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POLITICA 3 Novembre Nov 2015 1741 03 novembre 2015

Licenziare gli assenteisti della Pa? La legge c'è già

Madia propone di cacciare i furbetti del cartellino. Ma servono i decreti attuativi.

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Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione.

Licenziare i dipendenti pubblici che falsificano le presenze sul posto di lavoro. È l'auspicio espresso dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, con chiaro riferimento alle vicende di Sanremo, dove una maxi operazione della Guardia di finanza ha portato all'arresto di 35 persone accusate di assenteismo. «Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va dev'essere licenziato», ha chiarito Madia, pur specificando come non «sia vero che tutti i dipendenti della Pa siano dei fannulloni».
Il ministro ha quindi invitato a «superare i luoghi comuni» sui lavoratori pubblici, ma alzando la guardia verso eventuali comportamenti sistematici di false presenze sul luogo di lavoro.
LICENZIAMENTI GIÀ PREVISTI. Illustrata da Madia come una novità assoluta, in realtà la possibilità di licenziare è già prevista dalla legge firmata dalla stessa Madia, secondo la quale un’azione disciplinare non potrà più essere conclusa con un nulla di fatto, ma dovrà essere portata a termine entro 100 giorni, senza escludere il licenziamento (ferma restando la tutela dell’articolo 18, ovvero l’ipotesi del reintegro).
MANCANO I DECRETI ATTUATIVI. Per trovare piena applicazione, tuttavia, il testo, approvato in via definitiva alla Camera lo scorso 17 luglio, necessita dei decreti attuativi che, seppur più volte annunciati, non sono ancora andati in porto.
LA RIVENDICAZIONE DI BRUNETTA. La possibilità del licenziamento, in ogni caso, era già prevista dal sistema sanzionatorio contenuto nella riforma firmata Renato Brunetta: tra le fattispecie individuate per l’interruzione del rapporto di lavoro dal testo pubblicato in Gazzetta ufficiale alla fine dell’ottobre 2009 c’era anche il ripetersi di assenze ingiustificate. A sottolinearlo è stato lo stesso presidente dei deputati di Forza Italia: «Leggiamo dure affermazioni del ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. Forse la brava ministra in questo primo anno e mezzo a Palazzo Vidoni non si è accorta che la legge per mandare a casa e licenziare definitivamente i dipendenti pubblici che non lavorano esiste già, è il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009, che attua la legge 15 del 4 marzo 2009, la cosiddetta legge Brunetta».
PRINCIPIO DI PROPORZIONALITÀ. Eppure, è cosa nota, il licenziamento nel pubblico resta una un'ipotesi assai remota. Le ragioni sono diverse, ma ciò non toglie che il licenziamento sia ecsluso a priori. E l’assenza ingiustificata dal posto di lavoro, giova ricordarlo, può essere causa di licenziamento solo se si tiene conto del principio di proporzionalità. Così recita la giurisprudenza: la valutazione del mancato adempimento deve essere commisurata alle mansioni svolte dal lavoratore e alle conseguenze della sua assenza sulle attività aziendali. Pe questo, in diverse occasioni l’abbandono ingiustificato del posto di lavoro non è stato considerato ragione sufficiente per una causa di licenziamento, a meno che non abbia provocato un grave danno o il blocco dell’attività produttiva.
IL 45% DEI LICENZIAMENTI PER ASSENZE INGISUTFICATE. Le statistiche dicono, comunque, che il 45% dei licenziamenti nel settore pubblico del 2013 (ultimi dati disponibili, 220 provvedimenti su 6.900 procedimenti disciplinari) è avvenuto per assenze ingiustificate.

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