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POLITICA 2 Novembre Nov 2015 2137 02 novembre 2015

Regioni-Renzi, scontro sulla Manovra

L'allarme di Chiamparino: «Coi tagli Sanità a rischio». Il premier risponde a muso duro: «Ora ci divertiamo».

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Il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino con il premier Matteo Renzi.

È un Matteo Renzi tra l'incudine e il martello quello chiamato a inaugurare il mese di novembre tra i dubbi dei tecnici e le critiche delle Regioni. Unaninimi nell'ostentare scetticicismo verso la legge di Stabilità varata dall'esecutivo.
Da un lato, l'allarme lanciato dal governatore del Piemonte Sergio Chiamparino: «Nessuno è mosso dalla volontà di aumentare i ticket sanitari o le tasse locali», ma «non posso escludere che, con questi dati, qualche Regione possa caderci dentro per non rinunciare ad alcuni interventi». I tagli dal 2017 al 2019 «configurano una situazione che nei fatti mette a rischio la sopravvivenza del sistema Regioni», ha spiegato Chiamparino nel corso di un'audizione a Palazzo Madama davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. I 17 miliardi di tagli «sono insostenibili. Dobbiamo capire qual è il valore istituzionale che viene dato alle Regioni, e in particolare al sistema Sanità, che è uno dei più virtuosi al mondo. Perché se si pensa che farla funzionare in maniera centralizzata è più funzionale, allora si provi pure».
RENZI MUSO DURO: «ORA CI DIVERTIAMO». Dall'altro lato ci sono le perplessità mostrate dai tecnici sull'abolizione della Tasi e l'aumento del tetto di utilizzo del denaro contante. Dubbi alimentati dal dossier del servizio bilancio di Camera e Senato sul ddl Stabilità. Renzi, da parte sua, sarebbe intenzionato, secondo quanto si è appreso da fonti di Palazzo Chigi, a convocare le Regioni a Roma per il prossimo 4 novembre. «Adesso con le Regioni ci divertiamo, ma sul serio», sono le parole con cui il premier avrebbe accompagnato la convocazione dei presidenti dopo le critiche alla Manovra.
«Sulla Sanità ci sono più soldi del passato», sarebbe il ragionamento di Renzi, meno di quelli che chiedono le Regioni «ma più di quelli che avevano a disposizione. Il punto è che le tasse devono scendere. Non consentirò a loro (le Regioni, ndr) di aumentare le imposte ai cittadini, non si può scaricare sempre sugli italiani. Eliminino piuttosto gli sprechi».
I TECNICI: «COMUNI A RISCHIO». Per i tecnici, invece, l’aumento della dotazione del fondo di solidarietà comunale in sostituzione del gettito Tasi per le prime case, e di quello Imu per i terreni agricoli, «limita la possibilità di manovra dei Comuni, determinando un irrigidimento dei bilanci comunali».
Potrebbe poi «creare tensioni» l’«ulteriore» taglio del Fondo sanitario nazionale per il 2016. I tecnici evidenziano, tuttavia, che «la dotazione del Fsn crescerà di circa 1,3 miliardi rispetto al 2015 e che la centralizzazione delle procedure di acquisto di beni e servizi dovrebbe consentire la razionalizzazione di tale voce di spesa, facilitando il conseguimento di risparmi».
Ancora nel dossier si chiede «una valutazione del governo in merito alla effettiva praticabilità» dei tagli per le Regioni che secondo i tecnici ammonteranno nel triennio 2017-2019 a oltre 17 miliardi di euro. Si stima poi che la platea dei potenziali beneficiari del part-time over 63 potrebbe ammontare «nell’anno di massima esposizione finanziaria e con utilizzo per l’intero anno della misura» a circa 30 mila lavoratori «sulla base di una retribuzione lorda ai fini previdenziali di 24 mila euro.
DUBBI SUL CANONE IN BOLLETTA. Dubbi non mancano anche sul canone Rai in bolletta e sull'innalzamento della soglia del contante, sottoposto troppo spesso a interventi di segno contrapposto.

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