo considero un governatore molto capace. Ma le frasi su Rosy Bindi sono inaccettabili. Mi auguro che arrivino le sue scuse», ha detto il ministro per Riforme costituzionali.
«A BINDI CONTESTO LA SUA STESSA ESISTENZA». Il governatore della Campania, il 27 ottobre, non ci era andato giù leggero. Dopo aver ribadito di aver querelato la presidente della commissione Antimafia a causa della presentazione, il giorno prima delle Regionali, della lista degli impresentabili, ha sbottato: «La Bindi? Sì l'ho querelata per un atto che considero infame, a 24 ore dalle elezioni: ha violato più di una regola, l'unica impresentabile è lei. Alla Bindi contesto la sua stessa esistenza». E si è difeso: «Mi sono sempre mosso nel rigoroso rispetto della legge dello Stato. Parlano della legge Severino come fosse la Bibbia, ma non è così. La legge Severino è espressione dell’abuso di potere del governo che l’ha fatta».
'O Sceriffo dunque se l'è legata al dito.
«L'UNICA IMPRESENTABILE È LEI». A fine aprile, dopo aver letto il suo nome tra gli altri impresentabili, commentò: «Io il capo degli impresentabili? Pinzellacchere, direbbe Totò». E aggiunse: «Ho dato mandato al mio legale di querelare per diffamazione la professoressa Bindi. La sfido a un dibattito pubblico per poterla sbugiardare, e dimostrare che l'unica impresentabile è lei».
Non solo: «Alla Bindi manderò un ringraziamento per i 100 mila voti in più che mi fa guadagnare».
AL COMPLOTTO! Il neogovernatore avanzò pure l'ipotesi di complotto ai suoi danni: «Mi pare evidente», spiegò, «che questa campagna di aggressione, che sarebbe stata eccessiva anche per Totò Riina, ha un solo obiettivo: cercare di mettere in difficoltà il governo nazionale e Renzi. L'aggressione vera è al segretario del partito per metterlo in difficoltà in vista delle Regionali».
LA CAMORRA E IL DNA DI NAPOLI. De Luca poi usò toni simili anche a settembre, quando Bindi osò affermare che «La camorra è nel Dna di Napoli».
Apriti cielo: «Considero un’offesa sconcertante a Napoli e a tutti i nostri concittadini l’affermazione dell’onorevole Rosaria Bindi», commentò. Non placandosi neppure dopo il chiarimento della dem. «Si metta con d’accordo con se stessa, perché fa un uso improbabile della lingua italiana dicendo cose intollerabili», disse.

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