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STRATEGIE 30 Ottobre Ott 2015 1600 30 ottobre 2015

Comunali Milano 2016, Renzi studia il ticket Sala-Majorino

Manovra sotto la Madonnina per evitare le primarie all'ad di Expo 2015. A Fiano un posto al ministero degli Interni.

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Pierfrancesco Majorino e Giuseppe Sala.

A una manciata di ore dalle fine di Expo 2015 la partita per elezioni comunali di Milano entra nel vivo.
La candidatura di Giuseppe Sala pare ormai concretizzarsi. Non solo per le parole pronuciate dall'amministratore delegato di Expo a commento del suo ingresso in Cassa depositi e prestiti («Nessuna pietra tombale sulla mia candidatura»), ma perché nel Partito democratico si stanno iniziando a studiare la strategie per evitare le primarie di coalizione, previste per il 7 febbraio del 2016.
Obiettivo è costruire un abito su misura per Sala in vista delle elezioni.
Sta tornando in queste ore di moda l'idea di un ticket Sala-Majorino, con il secondo vicesindaco. Per gli altri partecipanti alle primarie, invece, ci sarebbe qualche posto di spessore nel governo e un posto sicuro in lista. È uno schema che era già venuto fuori in giugno su cui però il Pd milanese aveva preso del tempo, ma che adesso potrebbe finalmente concretizzarsi.
RENZI E BOSCHI HANNO IN MANO IL FILE MILANO. Regista delle operazioni sarebbe il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che da mesi segue la pratica meneghina insieme con il premier Matteo Renzi.
Fu proprio lei, durante una puntata di Porta a Porta, a spiegare che le primarie a Milano si sarebbero anche potute evitare. Il piano di quel che è rimasto del Giglio magico renziano per portare Sala a palazzo Marino sarebbe questo. E si è manifestato, a quanto pare, a Roma, nei giorni scorsi.
I problemi, al momento, sul tavolo del Pd sono tre e si chiamano Emanuele Fiano, Pierfrancesco Majorino e Roberto Caputo. Sono i tre cavalieri dell'apocalisse che potrebbero rubare voti a Sala durante la consultazione interna al centrosinistra.
LE PRIMARIE? MEGLIO DI NO. Sala di fare le primarie non avrebbe la minima voglia. Anche perché dei candidati ufficiali del Pd che si sono presentati in questo modo non c'è un bel ricordo. Basti pensare all'esperienza di Stefano Boeri, sconfitto da Giuliano Pisapia nel 2010.
Da ultimo c'è il caso di Ignazio Marino, sindaco di Roma sotto assedio da quasi un mese in Campidoglio: fu il candidato che vinse grazie a Goffredo Bettini.
Non solo. Le primarie con Sala potrebbero avere un impatto negativo su tutta la coalizione, in particolare quell'area da percentuali elettorali al lumicino di Sinistra e Libertà, Movimento Arancione e Rifondazione Comunista. C'è chi in Sel già ammette fuori dai microfoni che nel caso in cui Sala si dovesse candidare non si parlerebbe più di primarie di coalizione e «quindi ci potremmo fare da parte».
MAJORINO VICESINDACO. Per tenere in piedi il palazzo senza scossoni che possano rovinare la capitale morale (cit. Raffaele Cantone, ndr) in gloria per Expo, il team Boschi-Renzi avrebbe ipotizzato di elaborare un ticket, o meglio candidare Sala a sindaco con Majorino vicesindaco.
La proposta deve essere ancora strutturata. E non è detto che piaccia ai diretti interessati. Anche se l'amministratore delegato di Expo aveva già espresso in estate apprezzamento per l'ipotesi. Per Fiano ci sarebbe un posto al ministero dell'Interno, come sottosegretario. Per Caputo ci potrebbe essere invece la rassicurazione di un posto in lista. Sono solo ipotesi, perché di proposte ufficiali al momento non ce ne sono. Né si possono sapere gli effetti e le ricadute che avrà sulla città un'ipotesi di questo tipo.
CIVATI LA MINA VAGANTE CHE SPAVENTA TUTTI. Anche perché all'esterno continua a incombere la presenza di Giuseppe 'Pippo' Civati, che nel capoluogo lombardo conta e ha un ottimo rapporto con Majorino: una sua eventuale candidatura potrebbe ricreare uno schema simile a quello delle ultime elezioni Regionali in Liguria con la sconfitta di Stefania Paita, candidato ufficiale del Pd di Renzi.
D'altra parte c'è molto nervosismo in città. Soprattutto nell'area arancione, quella che nel 2011 fece da collante per la vittoria di Pisapia, ovvero l'unione virtuosa tra banchieri e movimenti.
È un area che vede come esponente di punta Piero Bassetti, sostenitore di punta del primo cittadino, membro appunto di quella borghesia illuminata che rischia di essere messa da parte proprio dal duo Sala-Renzi.
Chi invece tace, al momento, è il leader del centrodestra Silvio Berlusconi che continua a dare l'idea di non impegnarsi troppo su Milano, perché Sala lo conosce bene, sin dai tempi di Letizia Moratti.

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