ODISSEA 1 Novembre Nov 2015 0900 01 novembre 2015

Budelli è privata: l'isola sarda ora teme il cemento

Ricorsi, cavilli e proteste. L'isola della Sardegna appartiene al magnate Harte. Che promette progetti ambientalisti. Ma i politici locali: «Deturperà la spiaggia».

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Per ora bocce ferme: nell'isola di Budelli, Nord-Ovest della Sardegna, non si può fare nulla.
Almeno finora è stato così: niente costruzioni, niente attività. Resta la contemplazione.
Intanto, a suon di sentenze, il magnate neozelandese Michael Harte ha vinto l'ultima battaglia: quella che riporta l'isola dell'arcipelago della Maddalena nelle sue mani.
Nonostante il vincolo di tutela, nonostante la controffensiva dell'Ente parco che, supportato dai legali di Stato, aveva provato a controbattere davanti al Consiglio di Stato, ultima sede dello scontro tra pubblico e privato.
COLLEZIONISTA DI ISOLE. Il miliardario ha 60 giorni di tempo per versare i quasi tre milioni di euro e chiudere così la faccenda.
Harte, banchiere - Ceo di Barclays Bank - ha messo in mostra il suo profilo da mecenate ambientalista: vorrebbe infatti realizzare «un osservatorio internazionale sulla biodiversità marina, un laboratorio all’aria aperta».
In linea con la sua identità di collezionista di isole: ne possiede infatti altre tre in Nuova Zelanda.
RIBELLI CONSOLATI? Con la sua volontà, ribadita davanti al ministero dell'Ambiente, si consolano i ribelli, locali e non, che già nel 2013 hanno cercato in tutti i modi di far restare, o meglio far tornare, Budelli bene pubblico.
Tutto è iniziato con l'asta fallimentare (vinta da Harte): l'isolotto apparteneva alla Nuova Gallura srl e, per anni, ha atteso invano un compratore.

Una lunga trafila di carte e lo scaricabarile tra gli enti

Michael Harte, il magnate neozelandese proprietario di Budelli.

Quando è apparso sono partite le mobilitazioni, anche nazionali.
Si è pensato quindi al diritto di prelazione da parte dell'Ente parco e, con un emendamento all'allora legge di Stabilità, si son trovati i soldi necessari.
Non è bastato. A marzo 2015 il Tar aveva bocciato la posizione del neozelandese, ma ora il Consiglio di Stato ha ribaltato il verdetto.
MANCA IL PIANO DEL PARCO. Il diritto di prelazione infatti non vale senza il piano del parco, e questo non c'è.
Da qui il botta e risposta a distanza tra i vertici del parco e la Regione: i primi, supportati dall'avvocato di Stato, dicono che il piano è pronto, ma le lungaggini burocratiche lo hanno bloccato; la seconda sostiene che il piano è stato presentato, ma è da modificare.
E in ogni caso via libera allo scaricabarile: in una nota l'assessorato all'Ambiente ribadisce che «non esiste nessuna inadempienza degli uffici regionali in merito alla vicenda del Piano». Porte aperte, comunque, a qualsiasi tipo di collaborazione.
LA SPIAGGIA ROSA OFF LIMITS. A ogni modo la tutela dell'isoletta da 1,6 chilometri quadrati al momento è generale (non integrale) e, in particolare, le spiagge - compresa quella rosa, diventata famosa anche grazie al film di Michelangelo Antonioni Deserto Rosso - sono demaniali, ossia pubbliche.
Sulla speciale battigia non si può nemmeno camminare grazie a un'ordinanza: così si è ripresa la miniacina miniacea, organismo che vive attaccato alla posidonia quasi scomparso.
CINQUE EDIFICI DA RESTAURARE. A Budelli ci sono anche cinque edifici ed è possibile restaurarli: tre grandi quanto una stanza, un altro, da 70 metri quadri, si affaccia proprio sulla spiaggia rosa e, infine, uno sul punto più alto da 80 metri quadri.
Da qui l'allarme sulla speculazione e sul possibile cemento in arrivo.

La denuncia di Pili: «Raddoppiano le volumetrie»

Il deputato di Unidos ed ex presidente della Regione Sardegna, Mauro Pili.

Sul tema è entrato a gamba tesa il deputato di Unidos ed ex presidente della Regione, Mauro Pili.
Classificando la vicenda come «un misfatto ambientale».
Per poi rilanciare: «Ci sarà un raddoppio di tutte le volumetrie esistenti. Applicano di fatto un piano casa tutto loro sull’isola rosa».
Dietro pare esserci un business nascosto, è la denuncia: «Quello dei servizi a peso d’oro per chi se lo può permettere».
UN PONTILE DAL MARE. Poi, gli altri progetti di contorno: «Nuovi camminamenti dentro l’isola e soprattutto un pontile da realizzare ex novo davanti alla spiaggia rosa. Accesso sull’isola dal mare. Con yacht o altra imbarcazione».
Pili ha pubblicato su Facebook alcuni progetti di massima relativi a ciascun caseggiato o rudere.
Addirittura c'è il pontile che si estende verso il mare.
Da qui le conclusioni: «Altro che riserva integrale, Budelli sarà un'oasi esclusiva per pochi!».
A seguire l'altolà delle associazioni ambientaliste, prime tra tutte Grig, Gruppo d'intervento giuridico: «Il cemento non passerà».
Il presidente Stefano Deliperi ne è certo: «L'isola è tutelata, non possono costruire, c'è il piano paesaggistico e altri vincoli».
«POTENZIATE I SERVIZI». Il punto, spiega a Lettera43.it, è un altro: «Se davvero ci sono questi soldi, i tre milioni di euro da mettere sul piatto della trattativa andata male, che si usino proprio per il parco dell'arcipelago. Per rendere fruibili quei servizi da sempre impantanati».
Per il resto, dice ancora: «Budelli è un'isola che è stata sempre privata, il punto che emerge con forza è il futuro incerto di questa parte speciale di Sardegna».
Prospettive in via di definizione solo per via di un privato che arriva da lontano. Mentre continua la diplomazia sotterranea tra ministero dell'Ambiente, Regione e Parco.

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