Cantone, sto valutando se lasciare Anm
GIUSTIZIA 29 Ottobre Ott 2015 1909 29 ottobre 2015

Cantone e quelle inchieste sulla Milano 'morale'

Capitale morale, dice il numero uno dell'Anac. Ma allo stesso tempo i suoi uomini lavorano sulle inchieste che coinvolgono Fnm e Trenord.

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Raffaele Cantone, numero uno dell'Anticorruzione, ha spiegato che Milano è tornata la Capitale morale d'Italia.
Eppure di anticorpi ne servono ancora nel capoluogo lombardo. Il magistrato napoletano che minaccia di uscire dall'Anm lo sa bene, in particolare nelle aziende pubblico oggetto di indagini della procura di Milano.
Da due settimane i suoi uomini stanno scandagliando, insieme con la Guardia di finanza, tutte le carte e gli audit negli uffici di Trenord e Ferrovie Nord Milano, aziende travolte da numerose inchieste in questi anni. La prima fu sull'ex amministratore delegato di Trenord Giuseppe Biesuz, l'ultima nel maggio di quest'anno per lo scandalo sulle spese fuori controllo dell'ex presidente di Fnm Norberto Achille.
Ma c'è gran lavoro per gli inquirenti soprattutto perché, oltre a Trenord, Fnm è oggetto di una nuova inchiesta della procura Milano sulla realizzazione degli impianti della nuova ferrovia Terminal 1-Terminal 2 di Malpensa, che dovevano terminare per Expo 2015 ma sono ancora in costruzione. Di mezzo ci sarebbe un appalto al gruppo Itinera del gruppo Gavio e «presunti fondi neri», come ha scritto il quotidiano La Repubblica. Da una parte le indagini, dall'altra il riassetto interno dopo il cambio ai vertici.
LA RIVOLUZIONE CHE NON PARTE. L'arrivo del nuovo presidente Andrea Gibelli in Fnm, leghista e molto vicino al governatore Roberto Maroni, però non ha ancora sortito una vera e propria rivoluzione nell'azienda che controlla il traffico su rotaia in regione Lombardia. Antico feudo ciellino - nelle partecipate del gruppo (la Sems) siede pure Gaetano Giussani, fratello del fondatore di Cl Don Luigi -, negli anni la holding del trasporto è stata terra di conquiste per la politica lombarda.
La magistratura continua a indagare dopo l'arresto di Achille. E presto potrebe saltare fuori il filone politico, i presunti favori fatti in azienda, ovvero lo spoil system di cui si sono trovate tracce pure nella richiesta d'arresto dell'ex vicegovernatore della Lombardia Mario Mantovani. Gli uomini dell'Anticorruzione, che hanno già visitato il gruppo ferroviario lombardo negli anni passati cercando di capire le opacità su assunzioni e assegnazione degli appalti, stanno cercando anche questo.
GLI UOMINI DI MANTOVANI A RISCHIO. Lo stesso Mantovani aveva lì alcuni suoi uomini di riferimento, tra cui Emanuele Bottini, assunto con un contratto di 12 mesi a tempo determinato presso il sevizio comunicazione e relazioni esterne, già oggetto di un audit interno. Anche Michele Passamani, ex capo relazioni esterne e comunicazione di Fnm ora solo ai rapporti istituzionali, era molto vicino a Mantovani. A tirarlo in ballo nei mesi scorsi è stato Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, che ha stilato una lunga lista di assunti «privi di qualifiche da giustificare il ruolo di riferimento» in Ferrovie Nord. Tra questi anche la segretaria di Passamani, Giorgia Sclosa, è stata assistente di presidenza di una concessionaria pubblicitaria de Il Giornale di Daniela Santanchè. Ma sono in tanti. E le indagini continuano.
LE AMMINISTRAZIONI DI FNM E TRENORD SOTTO OSSERVAZIONE. Del resto l'unico segnale di discontinuità nel Gruppo Fnm targato Gibelli è arrivato alla fine di settembre. Con un Ordine di servizio è stato silurato l'ex dirigente del settore amministrazione e bilanci di Fnm Massimo Stoppini, uno dei fedelissimi di un altro ex numero uno in azienda ovvero Luigi Legnani, ex amministratore delegato di Trenord, uomo della giunta targata Roberto Formigoni.
Ma a saltare potrebbero essere molti altri, in particolare quelli che sono stati coinvolti nell'inchiesta che gira intorno alla figura di Carlo Alberto Belloni, ex presidente del collegio sindacale di Fnm, indagato per favoreggiamento, perché non avrebbe vigilato sui presunti comportamenti illeciti di Achille.
IL RUOLO DI AIELLO E DI MARONI. Nell'occhio del ciclone potrebbe finire pure il direttore delle risorse umane Alfredo Mosini: il suo nome compare in diversi audit aziendali. E ancora altre sedie traballati sono quelle del responsabile del servizio legale, Antonella Tiraboschi, che durante l'assemblea dei soci aveva ammesso le consulenze legali per Domenico Aiello, avvocato di Maroni e consigliere nel consiglio di amministrazione di Expo 2015.
A rischio anche la posizione di Sara Iaquagni, dirigente del servizio gare e appalti di Fnm, citata tra le carte dell'inchiesta di Achille. Insomma, per diventare la capitale morale serve forse, ancora un po' di tempo. Cantone lo sa.

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