Membri Della Gendarmeria 151102183617
VADEMECUM 2 Novembre Nov 2015 1653 02 novembre 2015

Arresti in Vaticano, la giustizia nella Santa Sede

Vallejo e Chaouqui nei guai. Rischiano otto anni. Dai gendarmi ai tribunali, come funziona la legge Oltretevere.

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Francesca Immacolata Chaouqui.

L'arresto di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e di Francesca Immacolata Chaouqui inaugura di fatto un nuovo scandalo Vatileaks tra le mura della Santa Sede.
L'operazione condotta dalla Gendarmeria vaticana tra sabato 31 ottobre e domenica primo novembre rischia di costare caro ai due ex esponentti della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative (Cosea).
RISCHIANO OTTO ANNI. La divulgazione di notizie e documenti riservati in Vaticano è, infatti, un reato previsto dall'articolo 116 bis del codice penale in vigore Oltretevere, così come introdotto dall'art. 10 della legge vaticana IX del 13 luglio 2013.
Quest'ultimo ha aggiunto al Libro II 'Dei delitti in ispecie' l'articolo 116 bis, che recita: «Chiunque si procura illegittimamente o rivela notizie o documenti di cui è vietata la divulgazione, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni o con la multa da euro mille a euro 5 mila. Se la condotta ha avuto a oggetto notizie o documenti concernenti gli interessi fondamentali o i rapporti diplomatici della Santa Sede o dello Stato, si applica la pena della reclusione da quattro a otto anni. Se il fatto di cui al comma precedente è commesso per colpa, si applica la pena della reclusione da sei mesi a due anni».
PRESUNTO REATO IN VATICANO. Nessuno dei due è cittadino vaticano, ma la giurisdizione pontificia ha proceduto in totale autonomia in quanto il presunto reato è stato commesso tra le mura Vaticano.
Le indagini, proprio per questo motivo, sono state condotte dalla Gendarmeria fin dall'inizio. Interrogatori e arresti sono avvenuti nella città-Stato.

Alla Gendarmeria anche le funzioni di intelligence

Due membri della Gendarmeria vaticana.

Compito della Gendarmeria, fino al 2002 chiamata Corpo di vigilanza dello Stato della Città del Vaticano, è principalmente garantire la sicurezza e l'ordine pubblico, ma pure svolgere funzioni di intelligence, polizia di frontiera e giudiziaria.
NE FANNO PARTE IN 130. La struttura è costituita gerarchicamente e attualmente arruola 130 uomini, dislocati sul territorio dello Stato e nelle numerose zone extraterritoriali. L'attuale ispettore generale è Domenico Giani, ex ufficiale della Guardia di finanza, che dal 2006 ha preso il posto di Camillo Cibin.
CELIBI E DI FEDE CATTOLICA COMPROVATA. Possono farne parte le persone di cittadinanza italiana o vaticana, di sesso maschile, celibi, con diploma di scuola media superiore, di età compresa tra i 21 e i 24 anni compiuti e di altezza non inferiore a 1,78 m. Oltre all'idoneità psicofisica alle mansioni da svolgere e all'uso delle armi è necessario professare e praticare la fede cattolica: tale caratteristica dovrà essere comprovata da una lettera di presentazione del proprio parroco o di un prelato, che assicuri una seria conoscenza, anche religiosa, dell’interessato.
TRE GRADI DI GIUDIZIO. Di fatto, il sistema giudiziario ricorda per molti aspetti quello italiano. Il personale nominato direttamente dal papa ed è a suo nome che agiscono il tribunale di prima istanza, la Corte d’appello e la Corte di Cassazione. Il tribunale esiste dal 1929 ed è composto da tre magistrati, da un presidente e da un notaio. Il secondo grado è gestito dalla Corte d’appello attraverso sei giudici (tre laici e tre ecclesiastici) e da un promotore di giustizia. È competente sia per le cause civili sia per quelle penali e si occupa anche di stabilire i risarcimenti danni. La Corte di cassazione è il tribunale di ultima istanza, suo presidente è il prefetto del tribunale della Segnatura apostolica, mentre gli altri suoi due membri sono designati all’inizio di ogni anno giudiziario.
AMNISTIA E INDULTO AL PAPA. La Città del Vaticano non riconosce i poteri della Corte internazionale di giustizia. Se un reato viene commesso in territorio vaticano e il suo autore fugge in Italia, la competenza passa alla giustizia italiana come stabilito dai Patti Lateranensi. La concessione di amnistie, indulti e condoni, infine, spetta al papa. Per tentato o effettuato omicidio del papa, una legge passata nel 1929 e rimasta valida sino al 1969, prevedeva persino l'uso della pena di morte.

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