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POLEMICA 28 Ottobre Ott 2015 1830 28 ottobre 2015

Marcia su Roma 2015: festeggiamenti e polemiche

In oltre 50 mila festeggiano con cene e feste per la Marcia su Roma. Il Pd: «È un giorno triste».

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Il duce in Libia nel 1940.

Emanuele Fiano, parlamentare del Partito democratico e candidato a sindaco di Milano, sta provando in tutti i modi a fermare i nostalgici del Duce Benito Mussolini in Italia.
A inizio ottobre ha presentato una proposta di legge firmata da altri 63 parlamentari che prevede due anni di carcere per chi fa il saluto romano, oltre che per chi continua a fare propaganda sul fascismo. Ma mentre la proposta di legge langue tra i corridoi di Montecitorio, i nostalgici del fascio si sono organizzati come ogni anno per celebrare l'anniversario della Marcia su Roma, avvenuta 93 anni fa, 28 ottobre del 1922.
SECONDO I DATI DELL'ANAI SONO ALMENO 50 MILA. Sono passati quasi cento anni, ma la storia continua a ripetersi. E secondo l'Anai, Associazione Nazionale arditi d’Italia, sigla «combattentistica e patriottica» che coordina i festeggiamenti, anche quest'anno nel nostro Paese almeno 50mila italiani festeggeranno, con oltre 200 diverse cene da Nord a Sud, in tutte le provincie, l’anniversario fascista, fra canti, saluti romani e immancabili camice nere. A questo si aggiunga che almeno altrettanti connazionali, spiegano, «brinderanno privatamente, in casa, con parenti e amici, a Mussolini ed alla rivoluzione fascista».
Non solo. Conti alla mano, ogni anno, in Italia, almeno 250 mila persone visitano la casa e la tomba del Duce a Predappio, in provincia di Forlì a mezz'ora dalle spiagge dell’Adriatico: solo domenica scorsa (il 25 ottobre, ndr) erano in 10 mila.
MUSSOLINI TIRA SEMPRE. La mania per il Duce non si ferma. E anche le nuove generazioni venerano Benito. Del resto, ogni anno vengono complessivamente stampati e venduti 2 milioni di calendari con il testone ed il mascellone mussoliniano, come confermato da uno dei principali produttori di gadget fascisti.
A spiegarlo è Valeria Ferrini dell'azienda Ferlandia Predappio, vedova di Benizzi Ferrini, primo 'camerata' a dedicarsi professionalmente a questo genere di ricordi e memorabilia: dalle magliette con fasci e tricolori, al vino «bevo e me ne frego», spille e adesivi, mazzi di carte e persino tazzine del caffè.
PIU DI CHE GUEVARA E PADRE PIO. Insomma, nonostante la proposta di Fiano, per punire con maggiori sanzioni i saluti romani e l’apologia di fascismo, il Duce sembra tira molto di più persino di Che Guevara e Padre Pio.
I prodotti “fascisti” funzionano così tanto che persino le Coop rosse si sono messe a venderli, tra le proteste dei loro vecchi compagni comunisti. È accaduto alla Coop di Sant’Ilario, in provincia di Reggio Emilia, cuore rosso dell'Italia. Un cliente si è lamentato e il calendario del Duce è scomparso dai banconi.
BUSSOLATI DEL PD: «È UN GIORNO TRISTE». «Si rassegni Fiano, Benito Mussolini ha lasciato un buon ricordo nella stragrande maggioranza del popolo italiano, la retorica antifascista non interessa più a nessuno», dice il “barone nero” Roberto Jonghi Lavarini, che festeggerà a Milano, insieme ad altri 200 camerati.
Ma il Pd milanese non ci sta. Pietro Bussolati, segretario dem cittadino, tuona su Facebook: «L'Anniversario è triste, di quelli che non vorresti mai ricordare: il 28 ottobre è il giorno della Marcia su Roma. Sono passati 93 anni ma come ricorda chi ha vissuto gli anni neri dei fascismi non bisogna mai abbassare la guardia. A questo serve la memoria, tenerla viva, tramandarla, e questo è uno dei compiti di un partito di centrosinistra come il nostro. Mai abbassare la guardia, a maggior ragione quando l'eredità di quella stagione nera si ripresenta sotto nuove vesti e nuovi simbol».

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