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SCHEDA 31 Ottobre Ott 2015 1800 31 ottobre 2015

Elezioni in Turchia, cinque cose da sapere

L'Akp cresce nei sondaggi. Ma potrebbe non bastare. Con Demirtas oltre il 10%, non governerà da solo. Sbarramento, programmi, tensioni: il voto ai raggi X.

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Due Legislative in meno di un anno e l'incognita del futuro.
In Turchia 54 milioni di elettori vanno al voto il primo novembre dopo il nulla di fatto delle Politiche del 7 giugno scorso, che per la prima volta hanno consegnato un Akp, il partito islamista del tre volte premier e poi presidente Recep Tayyip Erdogan, in testa ma senza più la maggioranza e, soprattutto, senza la capacità di creare una coalizione.
DUE PUNTI GUADAGNATI. Quattro mesi dopo non è cambiato molto: gli ultimi sondaggi disponibili fotografano l'Akp al tra il 41 e il 42,8%, poco più di due punti in più dell'ultimo 40,9%, non abbastanza per governare da solo.
Per la maggioranza occorrono 276 dei 550 seggi in parlamento, 330 per un referendum e 367 per le modifiche costituzionali bramate dal 'sultano' Erdogan. Un obiettivo lontano, tanto più l'imporre il presidenzialismo.
STALLO POLITICO. A giugno l'Akp aveva ottenuto 258 seggi. 137 la sinistra laica kemalista del Chp. 80, come l'estrema destra dei Lupi Grigi (Mhp), i filocurdi dell'Hdp, verà novità delle elezioni.
Adesso il quadro resta misto: il Chp sarebbe in risalita dal 25% al 27,3%, l'Mhp stabile al 16,2%, l'Hdp in flessione dal 13% all'11% ma ancora sopra lo sbarramento del 10% per la rappresentanza in parlamento.

Il leader dei filocurdi dell'Hdp che tiene in scacco Erdogan (Getty).

1. Lo sbarramento: per entrare in parlamento serve il 10%

Far quadrare le caselle del puzzle è un rebus.
Nell'ultima legislatura Erdogan ha litigato con tutti gli altri partiti. Dopo aver scaricato i curdi, nemici da combattere, si è riavvicinato ai nazionalisti del Mhp per recuperare i seggi persi con l'entrata in scena di Selahattin Demirtas, capace per la prima volta di raccogliere la sinistra radicale e gli esponenti curdi in un'unica forza politica, prendendo un sacco di voti.
SOGLIA ELEVATA. Non era facile, in Turchia la soglia di sbarramento è molto alta.
Al 10%, più della Germania al 5% e anche della prima versione dell'Italicum all'8%.

2. Il sistema elettorale: proporzionale ma con premio di maggioranza

In Turchia si vota in 85 collegi elettorali con un sistema proporzionale.
Ma se, per esempio, si prende il 9,5%, come accadeva al precedente partito curdo del Dyp, i 40 seggi conquistati sulla carta vengono redistribuiti ai partiti entrati in parlamento, proporzionalmente al numero di voti ottenuti.
ERDOGAN CONTRO I FILOCURDI. In poche parole, negli ultimi 10 anni il premio di maggioranza è andato all'Akp e per questo Erdogan, flirtando con la destra nazionalista dell'Mhp, nel 2015 ha tentato in tutti i modi di boicottare i filocurdi di Demirtas.

3. I partiti in corsa: Akp avanti, poi Chp, Hdp e Mhp

Nel 2002, per esempio, l'esordiente Akp era al 34,3% ma con i 42 seggi del Dyp e degli altri partiti esclusi ne guadagnò 102: un bel colpo.
Poi schizzò al 46,6% e al 49,8% alle Politiche del 2007 e del 2011.
ISLAMISTI AL GOVERNO DAL 2002. Gli islamisti di Erdogan governano dall'anno successivo alla loro fondazione, nel 2001. In precedenza il primo partito turco, il più vecchio dalla caduta dell'impero ottomano, era il Chp del fondatore della Repubblica turca (1923) Mustafa Kemal Atatürk.
Le altre due forze in campo sono l'Mhp, il braccio politico dei Lupi Grigi sui quali pesa l'ombra di diversi attentati terroristici, e l'Hdp dello «Tsipras turco» Demirtas, nato nel 2012.

4. Il contesto: un Paese scosso dalla frenata economica e dal terrorismo

L'Akp punta a rifondare una Turchia islamista che all'estero eserciti un'influenza neo-ottomana.
Erdogan ha cavalcato il boom economico interno e la Primavera araba, ma dalla crisi del 2008 anche l'economia turca ha smesso di crescere, il Pil si è contratto dal +10% al +3% frenando gli entusiasmi verso un presidente sempre più autoritario e bellicoso.
LE QUOTE ROSA DELL'HDP. Anche nell'escalation di proteste e attentati terroristici, gli islamisti restano tuttavia il partito più votato, quello delle adunate ai comizi: senza i curdi avrebbero vita facile.
Con l'Hdp, l'unico partito con il 50% di candidate donne, devono raggiungere almeno un difficile 44% per governare da soli.

5. I programmi elettorali: tra pensioni, salari e libertà di genere

Il manifesto del Chp chiede pensioni e salari più alti, minore disoccupazione ed è contro la riforma presidenzialista di Erdogan, per mantenere la Costituzione turca introdotta dai militari nel 1980, dopo il colpo di Stato.
L'ANTICAPITALISMO DI DEMIRTAS. La sinistra e i curdi dell'Hdp chiedono invece di inserire il riconoscimento dell'identità curda e di tutte le altre minoranze etniche e linguistiche nella Costituzione, ma in cambio non sono disposti ad appoggiare la deriva antidemocratica di Erdogan: da lì la collisione con l'Akp.
Il partito di Demirtas è anticapitalista, laico e per la libertà di genere. Contro questo diritto, l'estrema destra nazionalista dell'Mhp.

Twitter @BarbaraCiolli

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