Taiwan 151104182624
DIPLOMAZIA 4 Novembre Nov 2015 1824 04 novembre 2015

Cina-Taiwan, le assurdità del protocollo dietro l'incontro

Per la prima volta dopo oltre 60 anni di rapporti pessimi, il presidente cinese e quello taiwanese si riuniscono a Singapore. Le formalità da seguire per evitare incidenti diplomatici.

  • ...

Il presidente di Taiwan Ma Ying-jeou e quello cinese Xi Jinping.

Il protagonista principale dello storico incontro previsto per sabato 7 novembre tra il presidente cinese Xi Jinping e il taiwanese Ma Ying-jeou sarà il delicato protocollo da seguire per non infastidire nessuna delle parti.
Cina e Taiwan hanno sorpreso il mondo annunciando che, per la prima volta dopo oltre 60 anni, i loro massimi dirigenti politici si incontreranno in un faccia a faccia sul territorio rigorosamente neutro di Singapore.
La Cina rivendica da sempre la sovranità su Taiwan, che è di fatto indipendente dal 1949, mentre Taiwan - il cui nome ufficiale è Repubblica di Cina - non ha mai riconosciuto la Repubblica Popolare Cinese.
Come l'ha giustamente definito il New York Times, il vertice sarà una 'danza delicata' di formalità, che da fuori possono sembrare assurde, ma che nei due Paesi rappresentano il lascito di decennali rapporti conflittuali.
LE ASSURDITÀ DEL PROTOCOLLO DEMOCRATICO. I rapporti diplomatici sono così delicati che nessuno dei due partecipanti all'incontro può rivolgersi all'altro chiamandolo 'presidente'.
L'agenzia stampa Nuova Cina precisa che l'appellativo usato sarà quello di 'xiansheng' (signore, in cinese).
Xi Jinping e Ma Ying-jeou si incontreranno nelle vesti di 'leader della madrepatria e leader di Taiwan'.
«In Cina Xi ha diversi titoli: presidente della Cina, segretario generale del Partito Comunista e in alcuni casi anche “Dada”, un nomignolo che si traduce con “zio” o “papà”», scrive il Nyt, ma al meeting sarà soltanto “Mr”.
Come si appelleranno i due leader, quali bandiere o simboli compariranno e persino chi si farà avanti per stringere la mano dell'altro: tutti i minimi dettagli verranno analizzati per mantenere in equilibrio le delicate relazioni.
Dopo che per decenni i due avversari si sono chiamati l'un l'altro “fuorilegge”, non sarà facile dare un colpo di spugna e riiniziare con il sorriso sulle labbra.
L'OPPOSIZIONE: «MOSSA ELETTORALE». La notizia del vertice non è stata ben accolta dall'opposizione taiwanese, che ritiene si tratti di un tentativo di rafforzare le prospettive elettorali del partito di Ma, il Kuomintang, che tutti i sondaggi danno in forte svantaggio nelle presidenziali che si terranno il 16 gennaio.
Nonostante le difficoltà nei rapporti politici, le relazioni commerciali tra 'le due sponde dello Stretto di Taiwan', l'espressione usata dai diplomatici per evitare che si possa sottintendere un riconoscimento dell'altra parte, sono ottime e sono ulteriormente migliorati da quando, nel 2008, è al potere Ma.
L'OPPOSIZIONE AL GOVERNO. Pechino avrà molti più problemi in caso di vittoria del Partito Democratico Progressita (Dpp), che è favorevole alla piena indipendenza economica dell'isola.
«Quando è arrivata la notizia dell'incontro», ha dichiarato la candidata del Dpp, Tsai Ing-wen, «io e tanta gente siamo rimasti molto sorpresi... un incontro tra i leader delle due sponde è un grande evento, che riguarda la dignità e l'interesse nazionale di Taiwan».
«Tuttavia, comunicarlo al popolo in questo modo affrettato e caotico è dannoso per la democrazia taiwanese», ha aggiunto.
Alcuni dei suoi sostenitori hanno inscenato una manifestazione di protesta davanti al Parlamento di Taipei.
A guidarla è stato il candidato al Parlamento Huang Kuo-chang, un ex leader del movimento studentesco dei 'girasoli', che nel 2014 ha contestato gli accordi commerciali tra Pechino e Taipei fortemente voluti da Ma Ying-jeou.
INCONTRO STORICO APPOGGIATO DAGLI USA. La reazione degli Stati Uniti, da molti accusati di non dare il giusto peso al governo di Taipei, è stata positiva . «Diamo il benvenuto ai passi che vengono fatti da entrambe le sponde dello Stretto di Taiwan per ridurre la tensione e migliorare le relazioni», ha detto il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest in un briefing per la stampa a Washington.
Prima di quello di sabato tra Xi (che è anche il leader del Partito Comunista Cinese) e Ma (che è il capo del Kuomintang), l'ultimo incontro al vertice tra i massimi dirigenti dei due schieramenti fu quello tra il comunista Mao Zedong e il nazionalista Chiang Kai-shek, avvenuto a Chongqing nel 1945.
In seguito, i due si affrontarono in una sanguinosa guerra civile che si concluse con la sconfitta del Kuomintang.
I nazionalisti si rifugiarono a Formosa, l'isola nel mar della Cina che era stata fino ad allora una colonia giapponese, dove crearono un governo indipendente da quello comunista.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso