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MAMBO 28 Ottobre Ott 2015 1122 28 ottobre 2015

Roma, quando la politica non ha 'preti di strada'

Il Pd prenda esempio dalle nomine del papa: più dirigenti umili e meno amici di amici.

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Ignazio Marino.

Il papa ha nominato vescovi due “preti di strada”. La politica dovrebbe cercare allo stesso modo i suoi rappresentanti.
Il caso di Roma rende assai più chiara questa necessità.
Un chirurgo che, in ancor giovane età, abbandona troppo frettolosamente la sua professione per imboccare tutte le strade del politicantismo, un giovane dirigente del Pd romano allevato nelle sacrestie della politica, una organizzazione infeudata e considerata da una persona per bene come Fabrizio Barca non limpidamente frequentata (ricordo che la giovane ministra Madia disse qualche anno fa parole di fuoco sul Pd romano).
Su tutto, una sovrana indifferenza verso i destini della città.
NESSUNO PARLA DI ROMA IN QUANTO CITTÀ. Tutti qui a discutere di ciò che conviene o non conviene fare a Marino, c’è chi lo reputa addirittura come il sindaco antimafia della capitale (ma quando mai?), chi vuole vedere morto il commissario che Renzi ha messo scioccamente sopra il partito della capitale e chi ne difende la carriera essendo la propria legata alla sua.
La domanda è retorica, lo so, ma va fatta: e la città? Nessuno ne parla.
Le cronache sono giustamente piene di Milano, del suo successo con l’Expo, del suo spirito innovativo, del suo saper creare nella crisi le vie d’uscita. La capitale sembra invece affidata ai meandri oscuri descritti della cinematografia più realista e severa senza che nessuno tiri fuori un’idea, una proposta, un appello.
MARINO L'HA STRUMENTALIZZATA. Eppure Marino deve andar via dal Campidoglio non per gli scontrini (vicenda comunque miserabile con questa segretaria compagna di merenda che assomiglia alla moglie, ma dai!), ma perché ha usato la città in modo strumentale infischiandosene dei suoi problemi e quindi dei suoi abitanti e senza aver tirato fuori una sola paginetta in cui fosse scritto che cosa pensava di farne.
Roma è la Caporetto del Pd perché il Pd non ha più “preti di strada” e sceglie i suoi dirigenti alla maniera delle nomenklature in declino, fra gli amici, gli amici degli amici, i cretini più ciarlieri, i più servizievoli, gli inutili, quelli che, senza la politica, non saprebbero fare nulla.
ORFINI? HA BISOGNO DI UN 'VESCOVO' POTENTE. Renzi poi non ama sporcarsi le mani. S’era fatto il film che fosse Orfini il deus ex machina della città. Ma Orfini non è un “prete di strada”, Orfini funziona se il suo vescovo è potente e lo comanda a bacchetta, sennò non esiste.
E Renzi, riscontrato questo errore di calcolo, invece di metterci la faccia, se ne lava le mani.
Vinceranno i 5 Stelle oppure, meglio, Marchini. Dopo risparmiateci l’analisi del voto.
Non siete preti di strada ma sulla strada meritate di andare. A pedate.

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