PERSONAGGIO 29 Ottobre Ott 2015 0700 29 ottobre 2015

Varoufakis, cachet e ricchezze dell'ex ministro greco

Fa l'anti-capitalista. Ma ama il lusso. E prende fino a 60 mila dollari a discorso. Ville, cene, famiglia benestante e una moglie artista. La dolce vita di Yanis. Foto.

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Yanis Varoufakis in moto con la moglie Danae Stratou.

Dalla testa della rivoluzione permanente contro il capitalismo alla guida della sinistra caviar.
Quella che ama gli agi e il lusso, ma ostenta vergogna quando viene scoperta.
Yanis Varoufakis non ci sta.
Ed è sobbalzato sulla sedia quando ha saputo che, secondo un giornale inglese, lui - politico prepensionato dall'ex amico Alexis Tsipras e da Angela Merkel - prende per una conferenza all'estero oltre 60 mila dollari (guarda la gallery).
COME BLAIR E CLINTON. Prezzi in linea con quanto chiedono i maggiori esponenti della categoria degli oratori globetrotter: i Clinton, Tony Blair, José Maria Aznar, per intenderci.
In realtà queste cifre girano da mesi. Ma soltanto nelle ultime ore l'ex ministro delle Finanze greco si è premurato di smentirle.
DA FAZIO GETTONE RIDOTTO. Infatti ha scritto sul suo blog che lui, rispetto alla media, prende al massimo la metà: per esempio da Fabio Fazio si è accontentato di 24 mila euro.
L'ultimo a parlare del famigerato tariffario dell'economista greco è stato l'autorevole Telegraph, che con Varoufakis ha in comune un forte scetticismo verso l'Europa a trazione tedesca.
UN TARIFFARIO SUPER. Il quotidiano britannico, in verità, ha soltanto rilanciato un servizio del settimanale ateniese Proto Theme.
Che a sua volta ha raccontato di essere venuto in possesso di una mail di un agente del London Speaker Bureau, dove c'era scritto che «Mr Varoufakis incassa 60 mila dollari per un singolo discorso fuori dall'Europa».
Scende però a 5 mila dollari per gli incontri nel Vecchio Continente e 1.500 se a invitarlo è un'università.
Sempre da Oltremanica qualcuno ha persino vociferato di uno strano giro di pagamenti attraverso una società in Oman.
LUI CHIEDE TRASPARENZA. Tutto falso, ha sbottato l'uomo che per oltre sei mesi ha incarnato la lotta al rigore e che nei suoi libri ha proposto una 'Bretton Woods per il XXI secolo che generi un meccanismo globale di riciclaggio dell'eccedente'. Una forma di comunismo 2.0.
Eccolo, forte di tutto questo, lanciare la campagna 'Trasparency everywhere', chiedendo a politici in carriera o no di fare outing sui propri consensi.

A Berlino per 500 euro, dibattito a Barcellona pagato 1.700

Yanis Varoufakis immortalato sull'isola greca di Aegina.

Lui, riguardo ai suoi, ha detto che in media si fa pagare un rimborso spese (gli organizzatori del Forum Ambrosetti sono stati tra i pochissimi a mandargli un biglietto di business).
Per il resto cifre normali, degne di una starlette o di un vincitore di reality per una serata in discoteca: mille euro, ma soltanto per «insistenza degli organizzatori», per un intervento alla Biennale di Mosca, 500 euro per una puntatina a Berlino, 1.700 per un dibattito a Barcellona invitato dal nuovo sindaco Ada Colau.
Soltanto per gli 'eventi commerciali' (Fazio e una presentazione a Singapore) si superano i 20 mila dollari di cachet.
«MI DENIGRA LA TROIKA». Secondo Varoufakis siamo di fronte a una campagna denigratoria della Troika.
Tanto da rivendicare che, da quando è stato fuori dai padroni del debito greco, «io ho speso il mio tempo e la mia energia per trasferire lo spirito della primavera ateniese al cuore dell'Europa».
Ma il rapporto tra l'ex ministro e il denaro gli ha creato non poco imbarazzi in patria. Più di quanto lui stesso ammetta.
IN STILE BERTINOTTI. E simili a quelli che hanno vissuto in Italia Massimo D'Alema per il veliero o per le cantine, Fausto Bertinotti per la passione per il cashmere e le feste dei nobili.
E adesso Matteo Renzi con le cene, che in totale sarebbero costate alla Provincia e al Comune di Firenze mezzo milione di euro.
YANIS È NATO RICCO. Intanto Varoufakis è nato ricco: la famiglia, negli Anni 80, gli ha permesso lunghi anni di studi in Inghilterra, dove è iniziata brillantemente la sua carriera accademica, pur di evitargli problemi con i militari e il servizio di leva.
Ha sempre insegnato in importanti atenei (University of Essex, University of East Anglia, Cambridge, Sydney, University of Glasgow e Université Catholique du Louvain).
LIBRI TRADOTTI OVUNQUE. Ha collaborato con il governo Papandreu come consulente. Scrive libri tradotti in tutto il mondo.
Nel 2012, mentre il suo Paese crollava, l'economista ha ammesso di essere volato alla Texas University di Austin per superare le sue ristrettezze economiche.
Oltreoceano lo pagavano 100 mila dollari all'anno.

Grandissimo appartamento con vista sul Pireo

Varoufakis fotografato sul terrazzo del suo attico.

Quando era al governo - a dispetto della campagna 'Trasparency everyone' - non ha mai fatto chiarezza sul suo stipendio.
Cosa che gli è stata rinfacciata quando ha tagliato del 40% il salario dei direttori del Greek Financial Stability Fund.
Vive con Danae Stratou, artista d'avanguardia e rampolla di una famosa dinastia ellenica del tessile, in un grandissimo appartamento con vista sul Pireo tra opere d'arte e mobili di desing.
GLAMOUR E MEGA CENE. Cosa per lui normalissima, come dimostra il fatto che non si è fatto remore quando una fotografa del 'glamourissimo' Paris Match lo ha ritratto sul terrazzo del suo attico con la compagna e in una cena a dir poco luculliana.
Quelle foto hanno indignato i greci, ancora più nervosi quando hanno saputo che il ministro - dopo la lite col premier Tsipras - si era rifugiato in un villone sull'isola di Aegina, pagato circa 5 mila euro a settimana.
FACCIA A FACCIA COI TEPPISTI. Ad aprile 2015 a Exarhia - quartiere radical chic dove si mischiano anarchici, studenti e ceto medio professoniale - un gruppo di casseur ha prima provato a tirarlo fuori con la forza da un ristorante.
Poi l'ha aspettato all'uscita. «Tu qua non puoi venire a mangiare».
La moglie Danae si è subito messo tra lui e gli aggressori. Varoufakis non si è scomposto di un centimetro.
Li ha affrontati (verbalmente) e li ha calmati: gli è bastato mettersi a parlare di politica per 15 minuti.

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