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URNE 1 Novembre Nov 2015 2147 01 novembre 2015

Elezioni in Turchia, i filocurdi di Hdp sono il terzo partito

La formazione di Demirtas supera per la seconda volta la soglia di sbarramento. Adesso la sfida è il dialogo con Erdogan.

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Il leader dell'Hdp, Selahattin Demirtas.

Il partito filocurdo Hdp entra di nuovo nel Parlamento turco, ma fatica a festeggiare.
Nel giorno in cui il partito di Erdogan è tornato a prendere il controllo della Turchia, vincendo le elezioni politiche anticipate, la formazione guidata dal giovane e carismatico Selahattin Demirtas è riuscita ancora a superare la soglia di sbarramento record del 10%, ma ha perso un milione di voti rispetto a giugno 2015, quando per la prima volta nella storia della Turchia un partito filocurdo ha conquistato dei seggi nell'assemblea di Ankara.
Allora, però, il suo successo era stato decisivo per sbarrare la strada a Erdogan, togliendogli la maggioranza assoluta. Questa volta non è andata così.
«CAMPAGNA ELETTORALE NON LIBERA». «Non è stata una campagna elettorale libera né equa, non abbiamo potuto fare campagna per proteggere la nostra gente. Ottenere quasi l'11% nonostante questo è stato un successo», ha detto a caldo Demirtas.
Dopo la strage della stazione di Ankara, che ha provocato oltre cento morti in un corteo per chiedere la pace nel sud-est del Paese, l'Hdp ha deciso di interrompere i suoi comizi di massa, che già poco prima del voto di giugno erano stati macchiati di sangue con la bomba esplosa a Diyarbakir, a pochi metri dallo stesso Demirtas.
«Continueremo la nostra politica di pace contro quella dei massacri usata contro di noi», ha promesso il leader curdo. Ma di certo adesso la sua missione sarà ancora più difficile.
LA SFIDA DELLA PACE. Per Demirtas, piombato sulla scena politica sparigliando le carte di un'opposizione stanca e sfiduciata dopo oltre un decennio di batoste nelle urne, la sfida principale sarà ora quella di riportare il conflitto tra Ankara e il popolo curdo sui binari della pace.
A luglio 2015 la violenza nel sud-est ha raggiunto livelli mai visti negli ultimi vent'anni. Una scommessa su cui l'avvocato per i diritti umani dalla retorica elegante e dal sorriso gentile ha costruito tutto il suo percorso, conquistando un sostegno che ha superato il bacino dei 15 milioni di curdi che vivono in Turchia.
A giugno Demirtas era riuscito ad allargare la sua base elettorale alle minoranze religiose e alle donne, senza trascurare gruppi di sinistra e Lgbt. Un cocktail che nella Turchia sempre più polarizzata di Erdogan ha sedotto la classe media desiderosa di cambiamento. Adesso, diventato terza forza in parlamento per numero di seggi davanti ai nazionalisti del Mhp, l'Hdp dovrà cercare di dialogare con Erdogan per ridare alla Turchia una speranza di pace.

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