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CONFLITTO 30 Ottobre Ott 2015 2027 30 ottobre 2015

Truppe Usa in Siria: i rischi di un contatto con i russi

A Vienna le potenze coinvolte nel conflitto discutono di pace. Ma l'arrivo delle Forze Speciali americane sul campo complica ulteriormente la situazione.

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Mentre a Vienna per la prima volta tutte le potenze coinvolte nel conflitto siriano discutono di pace, nel Paese la situazione è più complicata che mai.
A un mese dall'avvio della campagna aerea russa, sul terreno si apprestano ad arrivare i primi cinquanta soldati Usa, che, a quanto sostiene il Pentagono, non avranno però un ruolo da combattimento.
È probabile che questo significhi non premere direttamente il grilletto, ma le pallottole fischieranno molto vicine alle Special Forces.
La presenza di truppe americane sul campo, e il rischio di uno scontro diretto con le forze appoggiate da Mosca, non fa che rendere la questione più intricata che mai.
40 MORTI A DAMASCO. La guerra si fa intanto sempre più cruenta, con l'uccisione il 30 ottobre di più di 40 persone, tra cui donne e bambini, in una strage compiuta da raid lealisti alla periferia di Damasco controllata da insorti anti-regime.
Altri caccia di Mosca hanno invece attaccato per la prima volta in un mese postazioni di ribelli a pochi chilometri da Israele, a conferma dell'accordo tattico raggiunto di recente tra Stato ebraico e Russia.
AFFOLLAMENTO NEI CIELI. I cieli siriani sono affollati dalle aviazioni della coalizione arabo-occidentale guidata dagli Usa e dagli aerei russi in appoggio al regime di Bashar Assad.
Per evitare incidenti che in questo momento porterebbero conseguenze incalcolabili, Mosca e Washington hanno deciso di coordinarsi nella diverse missioni aeree, se non nella scelta degli obiettivi, almeno nella comunicazione degli attacchi.
EVITARE SCONTRI USA-RUSSIA. Ora che dai cieli la situazione si sposta sul terreno, il Cremlino e la Casa Bianca tentano di non incrociare le strade delle proprie truppe.
O meglio, Obama ha deciso di posizionare le nuove forze speciali il più lontano possibile dai jet russi e dalle milizie lealiste e iraniane che Mosca appoggia.
Nei giorni scorsi il Pentagono aveva anticipato l'intenzione di rafforzare il suo sostegno a una milizia curdo-araba nel Nord Est del Paese, in funzione anti-Stato islamico, prudentemente agli antipodi di Damasco.
COMMANDOS AMERICANI DALLA TURCHIA. L'annuncio è stato fatto da esponenti della Casa Bianca citati dalla Cnn, secondo cui i primi commandos americani penetreranno dalla Turchia nella regione di Tal Abyad per coordinarsi con le milizie curde locali a cui si sono unite anche unità di insorti arabi.
L'obiettivo è contrastare l'Isis e la sua capitale Raqqa, senza intervenire nel conflitto in corso tra insorti e forze governative, pesantemente sostenute dal 30 settembre da raid russi e dall'afflusso di militari iraniani.
Proprio questi ultimi, assieme ai miliziani sciiti libanesi Hezbollah, costituiscono l'avanguardia di terra che dovrebbe aprirsi la strada nel sud-ovest, controllato da ribelli locali e colpito due giorni fa per la prima volta da caccia di Mosca.

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